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Visco alle banche: “Classificate bene i prestiti e sostenete i debitori in temporanea difficoltà”

Ecco una sintesi del discorso del governatore di Banca d’Italia all’assemblea annuale dell’Abi del 6 luglio 2021

“In Italia, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica si sta consolidando. […] Secondo le valutazioni attuali, la crescita si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell’anno potrebbe toccare valori intorno al 5 per cento, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020”. Così il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione dell’assemblea annuale dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), che si è svolta il 6 luglio scorso. Nel suo discorso, il governatore di Bankitalia ha altresì sottolineato che “l’incertezza resta però elevata”, in quanto lo scenario delineato sopra “presuppone che prosegua ai ritmi attuali la campagna di vaccinazioni e si consolidi il contenimento dei contagi; ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) potrebbero indebolire, anche per gli effetti negativi sulla fiducia di imprese e famiglie, le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione”.

Il forte incremento dei prestiti e la riduzione dei consumi hanno determinato un significativo aumento dei depositi: quelli delle imprese nel maggio scorso ammontavano a quasi 460 miliardi di euro (+16% rispetto allo stesso periodo del 2020), mentre quelli delle famiglie a 900 miliardi (+7%). Per Visco, “le banche potranno contribuire al necessario riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese proponendo alla clientela, nel rispetto attento della normativa a tutela dell’investimento al dettaglio, prodotti di risparmio gestito che consentano di indirizzare le risorse verso l’attività produttiva, anche sotto forma di capitale di rischio”.

Del resto, i bilanci degli istituti di credito sono solidi. “Dopo essere salito dal 14 al 15,5 per cento nel corso del 2020, nel primo trimestre di quest’anno il rapporto tra il capitale di migliore qualità e gli attivi ponderati per il rischio è rimasto sostanzialmente stabile. Analogamente, il flusso dei nuovi prestiti deteriorati in rapporto al totale dei crediti non ha registrato variazioni, mantenendosi all’1,1 per cento, un valore di due decimi superiore al minimo toccato nel terzo trimestre dello scorso anno”, ha spiegato il governatore di Bankitalia. I crediti deteriorati nei bilanci bancari sono aumentati dell’1,5% a causa dell’entrata in vigore della nuova disciplina sui default, delle linee guida dell’Eba (European Banking Authority) e di un regolamento delegato della Commissione europea. Visco ha definito le conseguenze della nuova legislazione “effettivamente modeste”.

Segnali di deterioramento della qualità del credito provengono dalla dinamica dei prestiti in bonis facenti capo a debitori per i quali è stato rilevato un incremento rilevante del rischio di credito (classificati in “stadio 2” secondo quanto previsto dai principi contabili internazionali), che alla fine di marzo avevano raggiunto il 10,3% del totale, a fronte dell’8,7% della fine del 2019. Per le banche italiane classificate come significative ai fini di vigilanza la quota era pari all’11,2 %, superiore di quasi il 4% rispetto alla media delle corrispondenti banche europee.

Visco ha poi evidenziato che: “Una corretta classificazione dei prestiti e il conseguente adeguamento delle rettifiche di valore sono essenziali in quanto preservano la trasparenza dei bilanci e consentono di evitare possibili repentini incrementi delle svalutazioni su crediti nel momento in cui si dovesse verificare una crescita delle insolvenze. Permane tuttavia, sotto questo aspetto, una marcata eterogeneità, sia tra gli intermediari significativi sia tra quelli meno significativi”. Oltre a classificare correttamente i prestiti, le banche devono attivarsi per distinguere i debitori in temporanea difficoltà ma con buone prospettive di recupero da quelli che con ogni probabilità non riusciranno a rimanere sul mercato. I primi dovranno essere supportati con ristrutturazioni dei finanziamenti.

Infine, Visco ha ricordato che nei prossimi anni la gestione dei crediti deteriorati, inclusa la scelta se cederli sul mercato o mantenerli in bilancio, sarà anche influenzata dalle riforme programmate sul fronte della giustizia civile, previste dal PNRR. Per il numero uno di Bankitalia, “queste riforme rappresentano un’importante occasione per migliorare il contesto istituzionale entro cui si svolge l’attività d’impresa, con benefici per il processo di riallocazione delle risorse all’interno dell’economia”.

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