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Quando le fintech collaborano con le banche: le cartolarizzazioni dei prestiti alle pmi

I casi di Credimi, October e Borsa del Credito

Le pmi messe in crisi dal coronavirus hanno sempre più bisogno di credito. Oltre le banche e i minibond, un altro canale per ottenerlo sono le piattaforme fintech che erogano credito alle aziende in modo celere e digitale tramite piattaforme online. Un canale visto solitamente come antagonista delle banche. Ma non è sempre così: ci sono fintech che decidono di collaborare con le banche. Con uno strumento finanziario tradizionale: le cartolarizzazioni. Solo nel settembre scorso sono state chiuse 3 operazioni di questo tipo, per un controvalore di 232 milioni di euro.




La francese October (la ex Lendix), attiva anche in Italia, ha cartolarizzato 200 milioni di prestiti erogati alle imprese. All’operazione ha partecipato il Gruppo Intesa Sanpaolo nel duplice ruolo di arranger e senior investor, mentre un fondo di investimento internazionale ha ricoperto il ruolo di equity investor. Le risorse generate dalla cartolarizzazione saranno impiegate da October per il suo instant lending, introdotto nel luglio scorso.

L’italiana Borsa del Credito, partecipata da P101 sgr, gruppo Azimut e GC Holding, ha concluso una cartolarizzazione di prestiti alle pmi per 100 milioni di euro. Banca Valsabbina e altri investitori istituzionali hanno sottoscritto la tranche senior, mentre le altre tranche sono state sottoscritte da Colombo III, un fondo creato da Borsa del Credito e sottoscritto da Azimut. La banca è coinvolta nell’operazione anche come arranger e account bank.

Banca Sella si è invece impegnata a sottoscrivere per intero i titoli titoli rivenienti da un nuova operazione di cartolarizzazione di prestiti alle pmi con sede sull’intero territorio nazionale, che saranno erogati dalla piattaforma fintech Credimi fino ad un importo di 32 milioni di euro. A fronte di questa operazione, le pmi potranno richiedere a Credimi finanziamenti con una durata massima di 5 anni con un inizio di rimborso previsto per il 2021. I finanziamenti saranno garantiti dal Fondo di Garanzia per una percentuale minima del 90%, secondo quanto previsto dal Decreto Liquidità. L’operazione rientra nell’accordo per il finanziamento alle pmi, battezzato Liquidità 100, siglato da Credimi e Banca Sella. Grazie a questa partnership, la banca può garantire ai propri clienti, che svolgono attività economica rientrante nel perimetro previsto dal Decreto Liquidità, tempi ancora più rapidi per la gestione delle domande di finanziamento previste dal decreto, che prevede la possibilità di richiedere un prestito fino a 25 mila euro o comunque non superiore al 25% dei ricavi 2019, con la copertura del fondo di garanzia del 100%.

Credimi è stata particolarmente attiva sul fronte delle cartolarizzazioni, siglando accordi anche con altre banche. Lo scorso agosto Banca del Piemonte e Banca di Asti si sono impegnate a investire 30 milioni di euro nei titoli della cartolarizzazione dei prestiti alle imprese erogati sulla piattaformaCredimi battezzata #OpenBankingAlliance e lanciata lo scorso giugno con il supporto di Banco Desio. Ma la collaborazione più interessante e duratura di Credimi è quella con Banca Generali. A inizio aprile 2020 la fintech hastrutturato cartolarizzazione Italianonsiferma con Generali, tramite il suo Fondo Straordinario Internazionale lanciato per fronteggiare l’emergenza coronavirus, che è stata anchor investor della tranche junior, con una quota da 10 milioni di euro su un target finale di raccolta di 100 milioni. A Generali si sono poi affiancate con 4 milioni di euro anche Finpiemonte e la Fondazione CRT. Il prodotto risultante dalla cartolarizzazione è poi collocato da Banca Generali presso i suoi clienti. Quest’ultima nel 2019 aveva collocato un altro prodotto frutto di una cartolarizzazione di crediti a medio-lungo termine a pmi italiane, per un controvalore di 60 milioni di euro, erogati sulla piattaforma nell’ambito dell’iniziativa Credimi Futuro.




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