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Bankitalia: situazione stabile, ma attenzione agli forbone exposures

Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria 2021 Bankitalia invita gli istituti di credito italiani a fare attenzione ai forbone exposures

Le misure di sostegno introdotte dal Governo per imprese e famiglie, e la ripresa economica, hanno attenuato il livello di rischio per le banche. Tuttavia, Bankitalia invita gli istituti di credito alla prudenza, soprattutto se la crescita dovesse perdere di intensità. È quanto emerso dall’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria 2021. Secondo lo studio, il tasso di deterioramento dei prestiti è contenuto e le dismissioni di crediti deteriorati proseguono. Tuttavia, si legge nella nota, i prestiti in bonis oggetto di misure di concessione (forborne exposures) sono aumentati, in particolare tra i prenditori che hanno beneficiato di moratorie. Le banche, quindi, dovranno prestare particolare attenzione a questa tipologia di crediti e alle capacità di rimborso dei debitori.




Entrando nello specifico, il flusso dei nuovi prestiti deteriorati in rapporto con quelli in bonis è sceso dell’1,1% nel terzo trimestre del 2021. A giugno, l’ammontare dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche era pari a 48 miliardi di euro, 3 miliardi in meno rispetto a fine 2020. Nel primo semestre dell’anno l’incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale dei finanziamenti è diminuita di 20 punti base, al 2%. Viceversa, il tasso di copertura è aumentato di 80 punti base, al 52%, rispetto a fine 2020.

I forbone exposures sono aumentati del 47% nel primo semestre del 2021, arrivando a 33,6 miliardi di euro. L’aumento è dovuto, nel 40% dei casi, per effetto della riclassificazione di crediti che hanno beneficiato o ancora beneficiano di moratorie. I crediti in bonis, ma che danno segnali di incremento di rischio – crediti di stadio 2 – continuano a crescere, ma a ritmo inferiore rispetto al 2020. Tuttavia, nonostante il tasso di crescita sia piuttosto contenuto, la quota di crediti di stadio 2 sul totale dei crediti in bonis, delle principali banche italiane, è superiore di circa 4 punti percentuali a quella media dei gruppi bancari più significativi dell’area euro. Infine, nella prima metà dell’anno, la redditività bancaria è migliorata in misura significativa, mentre la patrimonializzazione si è leggermente ridotta.




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