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Rottamazione quinquies 2026: regole e scadenze della nuova definizione agevolata

Con la nuova Legge di Bilancio torna la sanatoria delle cartelle: capitale senza accessori, fino a 54 rate bimestrali e riammissione dei contribuenti decaduti. Ma attenzione: non è prevista alcuna tolleranza sui ritardi.

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) è diventata operativa la Rottamazione quinquies, la nuova definizione agevolata che consente di chiudere le cartelle esattoriali pagando esclusivamente le imposte dovute, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Sul portale dell’Agenzia delle Entrate sono già state pubblicate le prime istruzioni operative: i contribuenti interessati possono quindi verificare la propria situazione debitoria e valutare la convenienza di aderire o meno alla nuova rottamazione.

A rendere ancora più attrattiva la misura è la possibilità di rateizzare gli importi dovuti fino a nove anni, con un massimo di 54 rate bimestrali. Attraverso l’area riservata del sito AdER è possibile conoscere in anticipo l’importo di ogni scadenza e verificare se il piano di rientro risulta compatibile con la propria capacità di pagamento.

La nuova sanatoria rappresenta un vero e proprio strumento “salvavita” per coloro che hanno accumulato negli anni debiti verso il Fisco e l’INPS. Non è tuttavia priva di vincoli: prevede infatti un sistema di scadenze rigide, che non ammette ritardi.

Quali debiti rientrano nella sanatoria e chi può richiederla

La Rottamazione quinquies non riguarda indistintamente tutti i debiti, ma solo quelli affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Si tratta di una finestra temporale molto ampia, che intercetta oltre vent’anni di posizioni debitorie, ma che richiede comunque una verifica puntuale del singolo carico.

In concreto – come riporta Brocardi.it – sono ammesse alla definizione agevolata:

  • le imposte non versate risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatici e formali, in base agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. 600/1973 per le imposte sui redditi;
  • i debiti IVA derivanti dagli articoli 54-bis e 54-ter del D.P.R. 633/1972;
  • i contributi previdenziali INPS, purché non scaturiscano da attività di accertamento ispettivo dell’istituto.

Una delle novità più rilevanti riguarda i contribuenti decaduti dalle precedenti rottamazioni: i carichi non regolarizzati in passato possono essere nuovamente inseriti nella nuova quinquies, offrendo così una concreta possibilità di rientro anche a chi aveva perso i benefici delle edizioni precedenti. Restano invece fuori dalla sanatoria i debiti già inclusi nella Rottamazione-quater, per i quali il contribuente risultava in regola con tutti i pagamenti al 30 settembre 2025.

Per rendere l’adesione ancora più semplice, l’utente avrà la possibilità di selezionare i singoli carichi pendenti direttamente dal proprio cassetto fiscale online, costruendo così una sorta di sanatoria “su misura”.

Scadenze e modalità di pagamento disponibili

Il calendario della Rottamazione quinquies 2026, come accennato in apertura, è scandito da termini inderogabili. In particolare, la domanda di adesione dovrà essere trasmessa entro il 30 aprile 2026, secondo le procedure telematiche che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà operative entro il prossimo 21 gennaio 2026.

Dopo l’accoglimento della richiesta, il contribuente dovrà scegliere tra:

  • pagamento in un’unica soluzione;
  • rateizzazione pluriennale.

Chi opterà per il versamento in un’unica soluzione dovrà pagare l’intero importo entro il 31 luglio 2026, senza ulteriori interessi. Chi sceglierà il pagamento dilazionato, potrà invece distribuire il debito in 54 rate bimestrali, con scadenze fisse nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre di ogni anno, fino a maggio 2035. In questo caso, è doveroso precisare che verranno applicati interessi annui del 3% sulle somme rateizzate, a partire dal 1° agosto 2026. Le prime tre rate saranno concentrate nel 2026 (prima rata entro il 31 luglio, poi fine settembre e fine novembre), a seguire il piano entrerà a regime con il calendario bimestrale ordinario.

Quando è prevista la decadenza immediata

L’aspetto più critico della rottamazione quinquies è la rigidità assoluta delle scadenze. A differenza delle edizioni precedenti, non è più prevista alcuna tolleranza sui ritardi: nemmeno i cinque giorni “di grazia” che caratterizzavano le rottamazioni passate. Basta il tardivo o mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, perché il beneficio decada automaticamente. In tali circostanze il debito torna pienamente esigibile nella sua versione originaria, con il ripristino di:

  • sanzioni,
  • interessi di mora,
  • aggio di riscossione.

Si riattivano inoltre le azioni esecutive sospese con la presentazione della domanda, con anche il rischio di pignoramenti e altre procedure coattive. Le somme già pagate restano acquisite, ma vengono imputate come acconti sul debito complessivo.

La Rottamazione quinquies offre un’opportunità finanziaria molto rilevante, ma impone ai contribuenti una disciplina di pagamento senza precedenti. Per gli interessati diventa quindi fondamentale, prima dell’adesione, effettuare una valutazione accurata della propria capacità di rispettare il piano.

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