La Naspi 2026, indennità di disoccupazione riconosciuta dall’INPS, conferma requisiti e modalità di accesso. Gli importi vengono aggiornati in base all’inflazione, con un massimale mensile fissato a 1.584,69 euro e una durata legata alle settimane di contribuzione maturate nel quadriennio precedente.
Naspi 2026: chi può accedere all’indennità e in quali casi
Anche nel 2026 la Naspi resta lo strumento con cui l’INPS tutela il reddito dei lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. La misura continua a essere riconosciuta in presenza di una cessazione del rapporto di lavoro non dipendente dalla volontà del lavoratore, confermando l’impianto normativo già in vigore negli anni precedenti.
L’accesso alla Naspi 2026 è escluso nei casi di dimissioni volontarie, fatta eccezione per le dimissioni per giusta causa. Rientrano invece nel perimetro di tutela le ipotesi di licenziamento, la scadenza di un contratto a termine, la risoluzione consensuale del rapporto e le altre forme di cessazione involontaria. Non sono previsti limiti specifici legati alla tipologia di licenziamento, inclusi quelli disciplinari o per giustificato motivo oggettivo.
Dal punto di vista contributivo, per ottenere l’indennità è necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione. Il quadriennio di riferimento rappresenta l’elemento centrale non solo per il riconoscimento del diritto alla prestazione, ma anche per la determinazione della sua durata e del relativo importo.
Come si determina la durata della prestazione
La durata della Naspi 2026 continua a essere calcolata in funzione delle settimane di lavoro svolte nei 4 anni che precedono la perdita dell’occupazione. L’indennità viene riconosciuta per un periodo pari alla metà delle settimane contributive maturate in tale arco temporale.
In termini applicativi, ciò significa che un lavoratore con 4 anni di attività continuativa può beneficiare della prestazione per un massimo di 24 mesi. Mentre con 36 mesi di lavoro la durata si attesta intorno ai 18 mesi. La regola di proporzionalità consente di modulare il periodo di sostegno in base alla storia contributiva recente del lavoratore.
Nei casi di lavoro intermittente o caratterizzati da periodi alternati di occupazione e disoccupazione, la normativa precisa che le settimane già utilizzate per precedenti periodi di fruizione della Naspi non possono essere conteggiate nuovamente. Questo principio evita sovrapposizioni nel calcolo della durata complessiva della prestazione.
Anche per il 2026 viene confermata la copertura tramite contribuzione figurativa per l’intero periodo di percezione dell’indennità. Tale contribuzione viene accreditata automaticamente dall’INPS, senza oneri a carico del lavoratore e senza la necessità di presentare una specifica domanda. Preservando la continuità della posizione previdenziale durante la fase di disoccupazione.
Calcolo dell’importo, massimali e riduzione progressiva
Il calcolo dell’importo della Naspi 2026 resta ancorato alla retribuzione media imponibile ai fini previdenziali percepita nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. La regola generale prevede che l’indennità sia pari al 75% della retribuzione media, entro soglie e limiti prestabiliti.
La prestazione è infatti soggetta a un massimale mensile che non può essere superato. Indipendentemente dall’ammontare dello stipendio precedente. Questo limite risponde alla natura assistenziale della Naspi, che non sostituisce integralmente il reddito da lavoro ma fornisce un sostegno temporaneo. Coerente con le finalità di tutela e con le esigenze di sostenibilità della spesa pubblica.
Per il 2026, soglie e massimali sono stati aggiornati dall’INPS sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, con un adeguamento pari all’1,4% in più rispetto al 2025. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.456,72 euro, l’indennità corrisponde al 75% di tale importo. Se la retribuzione supera questa soglia, al 75% di 1.456,72 euro si aggiunge il 25% della parte eccedente, fino al raggiungimento del massimale.
Il massimale Naspi 2026 è fissato a 1.584,69 euro mensili, che rappresenta l’importo massimo erogabile dall’INPS nel nuovo anno, anche in presenza di retribuzioni medie più elevate.
Resta infine confermato il meccanismo del décalage, che comporta una riduzione progressiva dell’indennità nel tempo. La decurtazione, pari al 3% per ogni mese successivo, decorre dal sesto mese di fruizione per i beneficiari con meno di 55 anni. Dall’ottavo mese per coloro che hanno almeno 55 anni.










