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Truffa dei Bitcoin dimenticati: come funziona lo schema e come difendersi

Cresce il numero di vittime della truffa dei Bitcoin dimenticati. I truffatori utilizzano ATM di criptovalute e QR code per sottrarre denaro contante alle vittime. Ecco alcune semplici regole per riconoscerla.

Negli ultimi mesi, si è diffusa notevolmente unanuova truffa telefonica legata ai Bitcoin. Numerosissime le segnalazioni. Il copione è ricorrente: un operatore contatta la vittima sostenendo che quest’ultima, anni prima, abbia investito in Bitcoin e che oggi esisterebbe un capitale consistente – si parla di 10mila, 50mila e 100mila euro – pronto per essere riscattato. In realtà non c’è nulla di vero. Lo schema ingannevole ruota intorno al concetto di “bitcoin dimenticati”, sfruttando la scarsa familiarità della vittima con il funzionamento delle criptovalute e l’attrattiva di guadagni inattesi.

Le autorità e le associazioni dei consumatori segnalano che il fenomeno è in crescita e colpisce soprattutto persone che non hanno reale esperienza con wallet digitali o piattaforme di trading.

La telefonata che annuncia i Bitcoin “ritrovati”

Entrando nel dettaglio, come spiega Il fatto Quotidiano, la prima fase della truffa consiste quasi sempre in una telefonata inattesa. Il contatto arriva da un numero italiano o apparentemente locale, ma spesso l’interlocutore parla con accento straniero. Il presunto operatore afferma che la persona contattata avrebbe aperto anni prima un account su una piattaforma di criptovalute o effettuato un piccolo investimento in Bitcoin. Secondo la ricostruzione fornita al telefono, quel capitale sarebbe cresciuto nel tempo e oggi potrebbe essere recuperato. Per rafforzare la credibilità del racconto, i truffatori si presentano con identità diverse: broker finanziari, consulenti di piattaforme crypto oppure studi legali specializzati nel recupero di criptovalute. Lo scopo è sempre lo stesso: convincere la vittima che esista un patrimonio digitale bloccato e che sia necessario completare una procedura tecnica per liberarlo.

La fase operativa: ATM Bitcoin e QR code

Una volta ottenuta l’attenzione della vittima, la truffa entra nella fase operativa. L’interlocutore guida passo dopo passo la procedura per “verificare” o “attivare” il trasferimento dei presunti Bitcoin. In molti casi viene richiesto di prelevare denaro contante e recarsi presso un ATM di criptovalute.

Qui la vittima riceve precise istruzioni per scansionare un QR code fornito dal soggetto al telefono. Il codice non rappresenta però un sistema di sicurezza, bensì l’indirizzo del portafoglio digitale degli orchestranti della truffa. Inserendo il denaro e scansionando il QR code, la somma viene trasferita direttamente al wallet del truffatore.

A differenza dei bonifici bancari o delle operazioni su carta, le transazioni sulla blockchain sono generalmente irreversibili. Una volta completato il trasferimento quindi, diventa pressoché impossibile recuperare le somme sottratte.

Perché la truffa dei Bitcoin funziona

Gli schemi di frode legati alle criptovalute si basano spesso su tre elementi ricorrenti:

  • Il primo è la promessa di fondi “dimenticati” o investimenti passati: molte persone ricordano di aver sentito parlare di Bitcoin anni prima e possono essere indotte a pensare di aver effettivamente aperto un account.
  • Il secondo elemento è la complessità tecnica. Wallet digitali, indirizzi crittografici e QR code sono strumenti poco familiari per una parte della popolazione e possono essere utilizzati per creare confusione.
  • Il terzo fattore è l’urgenza costruita durante la telefonata. I truffatori insistono sulla necessità di agire rapidamente per evitare presunti blocchi fiscali, commissioni o scadenze imminenti.

Come difendersi dalla truffa dei Bitcoin

Esistono alcune regole semplici per riconoscere questo tipo di frode. In primo luogo, nessuna banca, società finanziaria o autorità pubblica chiede di trasferire denaro, tramite ATM di criptovalute o QR code, per sbloccare fondi esistenti. Se una telefonata propone questo tipo di procedura, è molto probabile che si tratti di una truffa. In secondo luogo, è opportuno non fornire dati personali o bancari e interrompere immediatamente la conversazione. Infine, quando si ricevono contatti sospetti, è consigliabile segnalarli alle autorità competenti o alla Polizia Postale. È altresì fondamentale informare familiari e conoscenti, per contribuire a ridurre il rischio che altre persone cadano nello stesso schema.

Le frodi basate su Bitcoin e criptovalute continuano a evolversi, ma la logica di fondo resta invariata: creare l’illusione di un guadagno facile, per indurre la vittima a trasferire il proprio denaro. Conoscere i meccanismi di queste truffe è il modo più efficace per non diventarne vittima.

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