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Zenith: +60 miliardi di Npl entro la fine del 2022

Nel 2022 lo stock di Npl nei bilanci delle banche italiane aumenterà del 33%: pesano i crediti deteriorati delle PMI già colpite dalla pandemia

Il terzo quadrimestre del 2022 si presenta difficile e preoccupante anche dal punto di vista degli Npl.

Le incertezze relative allo scenario geopolitico, economico e ambientale influenzerà anche il mercato dei crediti deteriorati, già messo a dura prova dalla pandemia. L’aumento dei prezzi dell’energia, delle materie prime e del denaro, nonché l’innalzamento dei tassi d’interesse, provocheranno un rallentamento dell’economia nella Zona Euro per gli ultimi mesi del 2022 e per tutto il 2023, come previsto dalle principali agenzie di rating a livello globale.

Tutto questo avrà un impatto non da poco sulle piccole medie imprese, in particolare per quelle che operano nei settori gravemente colpiti dalla crisi sanitaria, come il turismo, l’hospitality e la ristorazione. Con l’inflazione e il rallentamento dell’economia, aziende e famiglie avranno sempre più problemi a rimborsare i debiti contratti, rendendo più alto il rischio di insolvenza.

Sessanta miliardi di Npl in più entro fine anno

È questa, per sommi capi, l’analisi effettuata da Zenith Service, società d’intermediazione finanziaria, circa gli impatti della situazione attuale sul mercato dei crediti deteriorati. Dal report si evince che l’ammontare complessivo degli Npl nei bilanci delle banche italiane arriverà a circa 60 miliardi di euro entro dicembre 2022. Per l’anno prossimo si stimano cessioni di crediti non performig per circa 37 miliardi e circa 10 miliardi di transazioni relative ai crediti Utp.

“Le cartolarizzazioni di non performing loans, anche grazie al recente lancio delle cartolarizzazioni immobiliari, rimangono tra gli strumenti più efficaci al fine di smobilitare lo stock di Npl bancari, come dimostra la riduzione del non performing exposure (NPE) ratio italiano dal 16,8% del 2015 al 3,6% del 2021, dato certamente più allineato alla media europea che si attesta a 2,1% secondo la ricerca “Market Watch” di Banca Ifis” ha dichiarato Umberto Rasori, AD di Zenith Service.

La questione Gacs

Ancora in stallo invece il nodo Gacs. L’introduzione della garanzia statale sulle cartolarizzazioni di crediti deteriorati ha determinato un netto aumento delle operazioni. Ad oggi, le transazioni sostenute dalle Gacs hanno portato alla cessione di oltre 103 miliardi di euro di Npl. Tuttavia lo strumento, scaduto a giugno 2022, non è ancora stato prorogato. Il futuro delle Gacs resta ancora da definire, tra favorevoli, contrari e chi vorrebbe estenderle anche agli Utp.

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