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Banche, il nodo da sciogliere sono i crediti Utp

Secondo una ricerca del Centro Studi Uilca Orietta Guerra, gli unlikely to pay rappresentano il 57% del totale degli Npl in seno alle 11 maggiori banche italiane




I crediti Utp rappresentano il vero ago della bilancia per la ripresa economica del Paese. A sostenerlo è una ricerca del Centro Studi Uilca Orietta Guerra sui conti economici per il primo semestre del 2020 delle undici maggiori banche italiane. Dallo studio emerge che il totale degli Npl in seno agli istituti di credito ammonta a 44 miliardi di euro e rappresenta il 3,4% dei crediti netti. Nello specifico, le sofferenze sono pari a 16,8 miliardi di euro e rappresentano il 37% del totale degli Npl. I crediti Utp invece rappresentano il 57% degli Npl e ammontano a 25,3 miliardi di euro. Le banche con più inadempienze probabili in bilancio sono Intesa Sanpaolo (6,6 miliardi), Unicredit (5,5) e Banco Bpm (4,6).

“È su questa tipologia di credito che passa la ripresa del Paese” ha evidenziato Roberto Telatin, responsabile del Centro Studi Orietta Guerra “Se come sistema bancario non si riesce a riportare in bonis questi crediti il risultato sarà un aumento della disoccupazione, la chiusura delle imprese e l’impoverimento economico”.

Tuttavia, dai dati emersi dal report la situazione per il sistema bancario italiano è abbastanza stabile. Le banche hanno retto dignitosamente al blocco delle attività, nonostante una contrazione complessiva dell’utile pari a 6,5 miliardi e una riduzione dei ricavi pari al 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. “I dati mostrano come le misure adottate dal governo, quali liquidità alle imprese, cassa integrazione, moratoria sui mutui e blocco dei licenziamenti abbiano permesso, pur con il sorgere di criticità, di rallentare l’impoverimento del Paese ed evitare tensioni sociali, soprattutto nei settori del turismo e della ristorazione che sono stati i più colpiti dalla crisi” ha commentato a margine Telatin.

Secondo il responsabile del Centro Studi è fondamentale che in questa fase il Governo predisponga “un piano di riduzione soft degli ammortizzatori sociali perché a soffrirne saranno in primis gli istituti di credito”. Allo stesso modo è necessario lavorare in sinergia per affrontare il problema dei crediti Utp ed aiutare le aziende in difficoltà a risollevarsi.




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