La BCE introduce regole graduali per allineare la gestione dei prestiti deteriorati delle banche di minori dimensioni a quelle delle grandi istituzioni.
Verso l’allineamento delle regole di vigilanza BCE
Dal primo gennaio 2026 la Banca centrale europea (BCE) ha avviato una nuova fase di armonizzazione delle regole di vigilanza sui crediti deteriorati. Le nuove regole sono valide per gli istituti bancari meno significativi (Less Significant Institutions – LSI), cioè le banche di minore dimensione che tradizionalmente operano sotto la supervisione principalmente delle autorità nazionali.
L’obiettivo della BCE è quello di uniformare progressivamente i criteri di copertura e gestione dei crediti deteriorati tra le piccole banche e le grandi istituzioni direttamente vigilate dalla BCE, colmando così differenze che nel passato hanno portato a rispondere in modo diverso a rischi simili. Questa armonizzazione partirà in modo graduale e si completerà entro il 2028.
Come succede già per i grandi gruppi bancari, anche le banche di dimensioni più piccole dovranno mettere da parte più risorse per coprire i crediti deteriorati, soprattutto quelli che sono a bilancio da molto tempo.
Il “calendar provisioning” e i tempi di adeguamento
Un elemento centrale delle nuove disposizioni riguarda il cosiddetto “calendar provisioning”, cioè l’obbligo di accantonamenti automatici in proporzione al tempo per cui le esposizioni sono diventate deteriorate. Questo meccanismo, già in vigore per le banche di maggiori dimensioni, ora si applica progressivamente anche alle LSI.
Secondo le indicazioni contenute nei documenti di vigilanza e negli approfondimenti di settore, le nuove regole stabiliscono che i crediti deteriorati privi di garanzie debbano essere integralmente coperti attraverso accantonamenti entro tre anni dal momento in cui diventano problematici. Per le esposizioni assistite da garanzie, ma diverse dai mutui ipotecari, il percorso di copertura è più graduale e prevede il raggiungimento del 100% entro sette anni. Invece, nel caso dei crediti garantiti da ipoteca il periodo concesso è ancora più lungo, con l’obbligo di arrivare alla piena copertura entro nove anni.
Questi requisiti, pianificati su un arco pluriennale, offrono alle banche minori un periodo transitorio per adeguarsi senza strappi bruschi nei bilanci. Tuttavia, per molte LSI il passaggio a regole più rigorose rappresenta una sfida significativa sia sul piano operativo sia su quello contabile e fiscale, perché richiede un cambio nei criteri di gestione e nella tempistica degli accantonamenti rispetto a quanto svolto finora.
Il perimetro delle nuove regole e il ruolo della BCE
Le nuove indicazioni sui crediti deteriorati si inseriscono nel quadro delle priorità di vigilanza definite dalla BCE per il periodo 2025-2027, che attribuiscono un ruolo centrale alla qualità degli attivi e alla gestione del rischio di credito. Nei documenti ufficiali della vigilanza europea viene ribadita l’attenzione sulla corretta classificazione delle esposizioni, sulla tempestiva individuazione dei segnali di deterioramento e sulla coerenza delle politiche di accantonamento nel tempo. L’estensione delle aspettative di vigilanza alle banche di minori dimensioni risponde all’esigenza di rendere più omogeneo il controllo sui rischi all’interno dell’area euro.
La BCE ha chiarito che l’intervento non introduce nuove regole rigide e immediate, ma si fonda su un rafforzamento progressivo delle pratiche già esistenti. Le autorità di vigilanza continueranno a valutare caso per caso le singole situazioni, tenendo conto delle caratteristiche operative delle banche e della composizione dei loro portafogli creditizi. L’obiettivo dichiarato è evitare disallineamenti significativi nella gestione dei crediti deteriorati tra istituti comparabili, senza imporre un’applicazione automatica e uniforme delle misure.










