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Colombini: in Italia 330 mld di Npl, serve più sinergia tra banche e servicer

Nel discorso di apertura all’Npl Meeting di Venezia, l’AD di Banca Ifis, Luciano Colombini, ha fatto il punto della situazione del mercato italiano dei non performing loans
Si è concluso lo scorso 27 settembre l’Npl Meeting, l’evento organizzato da Banca Ifis, in programma al Lido di Venezia presso la sede del Palazzo del Cinema. L’evento, giunto all’ottava edizione, quest’anno riunisce circa 1.000 partecipanti e i rappresentanti di 250 istituzioni finanziarie e 250 investitori, un numero in crescita rispetto all’edizione precedente. La manifestazione di quest’anno, intitolata “Run the Industry”, è stata inaugurata dalla relazione del padrone di casa, l’AD di Banca Ifis, Luciano Colombini.
Il n.1 del Gruppo bancario con sede a Venezia ha voluto fare il punto della situazione e descrivere in una breve nota introduttiva gli attori e lo scenario attuale per il mercato degli Npl in Italia. Attualmente, nei bilanci delle banche italiane ci sono circa 164 miliardi di crediti deteriorati, mentre 177 miliardi sono stati ceduti (di cui soltanto 11 recuperati): l’ammontare complessivo è di circa 330 miliardi di euro.
Quindi Colombini si è rivolto agli attori del mercato dei non performing descrivendo quello che dovrà essere il loro ruolo in un nuovo possibile scenario. Entrando nello specifico, le banche (che da tempo “stanno adottando criteri di erogazione più prudenti e un monitoraggio continuo delle performance e dei cash flow delle società”) dovranno impegnarsi nella fase di cessione di fornire ai servicer, secondo tempistiche e modalità concordate, “npl di migliore qualità, quantomeno in termini di corredo informativo”.
In secondo luogo, le società debitrici dovranno fornire alle banche informazioni finanziarie trasparenti e complete, ed essere pronte a negoziare accordi di ristrutturazione sul debito in modo tempestivo e proattivo, “avendo sempre presente che l’azienda è un bene sociale e vanno tutelati gli interessi di tutti gli stakeholders”.
I servicer invece, “dovranno coprire tutte le differenti classi di Npl e selezionare la migliore strategia di recupero, potenzialmente in partnership con istituzioni finanziarie per immettere nuova liquidità se opportuno”. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, Colombini ha sottolineato che gli “operatori specializzati potranno supplire alla inerzia delle banche tradizionali nel voler affrontare le crisi aziendali risolvibili mettendo in campo competenze e conoscenze adeguate”.
Infine, sul fronte degli investitori, l’AD di Banca Ifis ha assicurato che “i crediti non performing continueranno a offrire nel medio termine ritorni interessanti. Il prezzo dei crediti in sofferenza è atteso stabile e/o in moderato aumento per specifiche asset class e la qualità dei nuovi crediti in sofferenza è prevista in miglioramento in termini di minore anzianità e migliore documentazione”. Nel 2019 i prezzi dei secured sono stabili al 33%, mentre i prezzi degli unsecured sono aumentati fino all’8-9%, ma la qualità è molto migliore in termini di vintage, garanzia e documentazione I volumi delle transazioni sono attesi consistenti sia quest’anno sia nel 2020. In particolare, il mercato secondario è previsto in crescita già dal 2019 e nel 2020 dovrebbe rappresentare il 40% delle transazioni.

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