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Easyfintech, una startup innovativa per il settore Fintech

Easyfintech, una startup innovativa per il settore Fintech

Il fintech è sulla bocca di tutti, inutile negarlo. E, per fortuna, non a caso. Ed in Italia sorgono spesso startup innovative nel settore. Easyfintech è una di queste.

Fintech forever

Come ci ricorda la CONSOB, il fintech è “l’innovazione finanziaria resa possibile dall’innovazione tecnologica, che può tradursi in nuovi modelli di business, processi o prodotti, ed anche nuovi operatori di mercato.  L’utilizzo della tecnologia costituisce [quindi] un elemento necessario per rendere possibile l’innovazione finanziaria.”

Va da sé che tali “nuovi modelli di business, processi o prodotti, ed anche nuovi operatori di mercato”, se il terreno è fertile, possano fortunatamente sorgere. E, magari, come sta avvenendo in Italia, anche con una discreta frequenza. Ma, soprattutto, ed è questo quello che conta, anche con una discreta qualità.

In concomitanza con lo svolgimento del CREDITNEWS VIRTUAL SUMMIT – NPL WORLD: SECURED & UNSECURED, organizzato da noi di CreditNews, è evidente come la partecipazione di molte aziende a questo evento spinga anche a volerne far approfondire la conoscenza ai nostri lettori.

Ed è proprio questo che ci ha portato a voler scoprire e capire di più su una delle partecipanti al nostro summit online. Si tratta di Easyfintech. Per farlo, ci siamo rivolti al Dott. Gianluca De Candia, socio e consigliere delegato di questa startup innovativa.

Dott. De Candia, due parole su Easyfintech, per chi ancora non la conoscesse.

Easyfintech è un hub di informazioni commerciali pubbliche, che offre servizi digitali avanzati di profilazione  tramite piattaforme web idonee all’importazione e all’elaborazione di dati di natura commerciale, economica e finanziaria.

Dal lato di osservazione di Easyfintech, imprese e banche sono attrezzate alla rivoluzione/cambiamento introdotta dall’EBA, che impone la valutazione del merito creditizio sulla base di piani e prospettive affidabili?

Da circa un anno siamo in presenza di un cambiamento epocale nell’approccio culturale alla valutazione del credito. Infatti l’EBA, European Banking Authority, ha emanato alcune direttive riguardo la concessione ed il monitoraggio del credito, le cosiddette Guidelines on Loan and Monitoring (LOM).

In questo contesto, in cui si cerca di accrescere la cultura finanziaria delle imprese, ottimizzare gli asset organizzativi, e dove le garanzie presentate rappresentano ora l’ultima risorsa per far fronte alle insolvenze, il provvedimento mira a far sviluppare agli enti finanziari modelli procedurali solidi e prudenti durante il processo e monitoraggio del credito.

Infatti, l’ampio articolato obbliga gli istituti di credito a valutare il merito creditizio principalmente su piani di sostenibilità prospettici del debito presentati dalle aziende. 

Tra le novità più importanti introdotte vi sono:

  • Best practices nella fase di concessione del credito;
  • Determinazione dei prezzi dei prestiti sulla base del rischio;
  • Modalità di valutazione delle garanzie reali;
  • Monitoraggio continuo del rischio di credito e delle esposizioni creditizie;
  • Modalità di partecipazione della Governance nei processi di concessione del credito

Dallo scorso giugno, le direttive impartite dall’EBA sono state gradualmente estese a tutti i prestiti; quindi le procedure per la concessione di prestiti vengono applicate non solo per nuove richieste di credito, ma anche per il rinnovo dei fidi già in essere. 

Cosa cambia per chi finanzia e per chi riceve un credito? 

Alle imprese viene chiesta la produzione di documenti informativi che siano sufficientemente accurati ed aggiornati, mentre alle banche un’analisi storica ed un’analisi prospettica.

Le nuove linee guida adottate dall’EBA rappresentano delle manovre irreversibili che costringono, imprese e istituti di credito, ad adottare un approccio “forward-looking” sempre più orientato alla pianificazione strategica.

In pratica, il credito non deve più essere concesso sulla base delle garanzie presenti, le quali saranno considerate come solo collaterale,  bensì sulla capacità dell’impresa di dimostrare la sua capacità di produrre adeguati flussi di cassa prospettici. 

Non si guarda più (solo) al passato, ma soprattutto al futuro di un’impresa

In questo contesto, oltre all’analisi di bilancio (fondamentale nell’analisi del merito creditizio) le imprese dovranno presentare obbligatoriamente un documento che evidenzia la sostenibilità prospettica del debito: il Business Plan. All’interno di questo un ruolo importante lo ricopre anche il DSCR.

E che cosa sarebbe il DSCR?

È  il rapporto di copertura del servizio di debito. È un indice che misura la sostenibilità finanziaria del debito aziendale, la capacità di onorare il proprio debito non a consuntivo, ma a livello prospettico. Il DSCR viene utilizzato in sede di valutazione del merito creditizio, ed è calcolato per ogni singolo esercizio ipotizzato nel Business Plan.

Fondamentale, in questo senso, è quindi il contributo che in termini di competenza e maggiore efficienza potranno dare la tecnologia e la digitalizzazione, vero?

Esatto. Easyfintech, ad esempio, propone il software Cash Driver, una piattaforma di business intelligence già idonea ad istituire quell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla tempestiva rilevazione della crisi d’impresa ed alla perdita della continuità aziendale, di cui al dettato del 2° comma del novellato art. 2086 c.c. .

Come si misura la sostenibilità e l’impatto etico di un investimento in un’azienda o in un’azienda? Imprese e banche sono pronte? 

La risposta sono i criteri ESG, acronimo di Environmental, Social e Governance, che si riferiscono ai tre fattori chiave per valutare il comportamento delle società, nonché per determinare la loro futura performance finanziaria.

Cerco di essere ancora più chiaro evidenziando alcuni esempi dei criteri ESG:

E come Environment: contributo ai cambiamenti climatici, come ad esempio impronta ecologica ed emissioni di CO2; gestione di risorse naturali come l’acqua e la biodiversità e l’impatto di tale gestione; rifiuti e inquinamento; creazione di possibilità e opportunità in relazione all’ambiente, come ad esempio le tecnologie pulite e le energie rinnovabili.

S come Social: capitale umano, come ad esempio sicurezza, salute e formazione continua dei dipendenti; responsabilità per il prodotto, come ad esempio sicurezza del prodotto e dei dati; possibilità e opportunità nella sfera sociale

G come Governance: elementi di una solida governance aziendale, come ad esempio la composizione del consiglio di amministrazione e della direzione, i compensi e l’assetto proprietario; conduzione aziendale ad esempio per quanto riguarda l’etica, la trasparenza e la corruzione.

Com’è la situazione da noi, in Italia?

Anche in Italia molte aziende facenti parte di grandi gruppi esteri (e comunque la maggior parte degli investitori) ormai pretende/controlla la filiera dei fornitori utilizzando criteri ESG per selezionare gli investimenti e/o le commesse.

Per concludere, mi dica in poche parole un vantaggio oggettivo dell’adozione dei criteri ESG.

Pochi sanno che le imprese virtuose nel raggiungimento di risultati basati su criteri ESG possono ottenere una riduzione dello spread in un finanziamento.

Easyfintech, non a caso, oltre ai numerosi report e score di profilazione, ha introdotto anche lo score ESG per le imprese, proprio a quest’ultimo fine.

(Contenuto realizzato in collaborazione con Easyfintech)

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