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Partita la seconda fase del progetto Cuvèe di Amco e Prelios, con l’apporto di ulteriori Utp per 400 milioni di euro

Il progetto è nato grazie a un accordo con Banca Mps, Mps Capital Services Banca per le Imprese, Ubi Banca e Banco Bpm. A loro si sono ora aggiunte anche Intesa Sanpaolo, Unicredit Leasing e Banco Desio

A inizio dicembre 2020 è iniziata la fase 2 del progetto Cuvèe, gestito attraverso l’innovativa piattaforma multi-originator per la gestione di Utp immobiliari sui bilanci di banche medio grandi, oggi estesa anche alle posizioni leasing real estate. L’operazione è nata nel 2019 per iniziativa di Amco e del Gruppo Prelios, grazie a un accordo con Banca Monte dei Paschi di Siena, MPS Capital Services Banca per le Imprese, UBI Banca e Banco BPM. Con questa nuova fase dell’operazione Intesa Sanpaolo, Unicredit Leasing e Banco Desio hanno apportato ulteriori Utp al fondo, diventandone quotisti e affiancandosi alle altre banche summenzionate.




Grazie a un nuovo conferimento di posizioni di circa 60 debitori, per un GBV totale di circa 400 milioni di euro, la piattaforma vede ora il totale dei crediti gestiti salire a circa 850 milioni, confermando il primato sul mercato italiano e rendendo il Fondo Back2Bonis uno dei principali credit fund specializzati in Utp immobiliari a livello europeo.  Il veicolo, gestito da Prelios sgr, consente alle banche partecipanti di beneficiare del potenziale recupero di valore delle posizioni tramite le quote detenute nel fondo. Permette inoltre alle imprese debitrici di facilitare il processo di ristrutturazione, anche grazie alla nuova finanza che il fondo stesso può erogare, al fine di consentire una gestione proattiva dei crediti e degli immobili sottostanti. L’obiettivo del Fondo Back2Bonis, partito a fine 2019 con posizioni di circa 50 debitori per un totale di circa 450 milioni, è arrivare a circa 1,5 miliardi di portafoglio in gestione, tramite ulteriori conferimenti da parte di altri istituti di credito.

La seconda fase del progetto Cuvèe è stata realizzata mediante una nuova operazione di cartolarizzazione dei crediti e dei leasing, a cui si è affiancata Banca Finint per l’acquisto dei contratti di credito non revocati. Nell’ambito della piattaforma, Amco agisce come master e special servicer, il Gruppo Prelios come gestore del fondo e partner real estate nonché – a seguito dell’estensione ai leasing – quale special servicer per la gestione dei soli crediti con sottostante leasing immobiliare. Bain & Company ha supportato il progetto per la parte industriale, mentre gli aspetti legali sono stati curati da Cappelli RCCD e Chiomenti e quelli fiscali da F&C – Studio legale tributario, con il coinvolgimento degli studi legali BonelliErede, Molinari e Associati e Giancarlo Catavello Avvocati; lo Studio Legale Tributario CBA ha agito quale esperto valutatore indipendente.

Ricordiamo che Prelios nell’estate 2019 ha stretto con Intesa Sanpaolo un accordo per gestire Utp per 9,7 miliardi (che la banca ha iniziato a cartolarizzare nei mesi scorso) e sta attualmente lavorando a un fondo per rilanciare le imprese italiane in difficoltà finanziaria, con una dotazione fino a 1,5 miliardi di euro, coinvolgendo anche operatori di mercato e importanti investitori istituzionali. Inoltre, il gruppo Prelios nell’ottobre 2020 ha siglato un accordo con Generalfinance, leader del factoring specializzato in imprese distressed, per cui quest’ultima collaborerà con Prelios, fornendo i propri servizi di gestione e smobilizzo del capitale circolante e contribuendo così a fornire nuove risorse finanziarie alle aziende in difficoltà.

Da parte sua, Amco il primo dicembre 2020 ha chiuso l’acquisto di 8,1 miliardi di euro di crediti deteriorati lordi del progetto Hydra di Banca Mps, oltre a vari asset patrimoniali. Tenendo già conto dell’operazione Mps,  il totale degli asset in gestione a fine giugno sarebbe stato di 34 miliardi, di cui 15 miliardi di Utp e past due, che includono posizioni relative a 57 mila aziende italiane.  A essi si aggiungono altri 600 milioni di Utp, acquistati nelle scorse settimane da Banco Bpm e relativi a una quota del portafoglio Django.




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