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Guerra e pandemia: come verranno influenzati i mercati nel breve e lungo termine

La diffusione della pandemia in Occidente a partire dal febbraio 2020 e l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 hanno scosso profondamente le borse mondiali

A differenza di due anni fa, però, il frame macroeconomico è nettamente diverso e caratterizzato, oggi, dall’exploit dell‘inflazione e dai rialzi dei tassi di interesse delle Banche centrali.

Sebbene nelle sue ultime dichiarazioni, Jerome Powell (presidente FED) abbia in parte frenato i malumori del mercato, rassicurando sulla dimensione dei rialzi previsti, l’incremento dei tassi di interesse è ormai cosa certa e i mercati dovranno scontare 5 rialzi nei prossimi mesi.
Le conseguenze saranno meno liquidità, meno utili delle aziende e un potenziale calo soprattutto per i settori “growth”.

La storia ci insegna che le crisi legate ai conflitti geopolitici si sono risolte a livello borsistico nel giro di poco tempo.
Secondo alcuni gestori Bluestar, andremo incontro a scenari diversi: sul breve termine assisteremo a una de-escalation militare e finanziaria, mentre sul medio-lungo periodo quanto successo segnerà una nuova fase degli assetti geopolitici e andrà ad aggravare la situazione di scarsità delle materie prime, creando ulteriori “supply-bottleneck” ed effetti inflattivi.

Il 2022 comunque non ripeterà le performance viste in questi due anni di pandemia.
Il Covid ha in buona parte contribuito a lasciare una pesante eredità di inflazione, che per il prossimo futuro rimarrà strutturalmente alta, anche a causa delle tensioni geopolitiche con la Russia. Vigerà nel tempo un nuovo “regime” inflazionistico.

I bond che avevano subito un forte deprezzamento da inizio anno, sono stati oggetto di forti acquisti in chiave “flight to quality”. Negli ultimi giorni, la strategia bilanciata tradizionalista 60/40 ha riproposto tutta la sua efficacia.

Per capire quanto e soprattutto quando la situazione potrà normalizzarsi occorre monitorare il mondo obbligazionario: con l’inflazione alle stelle e i tassi reali ai minimi storici, i prezzi dei bond dovrebbero tornare a scendere.
Questo scenario potrebbe tuttavia non verificarsi se il contesto geopolitico dovesse rimanere molto incerto, con un conseguente allentamento della stretta delle banche centrali.

Sono cambiate anche le politiche della BCE in merito al programma di acquisto di titoli con una rivisitazione degli interventi: 40 miliardi ad aprile, 30 miliardi nel terzo trimestre e 20 nel quarto.
Se in un primo momento la Banca centrale aveva dichiarato indirettamente l’uscita anticipata dal “Quantitative easing”, ha poi tenuto le porte aperte ad una sua eventuale rimodulazione.

L’attenzione resta soprattutto sulla situazione di inflazione. Se le difficoltà dovessero persistere, ci sarà spazio di manovra per le banche centrali.
Vedremo gli sviluppi nei prossimi mesi. In quest’ottica è importante restare aggiornati e pianificare i ribilanciamenti di portafoglio per gli investitori.

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