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Lo stipendio in Italia: l’età conta ancora?

Il panorama dello stipendio di un lavoratore, in Italia, come in ogni nazione occidentale e del “primo mondo”, è tendenzialmente variegato. Per fasce di età si riscontra un trend ben definito.

Un ruolo chiave

In un contesto economico in continua evoluzione, il tema degli stipendi in Italia rimane un argomento di grande interesse e dibattito. Tra le diverse variabili che influenzano la retribuzione di un lavoratore, l’età gioca (ancora) un ruolo chiave.

Stipendio medio per fascia d’età

Nel 2022 lo stipendio medio annuo lordo in Italia si aggirava intorno ai 29.500 euro, con una netta differenza tra le diverse fasce d’età:

  • Under 25: la retribuzione media annua lorda si attestava a 24.588 euro, evidenziando una disparità significativa rispetto al resto della popolazione.
  • 25-34 anni: lo stipendio medio saliva a 27.028 euro, con un aumento del 9,92% rispetto alla fascia precedente.
  • 35-44 anni: la retribuzione media si posizionava a 29.831 euro, registrando un ulteriore incremento del 10,37%.
  • 45-54 anni: si raggiungeva uno stipendio medio con circa 31.926 euro annui lordi, con un aumento, quindi, del 7,02%.
  • Over 55: la retribuzione media ha teso a salire ancora un po’, attestandosi sui 34.057 euro annui lordi, con un aumento finale del 6,67%.

I dati sono dell’Osservatorio JobPricing del 2022.

Come dato statistico, ma decisamente vero, un lavoratore con una buona esperienza, e non troppo lontano dalla pensione, come un 55enne, guadagna quindi il 38,51% in più di un giovane. Se vi sembra una grande differenza, vi ingannate, perché si tratta solo del 1,2836% annuo, quindi ben meno di una qualunque inflazione, anche quella fisiologica del 2% di cui sentiamo spesso parlare, ed a cui tende da sempre la Banca Centrale Europea.

La connessione tra età e reddito è chiaramente delineata: i guadagni tendono ad aumentare con l’avanzare dell’età, sebbene questo aumento diminuisca nel tempo. Con l’accumulo di esperienza e l’ascensione nella carriera, si ottiene un reddito maggiore, ma l’incremento salariale nel corso del tempo si riduce sempre di più.

Fattori che influenzano lo stipendio

Oltre all’età, diverse variabili concorrono a determinare la retribuzione di un lavoratore altri fattori, tra cui:

  • Qualifica e livello di istruzione: in media, i lavoratori con titoli di studio più elevati tendono a percepire stipendi più alti.
  • Esperienza lavorativa: l’anzianità e l’accumulo di esperienza nel settore di competenza determinano generalmente un aumento della retribuzione, come abbiamo appena visto.
  • Genere: a parità di ruolo e qualifica, le donne in Italia continuano a subire un divario salariale rispetto agli uomini, con una differenza media del 7%, in netta riduzione rispetto al passato, ma pur sempre presente.
  • Settore di appartenenza: i settori con maggiore produttività e redditività offrono generalmente stipendi più elevati (ovviamente…).
  • Area geografica: le retribuzioni tendono a essere più elevate nelle regioni del Nord Italia rispetto al Sud. La differenza media è del +17,11% a favore del Nord Italia.

Tendenze recenti e future

Negli ultimi anni, si è osservata una crescita del divario salariale tra le diverse fasce d’età. I giovani lavoratori, in particolare, faticano ad accedere a stipendi adeguati, con il rischio di alimentare fenomeni di precarietà e disoccupazione.

Tuttavia, alcune recenti novità potrebbero influenzare l’andamento futuro degli stipendi in Italia:

  • Riforma del sistema fiscale: la revisione delle aliquote IRPEF potrebbe portare a un aumento del netto in busta paga per alcune fasce di reddito.
  • Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): gli investimenti previsti dal piano potrebbero (e dovrebbero, visto che l’Italia ne è la maggior beneficiaria d’Europa) generare nuove opportunità di lavoro e, di conseguenza, una crescita dei salari.
  • Diffusione del lavoro autonomo: la crescente flessibilità del mercato del lavoro potrebbe influenzare le dinamiche retributive, con un aumento del peso delle competenze individuali.

L’età rimane dunque un fattore determinante per il livello di stipendio in Italia. Tuttavia, diverse congiunture economiche e sociali potrebbero influenzare l’andamento futuro delle retribuzioni. È auspicabile che le politiche del lavoro favoriscano una maggiore equità salariale tra le diverse fasce d’età e investano nella formazione e nello sviluppo delle competenze dei giovani, per garantire loro un futuro lavorativo più stabile e proficuo.

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