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Alberto Cotti: “Il coronavirus ha creato delle difficoltà per il credit management, ma non sono più grandi del passato”

Il neopresidente di Acmi (Associazione Credit Manager Italia) ci spiega anche le iniziative e gli obiettivi di Acmi per il 2021

Nel dicembre 2020 Alberto Cotti è diventato presidente di Acmi (Associazione Credit Manager Italia), dopo esserne stato segretario. Costituita nel 1974, l’associazione riunisce oltre 600 professionisti, ha sede a Milano ma è presente su tutto il territorio nazionale tramite 3 delegazioni territoriali in LazioPuglia e Veneto. Con il neopresidente di Acmi abbiamo parlato del futuro del credit management e dei programmi dell’associazione.

Che impatto ha avuto la tecnologia sul settore del credit management? 

Nel breve periodo l’evoluzione più significativa è stata nascita di diverse aziende del settore fintech, che ha dato la possibilità di accelerare la smobilizzazione di denaro altrimenti fermo. E’ importante anche l’opportunità di analizzare un’ampia mole di dati grazie a software che seguono tutta la filiera del credito velocemente e senza avvalersi dell’elaborazione manuale, consentendo ai commerciali di capire su quali clienti orientare i loro sforzi.

Quali evoluzioni tecnologiche vede all’orizzonte per il credit management? 

I software esistenti per la gestione dei crediti sono già arrivati al massimo della loro espressione. Ma mai come nel 2021 i dati di bilancio saranno meno significativi rispetto al passato, a causa delle condizioni eccezionali che le imprese hanno dovuto affrontare nel 2020. Per questo, le tecnologie basate sui dati esistenti avranno difficoltà a interpretare correttamente quanto successo l’anno scorso. In futuro, più si accorperanno le banche dati, migliori saranno le opportunità di ricavare un quadro della clientela aderente a realtà.

E’ auspicabile un aumento dell’utilizzo degli strumenti esistenti, soprattutto da parte delle pmi. In tal senso, la nuova legislazione sulla crisi d’impresa potrebbe dare una spinta propulsiva verso il miglioramento dei sistemi di controllo di gestione delle pmi.

Gli esperti prevedono tutti un’ondata di NPE una volta scadute le moratorie governative ed entrata in vigore la nuova definizione di default. I credit manager italiani sono a suo avviso pronti a gestirle? 

E’ impossibile per i credit manager dell’Italia e in generale di tutto il mondo gestire una situazione straordinaria come quella che si è creata a seguito della pandemia da coronavirus. Ma una parte rilevante del credit management consiste nel calcolo del rischio, che gli operatori già effettuano in base alla loro conoscenza del mercato e del settore. Le difficoltà ci sono, ma non sono più grandi del passato. Ci sono situazioni nuove, ma non sono dovute a carenze del credit management italiano.

Quali obiettivi si è posta Acmi per il 2021?

Molteplici, ma i principali per il prossimo triennio sono tre. Innanzitutto, allargare la base di soci, in modo da offrire un miglior servizio facendo leva su una maggiore condivisione di informazioni. Il secondo obiettivo è estendere la collaborazione con altre associazioni a noi più vicine professionalmente, quali Andaf (Associazione nazionale direttori amministrativi e finanziari) e Aiti (Associazione italiana tesorieri d’impresa). L’ultimo è estendere la formazione in qualunque forma essa, soprattutto per le pmi. Al loro interno solitamente il ruolo del credit manager non esiste, ma è importante che chi ha questo compito abbia una formazione completa, in modo da potersi immedesimare in questo incarico, pur non avendo il titolo.

Può anticiparci qualche iniziativa di Acmi per il 2021? 

Abbiamo in programma di organizzare un evento nei primi 2 mesi del 2021 sull’analisi dello smart working, che coinvolge sempre più persone con funzioni amministrative e non, per capirne le prospettive, quante e quali aziende pensano di sfruttarlo anche in futuro. Ci piacerebbe poi esaminare la esame di legislazione sulla crisi di impresa. Come ogni anno ci sarà anche l’Acmi Day. Ci auguriamo di rivedere i nostri soci in presenza, ma in ogni caso ci atterremo a quanto richiesto dai vari decreti governativi ed eventualmente utilizzeremo lo streaming online.

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