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i licenziamenti che il gigante social Meta, ex Facebook, sta effettuando non sono i soli, nella Silicon Valley.

Licenziamenti delle aziende tech: perché lo fanno?

Mark Zuckenberg di Meta ha dichiarato che è stata una delle decisioni più difficili da prendere in 18 anni di gestione dell’azienda. Ma i licenziamenti che il gigante social sta effettuando non sono i soli, nella Silicon Valley.

Cosa sta succedendo?

Gli annunci di aziende da parte di amministratori delegati del settore tecnologico sono stati tutti simili, di recente.

Amazon si prepara a licenziare fino a 10.000 lavoratori. Meta ne sta tagliando 11.000. Netflix ha fatto grandi tagli, così come Shopify, Snap e Twitter.

Ecco i motivi macro e micro per cui l’industria tecnologica sta assistendo a massicci licenziamenti in questo momento.

C’era una volta il 2019

Immaginiamo la Silicon Valley nel 2019.

I ricavi di AmazonMeta e Netflix, probabilmente le tre più riconoscibili grandi aziende tecnologiche (insieme a Microsoft ed Alphabet) stavano crescendo costantemente, man mano che tutto si spostava online. E anche il loro numero di dipendenti stava crescendo.

Poi, naturalmente, è arrivata la pandemia.

Cosa è successo con la COVID-19

Le persone hanno iniziato a fare acquisti da casa, a fare binge watching (esiste da sempre: vuol dire fare una “maratona” di visione, ossia guardare cinque, dieci quindici puntate di seguito di una serie televisiva) e, in generale, a essere sempre più online.

Non solo i ricavi di molte di queste aziende tecnologiche sono saliti alle stelle, ma anche il loro numero di dipendenti.

Amazon è probabilmente l’esempio per eccellenza. Se si promette la spedizione in due giorni, bisogna consegnare la spedizione in due giorni. Amazon, in risposta, ha dovuto assumere molte, molte più persone.

Non solo Amazon ha fatto crescere le sue operazioni di consegna, ma anche i suoi servizi Web (AWS), che poi sono quelli su cui gira tutto il sistema. E non solo il loro, ma anche quello di molte altre aziende. E che, di conseguenza, sono la gallina dalle uova d’oro di Amazon.

Aziende e imprese che prima non erano online, ora avevano una presenza online. I dati dovranno pur essere ospitati da qualche parte, e così Amazon ha visto il suo servizio di cloud computing andare molto bene durante la pandemia.

I ricavi si sono mantenuti alti fino al 2021, e molti CEO del settore tecnologico pensavano (erroneamente, aggiungiamo noi) che la crescita sarebbe continuata allo stesso ritmo degli ultimi due anni. Avrebbero quindi continuato a investire in modo aggressivo nelle opportunità di crescita che vedevano.

Così hanno continuato ad assumere, e non solo molti dipendenti “normali”, ma anche alcuni costosi, perché in questo periodo si è scatenata la guerra dei talenti, in cui le aziende si contendevano i dipendenti più richiesti.

Il lancio del Metaverso da parte di Facebook ne è un esempio lampante. “D’ora in poi, saremo orientati al Metaverse, non a Facebook.”, hanno detto a gran voce dalla società di Menlo Park.

E’ famoso il caso di un centinaio di persone che hanno lasciato Microsoft per Meta, con alcune di queste persone che mentre lasciavano l’azienda precedente hanno detto che gli era stato offerto il doppio dello stipendio.

…ed infine arrivò il momento degli (inevitabili) licenziamenti

Ma nel 2022 le abitudini dei consumatori erano (già) cambiate in modo radicale dai primi tempi della pandemia, e dai lockdown obbligatori. Le persone non erano più chiuse in casa, oramai. E fortunatamente, perché voleva dire che le cose stavano migliorando.

Netflix ha dunque registrato un calo degli abbonati per la prima volta in oltre un decennio. Le persone hanno iniziato a spendere più soldi in servizi e meno in beni. I ricavi di molte aziende tecnologiche hanno iniziato a bloccarsi, o addirittura a diminuire per la prima volta.

Alcuni di questi amministratori delegati hanno in un certo senso sovrastimato cosa stava succedendo. Si sono fatti, per così dire, prendere la mano, pensando che le nuove abitudini si sarebbero mantenute anche quando l’emergenza che costringeva a casa fosse finita. Ed è per questo che stanno spiegando, scusandosi, di essere cresciuti troppo in fretta.

Ogni azienda tecnologica ha affrontato anche problemi diversi. Uno dei principali è la modifica della privacy di Apple, che che adesso impone alle app di chiedere agli utenti se volevano essere tracciati.

Questo fatto ha influito su una componente chiave dei modelli di business di molte di queste aziende di social media, incentrati sulla pubblicità digitale. A ciò si aggiunge la minaccia di TikTok, che sottrae spettatori ad altre piattaforme di social media.

Quando tutte queste cose accadono nello stesso momento, è evidente come questo sia il vero problema di queste aziende, ciò che le ha messe in difficoltàche le ha messe in difficoltà.

Anche le aziende più grandi non sono da meno. I licenziamenti si sono verificati in tutto il settore per tutto il 2022, ma di recente hanno subito un’impennata.

Non tutti i licenziamenti vengono per nuocere

Ma anche se si tratta di molti licenziamenti, le aziende non si stanno riducendo ai livelli precedenti alla pandemia.

I licenziamenti di Meta porteranno il numero di dipendenti a circa 60.000 iò 13% in meno). Quelli di Amazon a circa 1.500.000 (appena l’1% verrà licenziato). Netflix ha portato il numero di dipendenti a circa 10.500, licenziandone il 4%.

Per essere molto chiari, molte di queste aziende stanno ancora crescendo. È solo che la crescita sta rallentando per tornare ai livelli precedenti alla pandemia o all’inizio della stessa. Quindi, con gli stessi ritmi “normali” che aveva prima del marzo 2020.

Gli amministratori delegati dicono anche che la tempistica ha a che fare con la minaccia di una recessione economica. Sicuramente ci sono stati molti cambiamenti molto rapidi nell’ambiente macroeconomico. Siamo in un contesto economico in evidente rapida evoluzione.

In un certo senso, questi licenziamenti sono un po’ proattivi. Cioè, alcuni CEO hanno detto che lo fanno adesso per non doverlo fare più tardi.

I licenziamenti, anche se concentrati nell’industria tecnologica, sono comunque molti se presi come singolo numero anche se, come visto, vanno contestualizzati. Si tratta pur sempre di decine di migliaia di persone. Per molte, questa inversione di tendenza e questi licenziamenti sono qualcosa che non hanno mai visto prima.

Conclusione

L’industria tecnologica ha avuto l’esperienza eccezionalmente pronunciata di crescere durante la pandemia, e ora, mentre il resto del mercato del lavoro sta crescendo, sta avendo l’esperienza eccezionale di non farlo.

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