il magazine dedicato al mondo del credito

di:  

Sono 100 le banche italiane su Spunta, la blockchain di settore promossa dall’Abi

Spunta Banca DLT è impiegata per la rendicontazione dei conti reciproci delle banche (spunta interbancaria) tramite un grande database ripartito e distribuito su più nodi grazie alla tecnologia blockchain

Da ottobre 2020, sono circa un centinaio le banche italiane presenti su Spunta Banca DLT, la blockchain applicata ai processi interbancari promossa dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana) e coordinata da Abi Lab, centro di ricerca e innovazione promosso da Abi. I partner tecnici del progetto Spunta sono NTT Data, Sia e R3, tramite la piattaforma Corda Enterprise. In particolare, Spunta Banca DLT è impiegata per la rendicontazione dei conti reciproci delle banche (spunta interbancaria), tramite un grande database ripartito e distribuito su più nodi grazie alla tecnologia blockchain. Finora la spunta è stata basata su registri bilaterali, con un basso livello di standardizzazione e modalità operative non avanzate (prevalentemente telefonate e messaggi effettuate a carico del back-office). L’applicazione di un processo basato sulla blockchain, nel senso di tecnologia dei registri distribuiti (Distributed Ledger Technology – DLT), alla spunta interbancaria permette di: riscontrare automaticamente transazioni non corrispondenti sulla base di un algoritmo condiviso; standardizzare il processo; utilizzare un canale di comunicazione unico; avere una completa visione sulle transazioni tra le parti interessate. I principi della nuova Spunta prevedono: la piena visibilità dei movimenti propri e della controparte; la rapidità nella gestione dei flussi con riconciliazione su base giornaliera invece che mensile; la condivisione delle regole di spunta dei movimenti in modo simmetrico tra le banche controparti; la gestione integrata delle comunicazioni e dei processi in caso di sbilancio. Grazie all’algoritmo di abbinamento delle operazioni, discusso e condiviso dal gruppo di lavoro, il tasso di riscontro automatico è del 97,6%.

L’infrastruttura tecnologica del progetto Spunta può prestarsi in futuro a usi diversi all’interno del settore oppure in altri ambiti, che rendano fluida la relazione con il mondo bancario. In questo modo, gli istituti di credito coinvolti nel progetto Spunta hanno a disposizione un canale per altri possibili sviluppi futuri.

Al progetto Spunta lavorano 18 banche/gruppi bancari, che costituiscono il 78% degli istituti di credito in termini di numero di dipendenti. Le attività progettuali hanno coinvolto un gruppo di lavoro, coordinata da Abi Lab, di oltre 150 referenti delle banche pilota, dagli operatori di spunta al management, oltre al team di sviluppo, formato dai partner Sia, NTT Data ed R3, composto da oltre 80 persone. Inizialmente hanno aderito al progetto Spunta 32 banche a inizio marzo 2020, cui se ne sono aggiunte altre 23 a maggio e ulteriori 42 a ottobre.

L’aggiornamento dell’Accordo per la tenuta dei conti reciproci tra banche ha permesso l’adozione a livello di intero settore dello svolgimento a regime nella nuova modalità a partire da marzo 2020. Da allora, l’infrastruttura Spunta ha elaborato 204 milioni di transazioni per le 55 banche migrate nelle prime due scadenze. Per poter effettuare tutte le elaborazioni è stata necessaria solo un’ora di notte. Se questa macchina elaborasse casi più complessi, lavorando a pieno regime, è stato stimato che potrebbe sostenere un carico di 8,4 miliardi di transazioni. Per dare un termine di paragone, la blockchain di bitcoin in tutto l’anno 2019 ha gestito 117 milioni di transazioni.

Anche per questo, Spunta ha anche attirato l’attenzione delle autorità europee: è allo studio un gruppo di lavoro internazionale per definire i requisiti necessari per soddisfare le caratteristiche di gestione dei conti reciproci nei diversi paesi. Sarà quindi esaminata la possibile estensione dell’applicazione a livello internazionale. Sempre in ottica europea, le competenze acquisite dalle banche nella realizzazione di una infrastruttura a governance distribuita rendono le banche italiane disponibili a partecipare a progetti e sperimentazioni su di una moneta digitale di Banca centrale europea. L’euro digitale, ossia una Central Bank Digital Currency (CBDC), può richiedere sperimentazioni per velocizzare la messa in opera di una iniziativa di livello europeo in una prima nazione. Le banche di Spunta sono già pronte e disponibili a effettuare test di fattibilità per il mondo bancario e finanziario europeo.




CONDIVI QUESTO ARTICOLO!

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp