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ABI-Cerved: +3,8% di crediti deteriorati nel 2022

Nel 2022 è previsto un aumento del 3,8% di nuovi crediti deteriorati, che riguarderà in particolare le microimprese, il settore dei servizi e dell’industria

Nel 2022 è previsto un aumento del 3,8% del flusso di nuovi crediti deteriorati delle imprese. È quanto emerso dall’ultimo Outlook ABI-Cerved sul tasso di deterioramento del credito che include previsioni e stime fino al 2023. Infatti, entro il prossimo anno i nuovi NPL dovrebbero diminuire, attestandosi al 3,3%, una percentuale di poco superiore al 2019 (2,9%), ma ben lontana dai picchi del 2012 (7,5%). Inoltre, il report mette in evidenza l’andamento del tasso di deterioramento dei crediti a livello dimensionale, settoriale e territoriale.

Nello specifico, si evince che tra il 2021 e il 2023 l’aumento dei nuovi crediti deteriorati riguarderà tutte le aziende, ma nella fattispecie le microimprese. I settori più penalizzati saranno quello dei servizi (dal 2,8% del 2019 al 3,7% del 2023) e dell’industria (dal 2,3% del 2019 al 2,5% del 2023). In miglioramento, invece, saranno l’agricoltura (dal 3,1% del 2019 al 2,7% del 2023) e l’edilizia (dal 4,0% del 2019 al 3,5% del 2023)

I dati inerenti al 2021 evidenziano che i tassi di deterioramento delle aziende sono rimasti stabili al 2,1%. Le microimprese hanno registrato un calo (dal 2,3% del 2020 al 2,2% del 2021). Lo stesso discorso vale per le piccole imprese (dall’1,5% all’1,4%). Viceversa, le grandi e le medie aziende hanno registrato un aumento dei tassi di deterioramento, rispettivamente dall’1,0% all’1,1% e dall’1,3% all’1,5%.

A livello territoriale i nuovi flussi di crediti deteriorati risultano in calo in tutte le aree del Paese, eccetto per il Centro Italia. L’area con i tassi di deterioramento più bassi è il Nordest (1,4%), seguita dal Nordovest (1,8%). Al Sud, il tasso di deterioramento rimane elevato, seppur in calo (dal 2,9% del 2020 al 2,8% del 2021). Al Centro invece continua a crescere, passando dal 2,5% del 2020 al 2,7% del 2021.

“Nel corso del 2022 e del 2023, con la graduale uscita dalle misure emergenziali i crediti deteriorati delle imprese torneranno ad aumentare” ha dichiarato Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Group. “Ci aspettiamo però impatti moderati sulla nostra economia perché, diversamente dal passato, esiste un mercato maturo in grado di gestire i volumi di NPL attesi. In questo senso, sarà sempre più importante l’utilizzo di dati, algoritmi e tecnologie per smaltire rapidamente i crediti deteriorati e finanziare la ripresa”.

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