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Fintech ed ESG: un binomio vincente

Fintech ed ESG: un binomio vincente

Fintech ed ESG sono due concetti che sembrano lontani anni luce, ma tutt’altro: la verità non potrebbe essere più diversa.

Facciamo un po’ di chiarezza sul binomio fintech-ESG

Sebbene questo concetto possa sembrare quasi mitico per i Paesi industrializzati, nell’ultimo decennio, e in particolare negli ultimi tre anni, c’è stato uno sforzo concertato in tutto il mondo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), come prescritto dalle Nazioni Unite e adottato da tutti i suoi membri. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga.

I criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) si riferiscono a una serie di standard presi in considerazione dagli investitori socialmente consapevoli per vagliare i potenziali investimenti in iniziative di sostenibilità.

I criteri ESG esaminano l’impatto delle attività dell’azienda sull’ambiente, le sue relazioni con i vari stakeholder e la società in generale, la sua governance e le pratiche di gestione complessive.

Nel 2020, il patrimonio totale gestito dai fondi che seguono i principi ESG ha superato i 1.000 miliardi di dollari. Allo stesso modo, anche l’emissione cumulativa di green bond che investono in progetti che rispettano i principi ESG ha sfiorato i 1.000 miliardi di dollari.

Inoltre, la consapevolezza dei consumatori di investire in aziende sostenibili ed etiche è aumentata costantemente. Secondo una ricerca del Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing, l’interesse per gli investimenti sostenibili tra gli investitori millennial è salito al 95% nel 2019 dall’84% del 2015.

Sono diversi i fattori globali e regionali che influenzano questa crescita complessiva. La natura giuridicamente vincolante dell’Accordo sul clima di Parigi è uno di questi fattori globali. Si prevede possa far confluire gli investimenti in progetti incentrati sul controllo delle emissioni di anidride carbonica. Circa un terzo del pacchetto di rilancio COVID da 750 miliardi di euro annunciato dall’UE, per esempio, è destinato a iniziative verdi nei prossimi sei anni.

Anche Movimenti sociali come Black Lives Matter hanno puntato i riflettori sulle pari opportunità di lavoro e sulla governance, per dire. 

Le Fintech hanno un ruolo fondamentale da svolgere per accelerare il percorso verso il raggiungimento degli SDG. La tecnologia, infatti, consente alle imprese socialmente consapevoli di essere più trasparenti, più efficienti, di livellare le disparità nella società, di aumentare l’accessibilità alle risorse, compresi i finanziamenti, e soprattutto di misurare gli investimenti per raggiungere la sostenibilità.

Il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) paragona la connessione tra Fintech e sviluppo sostenibile alla struttura a doppia elica del DNA. È evidente che l’intero ecosistema Fintech debba unirsi e collaborare per raggiungere questi obiettivi.

Quattro aree chiave in cui l’ESG incontra la Fintech

Ci sono quattro aree chiave dove i due concetti nominati nel titolo si incontrano: 

  • Prodotti e servizi;
  • Investimenti d’impatto;
  • Inclusione finanziaria;
  • Dati e Rating;

Prodotti e servizi

Prodotti e servizi Fintech orientati a iniziative di tipo ambientale, sociale e di governance, sia per i consumatori che per le imprese.

Ad esempio, una neobanca che pianti un albero per ogni euro arrotondato da un cliente; un robo-advisor che offra portafogli composti da fondi orientati all’ESG in cui i clienti possono investire.

Investimenti d’impatto

Investitori (retail e istituzionali) che si avvicinano al processo di investimento in aziende e progetti che creano un impatto positivo.

Ad esempio una società di venture capital che si concentri sulle Fintech per l’inclusione nei mercati emergenti; i millennial, che sono più socialmente responsabili (secondo le ricerche), e cercano fondi di investimento che riflettano i loro valori.

Inclusione finanziaria

Iniziative Fintech a orientamento sociale che coprono i pagamenti, i prestiti, i risparmi e le assicurazioni, e che si rivolgono alle fasce emarginate della società.

Ad esempio una Fintech che offra credito a prezzi accessibili a persone che non hanno mai avuto una storia di credito formale; una piattaforma di denaro mobile che faciliti i trasferimenti di fondi digitali P2P in aree a bassa penetrazione bancaria.

Dati e rating

I principali attori e le tecnologie che utilizzano per la raccolta di dati ESG e la valutazione di varie aziende pubbliche e private su parametri ESG.

Ad esempio un’agenzia di rating che fornisca valutazioni delle aziende su vari parametri ESG agli investitori istituzionali per prendere decisioni di investimento; piattaforme digitali che consentano alle aziende di calcolare e misurare la loro impronta di carbonio.

Storia dei Principi per l’Investimento Responsabile

I criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) si riferiscono, come già detto, a una serie di standard per le operazioni di un’azienda. Gli investitori socialmente consapevoli utilizzano questi standard per vagliare i potenziali investimenti.

