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EBA: la guerra non è una minaccia immediata per le banche

L’EBA ha dichiarato che la guerra non rappresenta una minaccia immediata per la stabilità finanziaria delle banche europee

Per il momento, il conflitto russo-ucraino non rappresenta una minaccia alla stabilità finanziaria delle banche dell’Ue e della Zona Euro. Lo ha fatto sapere l’EBA, l’Autorità bancaria europea, a margine del report “Risk Dashboard” relativo al 4° trimestre del 2021. “Le esposizioni dirette delle banche europee verso le controparti russe sembrano gestibili. Questo significa che l’impatto di prim’ordine sulla stabilità finanziaria dell’area euro è contenuto” ha dichiarato Andrea Enria, Presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce.

Le esposizioni dirette delle banche verso Russia, Bielorussia e Ucraina ammontano a un totale di circa 90 miliardi di euro, di cui 76 riguardano la Russia e 11 l’Ucraina. Nello specifico, coinvolgono soltanto alcuni paesi europei come Francia (27,5 miliardi), Austria (21,5 miliardi) e Italia (21,9 miliardi). Le esposizioni dirette rappresentano soltanto lo 0,3% degli asset complessivi delle banche e, anche considerando i Paesi più esposti, la percentuale non supera il 2%, fatta eccezione per Ungheria e Austria.

A preoccupare, invece, sono gli effetti secondari. Come sottolineato da Enria, la Bce “sta monitorando i possibili effetti di secondo impatto sulle banche”, che, tuttavia, in questa fase sono difficili da stimare. A sommi capi, gli impatti negativi potrebbero essere condizionati dalla volatilità dei prezzi delle materie prime, dall’andamento dei cambi e dai rischi legati ai titoli sovrani. L’EBA ha posto l’accento anche sul pericolo cyber e su quello derivante dalle fake news. Le false informazioni, infatti, potrebbero avere conseguenze negative sulla liquidità degli istituti di credito, in un mercato caratterizzato da estrema volatilità. L’EBA teme anche un aumento, nei prossimi mesi, degli attacchi informatici russi verso le banche europee. Per quanto riguarda il quadro complessivo si registra un miglioramento della qualità degli asset e una sostanziale stabilità patrimoniale. Il Cet1 ratio medio è al 15,4%, mentre l’Npl ratio è sceso dal 2,1% di settembre al 2% di dicembre. 

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