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Sofferenze bancarie

Sofferenze bancarie ai minimi dal 2015: crediti deteriorati a 28,3 miliardi, con incidenza all’1,34%

A dicembre 2025 i crediti deteriorati netti scendono a 28,3 miliardi e rappresentano l’1,34% dei crediti totali, in calo rispetto all’1,51% di fine 2024. Prosegue intanto la crescita dei prestiti a famiglie e imprese, con tassi medi sostanzialmente stabili al 3,97%.

Sofferenze bancarie e crediti deteriorati in calo a fine 2025

A dicembre 2025 i crediti deteriorati netti ammontano a 28,3 miliardi di euro. Il dato, riportato nel rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana, evidenzia una riduzione rispetto ai 30 miliardi registrati a settembre 2025 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024.

Per crediti deteriorati netti si intende l’insieme delle sofferenze bancarie, delle inadempienze probabili e delle esposizioni scadute o sconfinanti, considerate al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dagli intermediari. L’incidenza sul totale dei crediti si attesta all’1,34%, in diminuzione rispetto all’1,43% di settembre 2025 e all’1,51% di fine 2024.

Il confronto con il livello massimo raggiunto nel 2015 consente di misurare l’evoluzione del fenomeno nel tempo. In quell’anno i crediti deteriorati avevano toccato 196,3 miliardi di euro, con un’incidenza pari al 9,8% dei prestiti complessivi. Rispetto a quel picco, la riduzione è pari a 168 miliardi.

Prestiti in aumento per famiglie e imprese

In parallelo alla diminuzione dei crediti deteriorati, il rapporto segnala una crescita degli impieghi. A dicembre 2025 i prestiti registrano un incremento del 2,5% su base annua per le famiglie e del 2% per le imprese. L’andamento si inserisce in un contesto di ripresa della domanda di credito che ha caratterizzato l’intero anno.

La dinamica positiva prosegue anche a gennaio 2026, quando i finanziamenti a famiglie e imprese segnano un aumento dell’1,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta dell’undicesima rilevazione consecutiva con una variazione annua positiva dei prestiti.

L’espansione degli impieghi contribuisce alla riduzione dell’incidenza percentuale dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti, insieme alla contrazione in valore assoluto delle esposizioni problematiche.

Tassi medi sostanzialmente stabili all’inizio del 2026

Sul fronte del costo del credito, a gennaio 2026 il tasso medio sui prestiti si attesta al 3,97%, valore sostanzialmente in linea con il 3,96% registrato a dicembre 2025. Per le nuove operazioni alle imprese il tasso medio è pari al 3,49%, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente.

Per quanto riguarda i mutui per l’acquisto di abitazioni, il tasso medio si colloca al 3,47%. Il valore risulta leggermente superiore al 3,38% del mese precedente, ma inferiore di quasi un punto rispetto al 4,42% registrato nel dicembre 2023.

Nel complesso, i dati diffusi dall’Associazione Bancaria Italiana delineano un sistema bancario caratterizzato da una progressiva riduzione dei crediti deteriorati, che includono le sofferenze bancarie, accompagnata da una crescita dei finanziamenti a famiglie e imprese e da una sostanziale stabilità dei tassi medi. Il confronto con il 2015 evidenzia il ridimensionamento dell’incidenza delle esposizioni problematiche, scesa dal 9,8% all’attuale 1,34%, confermando il miglioramento registrato nel corso dell’ultimo decennio.

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