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Credito Fondiario separa l’attività bancaria da quella di servicer

Dalla riorganizzazione nasceranno nelle prossime settimane il servicer Gardant e una challenger bank specializzata per pmi e aziende italiane

Credito Fondiario ha varato una riorganizzazione societaria e scissione di tutte le attività di debt servicing e debt purchasing (contratti, risorse, piattaforme, capitale), che alla nascita di due nuove entità separate e indipendenti: una challenger bank specializzata per pmi e aziende italiane (che potrebbe cambiare nome rispetto a Credito Fondiario); Gardant, gruppo industriale specializzato nell’attività di credit servicing e di investimento in crediti illiquidi e deteriorati. Lo ha annunciato la società in conferenza stampa il 22 luglio scorso.




I progetti di scissione sono stati approvati in assemblea lo scorso 5 luglio, dando avvio alle procedure di legge per la loro implementazione, con conclusione prevista nelle prossime settimane. La riorganizzazione ha richiesto 18 mesi di lavoro ed è stata realizzata con il supporto di Chiomenti quale legal counsel per la ristrutturazione societaria; Legance quale legal counsel per la costituzione delle attività di fund management oggetto di scissione; PwC Strategy& quale advisor  industriale; BE DigiTech Solutions quale advisor IT; Accenture quale PMO del progetto di riorganizzazione; lo Studio Pessi quale legal counsel  per le tematiche giuslavoristiche; Bonelli Erede quale legal counsel per le ulteriori tematiche HR. Nell’ottica di ottimizzare l’operatività, il nuovo gruppo sarà articolato nelle seguenti società specializzate:

Gardant spa, capogruppo avente funzioni di holding e corporate center, con focus su business development, capital markets, underwriting, portfolio management e data lab;

Gardant Investor sgr spa, società di gestione del risparmio, specializzata nella raccolta e gestione di fondi alternativi specializzati nel settore del credito;

Master Gardant spa, intermediario finanziario ex 106 TUB, leader di mercato su prodotti e servizi per veicoli di cartolarizzazione ex lege 130/99 e con focus su servizi a supporto della gestione di crediti performing e Utp;

Special Gardant spa, società ex art. 115 TULPS, dedicata al recupero crediti, giudiziale e stragiudiziale, con focus su PMI e corporate, specializzazione in real estate e leasing, sia su posizioni sia Npl, sia Utp (in gestione dal 2017);

Gardant Liberty Servicing spa, società ex art. 115 TULPS, che è la joint-venture nel recupero crediti originata dalla partnership con Banco Bpm: Gardant detiene il 70% del capitale, Banco Bpm il 30%.




Guido Lombardo, amministratore delegato di Gardant Investor sgr, ha spiegato: “ll fondo Utp lanciato dalla sgr e già in collocamento, con un obiettivo di rendimento cauto e di raccolta di 500 milioni, con possibilità di investimento per 1,5 milioni. Elliott investirà nel fondo, il cui primo closing è previsto auspicabilmente entro fine anno”.

Azionista di controllo del nuovo gruppo è, in continuità con la situazione attuale, il fondo di investimento americano Elliott, attraverso la controllata Tiber Investments S.à r.l., con una quota pari a circa l’87%, mentre membri del management team e altri investitori privati detengono il residuo 13%. Interpellato sui tempi di exit di Elliott e Tages, Tarantelli ha spiegato: “Elliott non rientra nei fondi di private equity, che di solito escono dopo 5-6 anni. Elliott non ha limiti sul periodo di investimento e non penso abbia intenzioni immediate di uscita da Credito Fondiario. Tages è entrata nel 2013 nella banca, ha sempre privilegiato la crescita sul controllo, e pensa che ci sarà ulteriore valore da estrarre dalla scissione. La quotazione in borsa è una tra le tante opzioni di exit, ma attualmente non è una priorità”. A proposito di operazioni straordinarie future, Briozzo ha affermato: “Credito Fondiario si è mossa in modo opportunistico sul tema m&a finora e continuerà a farlo, senza pressioni per fare queste operazioni. Ci potranno essere m&a future, ma prima bisogna creare delle strutture più specialistiche”. 

Sotto il profilo della governance, a valle della scissione Credito Fondiario continuerà a essere guidata da Iacopo De Francisco, che assumerà la carica di amministratore delegato e direttore generale, e da Panfilo Tarantelli, che manterrà quella di presidente del Consiglio di amministrazione. Gardant invece sarà guidato da Mirko Briozzo, in qualità di amministratore delegato della capogruppo Gardant spa, e da Guido Lombardo, in veste di amministratore delegato di Gardant Investor sgr. I due fanno parte del team che nel 2013 acquisì e avviò il rilancio di Credito Fondiario, e da ultimo ricoprivano i ruoli, rispettivamente, di vicedirettore generale e consigliere/cio. Flavio Valeri, già ceo di Deutsche Bank Italia e con una prestigiosa carriera nel settore del commercial e investment banking, è stato nominato presidente di Gardant. Antonino Turicchi, già direttore generale di Cdp e con vari ruoli apicali nel settore pubblico, è stato nominato presidente di Gardant Investor sgr. Bruno Manzone, professionista e fondatore dello Studio Legale Manzone, è stato nominato presidente di Master Gardant. Massimo Cremona, docente in Università Cattolica di Milano e professionista con notevole esperienza del mondo bancario, assicurativo e finanziario, è stato nominato presidente del collegio sindacale di Gardant e altre società del gruppo.

Il gruppo Gardant è formato da 330 professionisti e vanta un patrimonio netto sopra i 200 milioni. Gestirà, in totale, oltre 45 miliardi di crediti, con oltre 20 miliardi sui quali opererà come special servicer. Nell’arco del 2020 la divisione di special servicing ha registrato oltre 640 milioni di cash collections, mentre la divisione di investimento in questi anni ha supportato l’acquisto di crediti per un ammontare complessivo di prezzo di oltre 1,2 miliardi. La piattaforma di servicing del gruppo nel corso del 2020 è stata, inoltre, oggetto di un doppio upgrade da parte delle agenzie di rating S&P e Fitch (above average / S2+). Gardant sarà operativa con tre sedi principali, a Roma, Milano e Genova, oltre a numerosi uffici su tutto il territorio nazionale. In merito al nome della società, Briozzo ha detto: “Deriva dal francese gard, che sta per proteggere aiutare, perché vogliamo fare questo con i clienti, come richiama anche il nostro logo a forma di scudo”.

Riguardo la ratio della riorganizzazione, De Francisco ha precisato: “La principale motivazione è che pensiamo che ci sia un’opportunità di mercato per i servicer e per le challenger bank. Inoltre, dal 2023 saranno comprati portafogli nati in un contesto di calendar provisioning, che richiederebbero requisiti patrimoniali insostenibili o comunque porrebbero in svantaggio le banche rispetto agli operatori non bancari”.




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