I criteri ambientali riguardano l’impatto delle attività dell’azienda sull’ambiente, quelli sociali le relazioni con i vari stakeholder e con la società in generale e quelli di governance la conduzione delle attività quotidiane e le pratiche di gestione complessiva.

Il concetto di investimento ESG è emerso nel gennaio 2004. Kofi Annan, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha scritto a oltre 50 amministratori delegati di importanti istituzioni finanziarie, invitandoli a partecipare a un’iniziativa congiunta sotto l’egida del Global Compact delle Nazioni Unite. Il tutto con il sostegno dell’International Finance Corporation (IFC) e del governo svizzero.

L’obiettivo dell’iniziativa era quello di trovare il modo di integrare l’ESG nei mercati dei capitali. Un anno dopo, l’iniziativa ha prodotto un rapporto intitolato “Who Cares Wins“.

Il rapporto sostiene che l’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance nei mercati dei capitali ha un senso per gli affari, e si traduce in mercati più sostenibili e in risultati migliori per le società.

Allo stesso tempo, l’UNEP/Fi ha creato il “Rapporto Freshfields“. Tale rapporto ha dimostrato che le questioni ESG sono rilevanti per la valutazione finanziaria.

Questi due rapporti hanno costituito la base per il lancio dei Principles for Responsible Investment (PRI) al NYSE nel 2006.

Principi di investimento responsabile

Il PRI è il principale sostenitore dell’investimento responsabile a livello mondiale. Dal suo lancio nel 2006, il numero di firmatari è passato da 100 a 3000, tra cui proprietari di asset, gestori di investimenti e fornitori di servizi che si impegnano a integrare i fattori ESG nel processo decisionale di investimento.

I sei principi per l’investimento responsabile, a cui si attengono i firmatari, sono:

  • Principio 1: Incorporeremo le questioni ESG nell’analisi degli investimenti e nei processi decisionali.
  • Principio 2: Saremo proprietari attivi e incorporeremo le questioni ESG nelle nostre politiche e pratiche di proprietà.
  • Principio 3: Cercheremo di ottenere un’adeguata divulgazione delle questioni ESG da parte delle entità in cui investiamo.
  • Principio 4: Promuoveremo l’accettazione e l’attuazione dei principi nel settore degli investimenti.
  • Principio 5: Lavoreremo insieme per migliorare la nostra efficacia nell’attuazione dei principi.
  • Principio 6: Ciascuno di noi riferirà sulle proprie attività e sui progressi compiuti nell’attuazione dei principi.

Fintech ed ESG: per concludere

Con la pandemia COVID-19 che ha provocato cambiamenti nel comportamento aziendale, l’ESG continuerà a crescere di importanza. Il Fintech, come visto, è qui per accrescere, amplificare ed aiutare ad implementare e diffondere quest’importanza.

La malattia ha causato la perdita di oltre 6,5 milioni di vite umane, e la chiusura di molte aziende, con conseguente perdita di posti di lavoro e di mezzi di sussistenza.

In un momento come questo, è fondamentale che la società si sostenga a vicenda, e comprenda meglio i fattori che causano danni al pianeta. L’ESG e l’aiuto alla sua diffusione che può fornire il sistema Fintech è un passo giusto in questa direzione

È indispensabile insistere affinché il nostro denaro sia destinato agli attori giusti, a coloro che hanno un impatto positivo sull’ambiente e sulla società che ci circonda. Farlo con gli ultimi strumenti che ci fornisce la tecnologia, quali quelli gli ambienti Fintech, non può che rafforzare questo concetto.

Come discusso in precedenza, per i millennial, che stanno assumendo il ruolo di principale attore demografico per la creazione di ricchezza, è fondamentale investire e promuovere le aziende che condividono gli stessi valori in cui credono. 

Il cambiamento climatico, la parità di genere, il benessere dei dipendenti e la disuguaglianza razziale sono solo alcuni dei temi che saranno in primo piano negli investimenti ESG.

Anche i governi di tutto il mondo se ne stanno rendendo conto, e stanno emanando leggi per comprendere meglio questi criteri, promuovere la piena divulgazione e garantire la trasparenza. Il Fintech, come visto, può aiutare. Può farlo attraverso una diffusione molto più veloce, penetrante, pervasiva e, per questo, molto più democratica.

Nonostante gli afflussi massicci, gli investimenti responsabili rappresentano ancora solo il 4% dei fondi del settore.

L’industria dei servizi finanziari ha ancora molta strada da fare. Deve garantire che sia disponibile un numero sufficiente di prodotti sostenibili, e che gli investitori siano consapevoli dell’impatto che possono creare.

È necessario implementare l’uso diffuso delle tecnologie più recenti, come quelle Fintech. Questo al fine di migliorare la raccolta dei dati e la rendicontazione ESG, riducendo così i costi di gestione di questi fondi e rendendoli più accessibili.

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