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Coronavirus, la giustizia testa il digitale

Con i tribunali chiusi, il Palazzo di Giustizia di Milano ha approvato i processi in direttissima in videoconferenza
L’epidemia da Covid-19 che ha barricato in casa milioni di italiani, ha fermato anche la giustizia, fatta eccezione per i processi urgenti. Questa situazione d’emergenza che ha svuotato i tribunali d’Italia ha tuttavia accelerato la realizzazione di un processo paventato da tempo: la digitalizzazione dei procedimenti giudiziari. Da martedì 24 marzo infatti il Palazzo di Giustizia di Milano ha approvato i processi in direttissima in videoconferenza. Nonostante si tratti di un provvedimento temporaneo, l’azione intrapresa dai vertici della giustizia italiana rappresenta un esperimento che potrà, nel caso in cui si dimostri utile, prorogarsi nel tempo, sdoganando quei programmi informatici di videoconferenza, che fino ad oggi erano utilizzati esclusivamente dalle aziende. L’auspicio è che si faccia un utilizzo effettivo della tecnologia, una volta che tutto sarà finito, al fine di risolvere gli annosi problemi che fanno capo al sistema giudiziario del nostro Paese.
Nel rapporto 2020 Doing Business Italia, elaborato nell’ambito del Word Bank Group, con riferimento al settore “tempi e costi delle controversie”, l’Italia si colloca al 122° posto nella graduatoria dei 190 paesi presi in considerazione. Un leggero passo indietro rispetto all’anno precedente, se si considera che nel 2019 l’Italia era al 106° posto. Buona parte dei problemi della giustizia italiana sono legati alla lentezza delle procedure burocratico-amministrative che stanno dietro ai processi.
Questa situazione non viene negata nemmeno ai piani alti del sistema giudiziario, infatti, in occasione dell’apertura del nuovo anno, il Presidente della Corte di Cassazione Giovanni Mammone si è dichiarato “consapevole che proprio nella scarsa efficienza del servizio giudiziario civile si individua una delle ragioni di criticità del quadro economico, in quanto una giustizia rapida ed efficiente dà la consapevolezza di risolvere rapidamente i contenziosi e costituisce un incentivo per imprenditori italiani e stranieri ad investire nella nostra economia”. In questo senso il Tribunale di Milano potrebbe aprire una nuova via affinché il sistema giudiziario diventi più snello ed efficiente e vada di conseguenza a rafforzare il tessuto economico del nostro Paese.







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