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Bonus mobili e voucher elettrodomestici: chi rischia sanzioni per cumulo indebito

Bonus mobili prorogato anche per il 2026. Ma attenzione al 730: chi nel 2025 ha usato il voucher elettrodomestici non può inserire la stessa fattura per fruire anche del bonus mobili. Rischio restituzione e sanzioni.

Il bonus mobili è stato prorogato per un altro anno: la legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 22 della L. 199/2025) ha confermato la detrazione Irpef al 50% su un tetto massimo di spesa di 5.000 euro per unità immobiliare. Nessuna novità sostanziale dunque rispetto al 2025: stesso impianto normativo, stessa ripartizione in dieci quote annuali. L’attenzione, però, si sposta sulla dichiarazione dei redditi: chi ha usufruito nel 2025 del bonus elettrodomestici, sotto forma di voucher, non può sfruttare anche il bonus mobili per il medesimo bene. Con il provvedimento 86234 dell’11 marzo 2026 l’Agenzia delle Entrate rimarca l’incumulabilità delle due misure per lo stesso prodotto. Introduce inoltre un nuovo meccanismo di controllo incrociato tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e l’Agenzia delle Entrate, che mette sotto la lente di ingrandimento circa 300mila contribuenti: il rischio è che debbano restituire quanto detratto, maggiorato di sanzioni e interessi.

Come funziona il bonus mobili 2026

Il bonus mobili è una detrazione Irpef riconosciuta a chi acquista mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia. Non si tratta di un incentivo autonomo: presuppone necessariamente la fruizione della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio ai sensi dell’art. 16-bis del Tuir. La detrazione pari al 50% – come accennato poc’anzi – si calcola su un importo massimo di 5.000 euro per singola unità immobiliare, con un beneficio fiscale complessivo fino a 2.500 euro, recuperabile in dieci anni a 250 euro per annualità.

Gli elettrodomestici ammessi devono rispettare classi energetiche minime: A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori. Per alcune categorie, come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, è obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dall’acquisto. Il pagamento deve avvenire con bonifico bancario o postale oppure con carta di debito o credito: sono esclusi contanti e assegni. A differenza di altri bonus edilizi, il bonus mobili si applica sia all’abitazione principale, sia alle seconde case, senza distinzione di aliquota.

L’incumulabilità con il bonus elettrodomestici

Il rischio per la stagione dichiarativa 2026come spiega Money.it – riguarda chi ha usufruito nel 2025 del voucher per il bonus elettrodomestici, il contributo a fondo perduto introdotto dalla Legge 207 del 2024. Il voucher, erogato tramite piattaforma PagoPa-Invitalia, copriva fino al 30% della spesa per l’acquisto di un singolo elettrodomestico incluso nell’elenco ufficiale, con un massimale di 100 euro (200 euro per Isee sotto i 25mila euro). Le richieste hanno superato il milione e a beneficiarne sono stati 300mila nuclei familiari.

Il divieto di cumulo di questa misura con il bonus mobili era già stato fissato dal decreto attuativo del 3 settembre 2025 e dalle FAQ ministeriali: sullo stesso bene non è possibile fruire di due agevolazioni distinte. Pertanto, chi ha acquistato una lavatrice con il voucher non può inserire la spesa nella dichiarazione dei redditi per fruire anche del bonus mobili ed elettrodomestici. Chi invece ha utilizzato il voucher per la lavatrice e ha acquistato separatamente, senza voucher, un frigorifero collegato a una ristrutturazione, può portare quest’ultimo in detrazione con il bonus mobili, senza incorrere in alcuna irregolarità.

I nuovi controlli automatici dell’Agenzia delle Entrate

Con il provvedimento n. 86234 dell’11 marzo 2026, l’Agenzia delle Entrate ha formalizzato il flusso telematico attraverso cui il Mimit trasmette all’ADE i dati di ogni voucher utilizzato: codice fiscale del beneficiario, importo impiegato e anno di utilizzo. Queste informazioni confluiranno direttamente nella dichiarazione dei redditi precompilata, rendendo automatico il riscontro tra le agevolazioni fruite. Attenzione però: i dati del voucher entrano nel precompilato in automatico, mentre le spese per il bonus mobili dovranno essere inserite manualmente dal contribuente nel modello 730 o nel modello Redditi persone fisiche. È esattamente questo il punto su cui focalizzarsi per evitare errori, anche involontari.

In caso di cumulo indebito rilevato, l’Agenzia delle Entrate può procedere al recupero delle somme detratte, maggiorate da interessi e sanzioni tributarie che possono arrivare al 180% del risparmio fiscale ottenuto illecitamente. Per chi ha utilizzato il voucher elettrodomestici nel 2025 è quindi essenziale tenere traccia distinta degli acquisti effettuati ed escluderli dal plafond del bonus mobili in sede dichiarativa.

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