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dati recupero crediti

I dati nei processi di recupero crediti

Tecnologia e big data hanno influenzato sempre di più il settore del recupero crediti, snellendo i processi e aumentando le performances

Nel corso degli anni, l’attività di recupero crediti ha continuato a crescere, supportata anche da una forte spinta tecnologica nel settore. Stando ai dati dell’ultimo rapporto annuale di Unirec il valore economico affidato alle società di recupero crediti nel 2021 è aumentato rispetto all’anno precedente. In termini di importo, i comparti utility, finanziario e bancario rappresentano il 94% del totale, con una prevalenza del settore bancario (55%), seguito dal settore finanziario (29%) e delle utility (10%). Per quanto riguarda, invece, il numero di pratiche incaricate i settori più rilevanti sono le utility, telco, pubblica amministrazione e commerciale (60%), finanziario (23%) e bancario (14%).




Per sopperire a questa crescita, le società che operano nel settore del recupero crediti hanno bisogno di informazioni puntuali e aggiornate. La qualità dei dati è una base di partenza necessaria per snellire i processi di gestione dei portafogli e migliorare le performances di recupero. Tecnologia e big data consentono agli operatori di mercato di conoscere in modo approfondito e dettagliato i propri debitori; ridurre i tempi legati al recupero stragiudiziale; trovare soluzioni idonee perché ciò avvenga. Quest’ultimo fattore è sicuramente di grande rilevanza al fine di evitare di dover passare per le aule di un tribunale. Complice la pandemia, infatti, i tempi dei procedimenti giudiziari si sono notevolmente allungati, dove l’Italia si trova negli ultimi posti rispetto agli altri paesi Ue.

Inoltre, l’utilizzo dei dati consente ai player del mercato di agire in modo personalizzato e sartoriale rispetto alle singole posizioni di debito. La crisi sanitaria ha scaturito un considerevole aumento dei crediti Utp, che secondo recenti stime nel 2022 supereranno i non performig loans. I crediti Utp sono crediti “ancora in vita”, ossia appartenenti ad aziende in grave difficoltà, e richiedono un approccio completamente diverso da quello utilizzato finora per gli Npl. In questo senso, gli strumenti digitali e un approccio data driven, basato sui dati, potrebbero fare la differenza per riportarli in bonis e dare maggiore impulso alla crescita economica.




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