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Recupero crediti nel post-pandemia: il 43% delle imprese debitrici è fallita o a rischio chiusura, tra i privati calano gli occupati al Nord-est

L’analisi sui dati 2020 definisce le principali caratteristiche anagrafiche e patrimoniali dei debitori, privati e imprese, con un focus sul cluster NPL.

Il DebtScreening è ormai giunto alla sua ottava edizione, sicuramente la più complessa e articolata considerando il 2020 appena passato. L’analisi è infatti svolta su un ampio campione di rintracci e ricerche anagrafico/patrimoniali su tutto il territorio nazionale nel 2020, svolte grazie alla collaborazione con i principali Istituti di credito, Utilities, Professionisti, Aziende e Studi legali italiani.




Lo studio si amplia quest’anno dividendosi in tre sezioni. Le prime due sezioni riprendono il medesimo campione della precedente edizione, basato su indagini utili al recupero crediti svolte nel corso dell’anno e differenziate tra persona fisica e persona giuridica. La terza sezione rappresenta il proseguimento dell’edizione straordinaria di ottobre 2020 dedicata al cluster NPL nel I semestre dello scorso anno, analizzando un campione di portafogli NPL sull’intero anno. Le differenze tra i due cluster sono relative alla tipologia di debitore e di indagine, puntuale nel primo caso, di due diligence su portafogli misti e sicuramente con crediti di anzianità differenti nel secondo.

Dalla prima sezione emerge che il debitore persona fisica è, dal punto di vista demografico, un uomo nel 70% dei casi, tra i 35 ed i 54 anni (50%). Se si analizzano gli eventi negativi a loro carico (protesti, pregiudizievoli e procedure) si evince come il 27% di loro avesse fatto registrare almeno uno dei tre casi. Dato interessante è il calo importante della percentuale di debitori occupati al Nord-Est (65% contro il 78% dell’ultima edizione) contro una media nazionale del 75%. Entrando nel merito dei soggetti con occupazione vediamo come ben il 47% di loro siano esponenti di impresa, con a seguire dipendenti (23%) e pensionati (20%). Dal lato patrimoniale la classifica dei beni più pignorabili vede il conto corrente al primo posto (80%), seguito dai veicoli (56%) e dagli immobili (42%).

Conferme sulla situazione difficile che le imprese hanno affrontato nel 2020 arrivano dai dati sulle persone giuridiche. Dal punto di vista dei settori, infatti, le prime tre posizioni sono occupate da quelli colpiti dalle chiusure e quelli correlati. Al primo posto il “Commercio al dettaglio” (18% dell’intero campione), poi “Alloggio e Ristorazione” (16%) e “Commercio all’ingrosso” (15%). Altro dato fondamentale è lo stato attività delle aziende analizzate, aggiornato al mese di giugno 2021, che vede solo il 57% delle aziende debitrici cameralmente attive. Altro dato interessante è l’operatività delle imprese che si attesta al 52% e impatta sulla possibilità di rintracciare beni aggredibili. Il conto corrente passa dal 90% di presenza nelle imprese operative al 47%, i veicoli dal 63% al 36% e gli immobili dal 36% al 14%.

Il focus NPL si incentra, come anticipato, su portafogli composti da persone fisiche e mostra come i dati differiscano con un’età anagrafica più alta (56 anni di media) e un dato indicativo relativo alla percentuale di Deceduti presenti, che si attesta al 7%. Dal punto di vista dell’occupazione, la percentuale di disoccupati si attesta al 39% mentre i cluster aggredibili con pignoramento presso terzi, Dipendenti e Pensionati, si attestano rispettivamente al 32% e 15%. Infine, dal punto di vista immobiliare, il 48% delle posizioni ha almeno un immobile intestato per poter ipotizzare un’esecuzione immobiliare. Per maggiori dettagli e approfondimenti scarica il DebtScreening Completo.                   

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