I prestiti alle microimprese diminuiscono di 5 miliardi (-5%) tra novembre 2024 e novembre 2025, nonostante l’aumento complessivo degli impieghi bancari alle imprese pari a +0,8%. La Cgia di Mestre segnala una frattura strutturale nel sistema del credito, con flessioni diffuse in tutte le regioni e province per le aziende sotto i 20 addetti.
Prestiti alle microimprese in calo nonostante la ripresa degli impieghi complessivi
Il credito bancario alle imprese italiane torna a crescere su base annua, ma l’inversione di tendenza non riguarda tutte le realtà produttive. Tra novembre 2024 e novembre 2025, gli impieghi vivi erogati dal sistema bancario all’intero comparto imprenditoriale aumentano di 5 miliardi di euro, pari a un incremento dello 0,8%. Nello stesso periodo, però, le imprese con meno di 20 addetti registrano una riduzione dei finanziamenti pari a 5 miliardi di euro, equivalente a un -5%.
Il dato è stato rilevato dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che evidenzia come la dinamica confermi una frattura strutturale nel sistema del credito. Le micro e piccolissime imprese, pur rappresentando il 98% del totale delle aziende italiane e impiegando circa il 52% dei lavoratori, continuano a registrare una contrazione nell’accesso ai finanziamenti bancari.
Andamento regionale: cali in Sardegna, Umbria e Veneto, incrementi in Lazio e Calabria
L’analisi territoriale evidenzia una distribuzione disomogenea dell’andamento creditizio. Quasi la metà delle regioni italiane ha continuato a registrare una flessione nell’erogazione del credito alle imprese. Le contrazioni più rilevanti si osservano in Sardegna, con -370,9 milioni di euro (-4,7%), in Umbria con -335,8 milioni (-3,9%) e in Basilicata con -94,8 milioni (-3,6%).
In termini assoluti, la riduzione più consistente si registra in Veneto, con minori impieghi per 1,8 miliardi di euro, pari a un -2,9%. In parallelo, si rilevano incrementi in Calabria, con +278,6 milioni di euro (+5,4%), nel Lazio con +4,1 miliardi (+6,6%) e in Valle d’Aosta con +158,6 milioni (+10%). L’aumento registrato nel Lazio rappresenta il contributo più significativo in valore assoluto alla crescita complessiva nazionale.
Credito in diminuzione in 61 province e contrazione diffusa per le imprese sotto i 20 addetti
A livello provinciale, 61 aree su 107 evidenziano una riduzione del credito alle imprese. Le flessioni più marcate si riscontrano a Prato, con -386 milioni di euro (-11,6%), a Cagliari con -310,6 milioni (-10,6%) e a Rieti con -42,2 milioni (-9,8%). Al contrario, si registrano incrementi a Barletta-Andria-Trani con +173,7 milioni di euro (+9,7%), ad Aosta con +158,6 milioni (+10%) e a Vibo Valentia con +81,7 milioni (+21,4%).
Per quanto riguarda le imprese con meno di 20 addetti, la riduzione degli impieghi risulta generalizzata in tutte le regioni e province. A livello regionale, le flessioni più significative si rilevano in Valle d’Aosta (-29,2 milioni, -10,3%), nelle Marche (-221,9 milioni, -7,6%) e in Liguria (-174 milioni, -7,5%). Sul piano provinciale, le contrazioni più accentuate si registrano a Como (-106,5 milioni, -11,7%), ad Aosta, a Pistoia (-52,4 milioni, -9,3%) e a Rieti (-13,3 milioni, -9,3%).
Il quadro complessivo mostra dunque un aumento degli impieghi bancari su scala nazionale accompagnato da una contrazione sistematica dei prestiti alle microimprese. Fenomeno che interessa l’intero territorio e che evidenzia una divergenza persistente tra le diverse dimensioni aziendali nell’accesso al credito.










