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Npl, per Mediobanca il calendar provisioning è una bomba atomica

Secondo Alberto Nagel, ceo di Mediobanca, le norme introdotte dalla Bce con il calendar provisioning porteranno alla ricapitalizzazione di molte banche tra due o tre anni

Le norme contenute nel calendar provisioning e approvate lo scorso anno dalla Bce potrebbero trasformarsi in “una bomba atomica” per le banche europee, in particolare per gli istituti del Sud Europa. È quanto affermato da Alberto Nagel, ceo di Mediobanca, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario.

Così come sta, il calendar provisioning sposato da Francoforte, potrebbe avere un impatto devastante sui bilanci bancari a seguito della pandemia da covid19. “Ci troveremo nella situazione di dover ricapitalizzare le banche tra 2-3 anni, se non anche prima, per l’impatto di questo tipo di crisi” ha spiegato Nagel.

La normativa della Bce impone agli istituti bancari accantonamenti più rapidi sui crediti deteriorati, limitandone la discrezionalità e portando a svalutare gli Npl del 30% ogni anno, compresi i crediti Utp. “Non si può trattare un credito semivivo come un credito morto. Le categorie vanno separate per evitare l’automatismo” ha detto il ceo di Mediobanca auspicando una revisione del calendar provisioning, considerato che anche le altre banche europee sono d’accordo.

“È una priorità migliorare le procedure esecutive e fare una giusta revisione della normativa” ha concluso Nagel “poiché per le realtà più deboli questa andrebbe ad impattare in modo importante sui conti bancari e saremo nelle condizioni di dover ricapitalizzare in breve tempo”.

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