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Fintech, partita la sperimentazione ABI su euro digitale

Il marchio Digital Euro già registrato dalla Bce, la sperimentazione italiana avviata. La presidente della Banca centrale: “Speriamo non ci vogliano più di cinque anni per realizzarlo”

Le banche e l’Associazione bancaria italiana (Abi) insieme ad ABI Lab, il centro di ricerca per l’innovazione dell’Abi, hanno avviato una sperimentazione sull’euro digitale.




L’iniziativa mira a dimostrare la fattibilità tecnica di un euro digitale basato su una blockchain Distributed ledger technology (Dlt), ossia su di un sistema di registri distribuiti, oltre a esplorare nuovi servizi a valore aggiunto, che diventano possibili grazie alla programmabilità della moneta. L’obiettivo è, inoltre, di contribuire attivamente al dibattito pubblico e di supportare le banche che operano in Italia nel percorso di preparazione allo scenario futuro.

La sperimentazione si articola in due cantieri: il primo si concentra sulla infrastruttura e sul modello distributivo, per analizzare la fattibilità tecnica, ed è condotto in collaborazione con Sia, in sinergia con l’infrastruttura delle banche ABI Lab Chain, che vede già attivi 100 nodi distribuiti in Italia, e con le banche che vi operano; il secondo è sulla programmabilità, per sperimentare casi d’uso che possano differenziare l’euro digitale di banca centrale dai pagamenti elettronici già disponibili, e sarà articolato in diversi tavoli, dedicati a casi d’uso, in collaborazione con le banche e le società Ntt Data, Pwc e Reply, che hanno dato disponibilità con proprie risorse. All’iniziativa possono partecipare tutte le banche interessate.

L’iniziativa si inserisce nel contesto di grande attenzione al tema. Nel 2020 molte banche centrali hanno, infatti, accelerato lo studio e le ipotesi di emissione di una valuta digitale, una forma elettronica di moneta di banca centrale distribuita ai cittadini. La Banca centrale europea (Bce) sta attivamente lavorando in tema, registrando lo scorso 22 settembre presso l’Ufficio per la proprietà intellettuale della Ue il marchio “Digital Euro” e attraverso il documento posto in consultazione il 12 ottobre 2020, dopo aver pubblicato il “Report on a digital euro”, uno studio approfondito sull’euro digitale redatto dall’High-Level Task Force on Central Bank Digital Currency (HLTF-CBDC) dell’Eurosistema e approvato dal Consiglio direttivo.

Servirà ovviamente ancora del tempo come ha recentemente sottolineato Christine Lagarde, presidente della Bce, intervenendo al forum Reuters sul futuro dell’Eurozona dopo la fine della pandemia: “L’Eurozona avrà l’euro digitale, e speriamo non ci vogliano più di cinque anni per realizzarlo. Nel mondo del fintech le cose si muovono a grandissima velocità”.  Lagarde ha quindi aggiunto che ” dobbiamo essere pronti, ma avendo sempre in primo piano la sicurezza”.

Le tre motivazioni strategiche che spingono la Bce a prepararsi a un eventuale lancio di un euro digitale sono: supportare la digitalizzazione dell’economia europea; rispondere al superamento dell’uso del contante come mezzo di pagamento; rispondere efficacemente a uno scenario di maggiore diffusione di monete digitali emesse da privati o da banche centrali di altri Paesi.




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