La composizione negoziata è uno strumento stragiudiziale che, attraverso il dialogo con i creditori e l’assistenza di un esperto indipendente, può favorire il risanamento delle imprese in difficoltà.
Tramite la composizione negoziata della crisi d’impresa un imprenditore può risanare in via stragiudiziale la propria situazione mediante il dialogo con i creditori e altri soggetti.
A usufruirne possono essere imprenditori commerciali e agricoli in stato di crisi o insolvenza o in una condizione patrimoniale sfavorevole, che potranno continuare a gestire l’impresa in via ordinaria e straordinaria.
Questa forma di intervento ha l’obiettivo di agire nelle prime fasi di difficoltà, limitando gli effetti negativi sul sistema economico e sull’occupazione.
Rinvii e correttivi
Entrato in vigore il 15 luglio 2022 dopo diversi rinvii dovuti anche alla pandemia, il Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCI) ha subito numerose modifiche prima di tale data. Particolarmente significativi sono i tre decreti correttivi intervenuti, soprattutto il secondo (d.lgs. 83/2022), che ha introdotto la composizione negoziata per la crisi d’impresa, e il terzo (d.lgs. 136/2024).
Come procedere con l’avvio della composizione negoziata
La composizione negoziata si configura come una procedura volontaria alla quale l’imprenditore può accedere quando ritiene che la propria azienda si trovi in una situazione di squilibrio economico o finanziario tale da rendere probabile la crisi o l’insolvenza.
L’avvio del percorso avviene attraverso una richiesta che porta alla nomina di un esperto indipendente, il cui compito è quello di facilitare le trattative tra l’imprenditore e i creditori.
Per accedere alla piattaforma online utile allo scopo occorre utilizzare gli strumenti previsti per il proprio riconoscimento digitale (SPID, CIE o CNS).
La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, valutata l’istanza dell’imprenditore corredata dei documenti necessari, se ritiene possibili prospettive di risanamento, nomina un esperto indipendente per aprire le trattative.
Chi è l’esperto chiamato a risanare l’impresa
L’esperto svolge una funzione molto importante di supporto e mediazione analizzando la situazione dell’impresa, valutando le prospettive di risanamento e favorendo il dialogo tra le parti. La sua attività dovrà essere espletata secondo i principi di professionalità, imparzialità, indipendenza e riservatezza. Può avvalersi inoltre dell’aiuto di altri soggetti dotati di specifica competenza e di un revisore legale.
Entro due giorni dalla nomina, l’esperto deve comunicare all’imprenditore l’accettazione dell’incarico, immettere la dichiarazione di accettazione e quella del possesso dei requisiti di indipendenza in piattaforma e convocare l’imprenditore per discutere della possibilità di arrivare a un risanamento.
Quali sono le caratteristiche della procedura
E’ importante sottolineare che, in questo caso, l’intervento dell’autorità giudiziaria non è previsto, tranne che in alcune ipotesi specifiche.
Inoltre, per poter ricorrere alla procedura, occorre che l’imprenditore si trovi in stato di crisi o insolvenza, o che sia in condizioni di effettivo squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, tali da rendere probabile la crisi o l’insolvenza, e che possa essere possibile il risanamento.
Un’altra importante caratteristica tipica della composizione negoziata riguarda la possibilità di richiedere misure protettive e cautelari, capaci di preservare il patrimonio durante le trattative, impedendo ai creditori di avviare o proseguire azioni esecutive che potrebbero compromettere il tentativo di risanamento.
Composizione negoziata: quali possono essere i diversi esiti
Le trattative possono portare a diversi esiti. Tra le soluzioni possibili vi sono la stipulazione di accordi con i creditori, la rinegoziazione dei debiti o la conclusione di contratti idonei a garantire la continuità aziendale. In alternativa, il percorso può sfociare in strumenti più strutturati di regolazione della crisi, come accordi di ristrutturazione o altre procedure previste dal diritto concorsuale.













