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Intervista a Barbara Marocchi, Head of Institutional sales di Crescitalia.

ESG. Environmental, Social, Governance.
In poche parole: ambiente, responsabilità sociale, gestione dell’azienda.

Queste tre parole sono diventate un mantra del mondo economico, finanziario e creditizio, ovviamente non solo italiano, ma anche mondiale.
Concetti che fanno parte del più ampio mondo di un’altra parola che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi anni, cioè sostenibilità.


ESG e sostenibilità sono, come detto, diventati la chiave di volta di questi ultimi anni, ed ogni azienda deve farci i conti, soprattutto perché non è una moda passeggera, tutt’altro.
Anche chi opera nel mondo creditizio, ovviamente, a partire da player di primo piano fino ad arrivare ad attori innovativi della scena, più pronti di altri a cogliere i cambiamenti epocali che stiamo vivendo.
Per esempio Crescitalia, una fintech che si pone come cerniera tra le piccole e medie imprese e i capitali non bancari, promuovendo l’incontro tra il tessuto imprenditoriale italiano e gli investitori.

Parliamo di ESG, sostenibilità, innovazione per le PMI, e di come tutto questo venga ad essere gestito da un’azienda come Crescitalia con la Dott.ssa Barbara Marocchi, Head of Institutional sales di Crescitalia.

Buongiorno Dottoressa.

Buongiorno a voi.

È vero che i criteri ESG sono un driver sempre più importante per le scelte degli investitori istituzionali?

Da diversi anni assistiamo ad una preferenza sempre più marcata da parte degli investitori istituzionali per investimenti che rispettano i criteri di sostenibilità, basti pensare che a livello mondiale gli assets classificati come “sostenibili” hanno superato la cifra di 35 trilioni di dollari, con Stati Uniti ed Europa che rappresentano da sole l’80% della totalità di questi prodotti in termini di masse.

Per rimanere più vicini a noi, in Italia il 56% degli investitori istituzionali, rappresentati da Casse di previdenza, fondi pensione e fondazioni bancarie, ha dichiarato, in un recente sondaggio, di adottare i principi di sostenibilità nelle scelte d’investimento del proprio patrimonio e l’81% di quelli che ancora non lo fanno ha dichiarato che lo farà nel prossimo futuro o ne ha già parlato in Consiglio di amministrazione.

Come si è attrezzata in tema ESG CrescItalia? Ovvero, come si svolge l’implementazione dello scoring ESG relativo alle imprese a cui viene concesso credito?

È innanzitutto importante ricordare che la normativa europea SFDR, entrata in vigore a Marzo 2021 tramite il regolamento 2088, ha imposto agli operatori di classificare i propri prodotti (siano fondi o altri strumenti d’investimento) in tre categorie, definendo se rispettano o addirittura perseguono i criteri di sostenibilità ESG (prodotti che ricadono sotto l’art.8 e 9), o invece non considerano tali criteri nelle proprie politiche d’investimento (definiti art.6);tuttavia il legislatore ad oggi non ha esplicitato parametri precisi e univoci per poter effettuare tale classificazione, lacuna che ha creato inevitabili differenze nei processi adottati.

A fronte di questo scenario di mercato, Crescitalia ha deciso di adottare un approccio rigoroso e verificabile, che offrisse agli investitori affidabilità sui metodi e i parametri di valutazione, affidando questa valutazione ad una controparte terza indipendente, specializzata in valutazioni ESG e ampiamente conosciuta dal mercato per la qualità dei suoi servizi di rating e scoring.

State organizzando una partnership con Cerved, specializzato proprio in scoring ESG. A che punto siete, e perché proprio CERVED?

Siamo lieti di poter annunciare di aver appena concluso una partnership con Cerved, che a breve, grazie all’integrazione tra i nostri sistemi, ci consentirà di implementare la valutazione ESG delle PMI nostre clienti direttamente sul nostro portale, offrendo una soluzione totalmente digitale e integrata all’interno della nostra piattaforma.

L’ESG è realmente un valore aggiunto per gli investitori, che si trovano prodotti “certificati” ESG con garanzia di un processo affidabile e strutturato secondo parametri oggettivi e confrontabili con altri prodotti?

Il rispetto dei parametri ESG non è, come alcuni ritengono, una moda passeggera o un mero esercizio “etico”, ma un trend strutturale del mercato che si riflette in moltissimi aspetti della nostra realtà e che è sempre più diffuso e richiesto da consumatori, clienti, nonché investitori.

Parlando di investitori in particolare, oltre al beneficio indiretto di aiutare il sistema paese ad evolvere in termini di sostenibilità (con indubbi vantaggi anche per l’efficientamento energetico e il welfare) , possiamo trovare uno spunto interessante in una recente ricerca effettuata proprio da Cerved, in cui si evidenzia come le aziende che hanno punteggi ESG migliori sono anche quelle che risultano poi avere una minore probabilità di default; possiamo quindi dire che gli investimenti a favore di aziende che hanno valutazioni ESG migliori sono anche più sicuri per gli investitori.

Quali sono i vantaggi di tutto questo per le PMI?

Le PMI che si rivolgono a noi per richiedere finanziamenti o credito di breve termine potranno compilare il questionario ESG, propedeutico alla valutazione di Cerved, direttamente sulla nostra piattaforma e senza alcun costo aggiuntivo (con notevoli risparmio di tempo e costi rispetto a dover chiedere valutazioni ad enti certificatori esterni), potendo altresì accedere più facilmente alle risorse finanziarie degli investitori attenti a queste tematiche.

Molto bene. Grazie delle precise ed esaustive risposte, Dottoressa Marocchi.

Grazie a voi.

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