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Il ruolo dei Confidi: strumenti di inclusione economica e sociale

L’ultimo focus del 17 novembre al Credit Virtual Summit 2020 ha visto protagonista il mondo dei Consorzi di Garanzia Collettiva dei Fidi (Confidi). 

I Confidi sono un mondo con una storia ultra-cinquantennale che nasce dal mondo delle imprese per il mondo delle imprese




Come ha testimoniato Andrea Carriero Vice Presidente Commerfin e Segretario Generale Cofidi Sviluppo Imprese: “I Confidi nascono da lontano con la lungimiranza di imprenditori che hanno capito che facendo squadra si sarebbe andati lontani e con le spalle più forti”

In questi anni i Confidi hanno attraversato varie rivoluzioni normative che sempre più gli ha spinti verso una concorrenza con gli strumenti di garanzia pubblici. 

Giuseppe Andrea Tateo, Amministratore delegato di Commerfin ritiene che “non deve esistere una concorrenza tra gli strumenti, bensì una complementarietà per massimizzare il valore lungo la filiera del credito – Banca/Confidi/Impresa”

Commerfin da sempre sposa il concetto di filiera ed ha costituito la rete Commerfin.Net proprio per valorizzare le competenze dei Confidi territoriali ed ottimizzare i costi mediante la condivisione delle esperienze.

Nel corso del focus è emerso come i Confidi abbiano avuto, hanno ed avranno sempre, un ruolo sociale. Essendo infatti in prossimità con il tessuto territoriale ed istituzionale delle singole regioni, ciò consente di superare l’asimmetria informativa tra gli operatori e definire politiche economiche territoriali efficienti ed efficaci. 

I Confidi nel corso degli ultimi anni si stanno trasformando in Hub di servizi per le PMI ed i Liberi professionisti. Sono anche l’antenna sul cambiamento in corso del mercato del credito con l’avvento delle Fintech, del Crowdlending e del Crowdfunding, strumenti oggetto di studio da parte dei Confidi per verificare come li stessi possano essere utilmente integrati nell’offerta di credito delle PMI. 

Infine, sia Carriero che Tateo hanno evidenziato come vedano un ruolo importante da giocare nel futuro da parte dei Confidi.  Sicuramente tale ruolo non deve essere quello di “bad bank” o di una corsa alle aggregazioni per diventare organismi Vigilati, bensì occorre che il sistema legislativo sappia valorizzarne il ruolo sociale di contrasto al fenomeno dell’usura, di consulente di prossimità delle PMI e di veicolo per il sistema pubblico locale di canalizzazione di interventi sul credito. 

I due relatori hanno chiuso i propri interventi definendo gli elementi essenziali di un operatore di Confidi: essere uno psicologo del credito, e soprattutto operare tenendo presente le tre AAA: Accogliere (le imprese presso la sede confidi dando fiducia), Ascoltare (le imprese accompagnandole nei propri processi), Amare il proprio lavoro.




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