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Aumentano i milionari: chi sono i nuovi ricchi detti “Emilli”?

Secondo il Global Wealth Report 2025 di UBS, il numero dei milionari a livello globale ammonta a 60 milioni, i quali possiedono 227 mila miliardi di dollari, circa la metà della ricchezza mondiale. Tra questi spicca una categoria inedita e sempre più influente, gli EMILLI, acronimo di Everyday Millionaires, milionari con un patrimonio compreso tra 1 e 5 milioni di dollari.

Aumentano i milionari: chi sono gli EMILLI, il nuovo volto della ricchezza

Sembra un gioco di parole, ma in verità non lo è: la definizione di “milionario” si arricchisce di nuove sfumature. Nell’ultimo Global Wealth Report 2025, UBS ha introdotto una categoria di nuovi ricchi, gli EMILLI, acronimo di Everyday Millionaires, persone con asset investibili tra 1 e 5 milioni di dollari. Sebbene formalmente siano inclusi tra gli individui high net worth (HNWI), gli EMILLI rappresentano una sottoclasse ben distinta. L’aumento del patrimonio degli EMILLI è dovuto in particolare all’incremento dei prezzi immobiliari e alle fluttuazioni monetarie.

Dal 2000 a oggi, il numero degli EMILLI è più che quadruplicato, raggiungendo al 31 dicembre 2024 la cifra di 52 milioni di individui, con una ricchezza complessiva di oltre 107 mila miliardi di dollari. Una soglia che si avvicina a quella detenuta dai cosiddetti ultra high net worth (persone con oltre 5 milioni di dollari di asset investibili), il cui patrimonio complessivo ammonta a circa 119 mila miliardi di dollari.

L’improvvisa crescita di questi nuovi milionari è globale, ma con significative diversità geografiche. Mentre in Nord America l’incremento patrimoniale degli EMILLI ha registrato un aumento dell’11%, in Europa, Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa la crescita si assesta su tassi più contenuti, compresi tra il +0,5% e il +3%.

La nuova geografia della ricchezza: tra continenti, generazioni e diseguaglianze

Nel 2024, la ricchezza globale ha continuato a crescere, segnando un +4,6% annuo, dopo un incremento del 4,2% nel 2023. Tuttavia, tale espansione si presenta disomogenea sia nei territori, che nelle fasce generazionali. Il valore medio del patrimonio personale ha subito un calo in oltre metà dei 56 mercati analizzati. La Svizzera mantiene il primato mondiale della ricchezza media pro capite, seguono Stati Uniti, Hong Kong e Lussemburgo, mentre l’Italia occupa la 23° posizione.

Un dato emblematico riguarda gli USA, che hanno registrato oltre 379 mila nuovi milionari in un solo anno, pari a più di mille ogni giorno. Oltre agli Stati Uniti, anche Cina e Francia figurano tra i Paesi con il maggior numero di milionari in dollari. A livello generazionale, la fascia dei baby boomer detiene la maggior parte della ricchezza globale, con un patrimonio netto superiore a 83 mila miliardi di dollari. I millennial, invece,detengono la quota più elevata del proprio patrimonio in beni durevoli e immobili, e investono in misura maggiore in mercati privati.

Infine, nel prossimo ventennio è previsto il più grande trasferimento di ricchezza intergenerazionale della storia. Oltre 83 mila miliardi di dollari passeranno da un soggetto all’altro, di cui 9.000 miliardi tra coniugi, in gran parte a favore delle donne, mentre 74.000 miliardi saranno trasmessi alle nuove generazioni. Gli Stati Uniti guideranno questa transizione (oltre 29 mila miliardi), seguiti da Brasile e Cina.

I milionari come forza economica, sociale e politica

Il fenomeno dei nuovi milionari è sinonimo di profonde trasformazioni economiche, sociali e politiche. Come ha sottolineato Paul Donovan, Chief Economist di UBS Global Wealth Management, “la ricchezza non è solo una misura economica, ma una forza sociale e politica”. In un’epoca dominata dalla quarta rivoluzione industriale e dal crescente debito pubblico, la distribuzione della ricchezza influenzerà profondamente le politiche economiche, l’equità sociale e le opportunità future.

Il Global Wealth Report ha sottolineato inoltre la crescente rilevanza delle donne nella ricchezza patrimoniale e il ruolo strategico e persistente del settore immobiliare. Tra i modelli di allocazione, spiccano diverse preferenze geografiche. Ad esempio, gli USA concentrano il patrimonio in investimenti finanziari, l’Australia in immobili, mentre Singapore in strumenti assicurativi e pensionistici.

Nel decennio in corso stiamo assistendo anche a una mutazione nella base della piramide patrimoniale. La fascia inferiore ai 10.000 dollari non è più la maggiormente popolata: è stata infatti superata da quella compresa tra 10.000 e 100.000 dollari. Un segnale di democratizzazione (parziale) della ricchezza che, unito all’espansione del gruppo degli EMILLI, restituisce un quadro in cui la figura del milionario non coincide più con l’élite inaccessibile, ma assume contorni più sfumati e diffusi.

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