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L’Europa proroga la Gacs al 2022

La Commissione Ue ha dato il via libera alla garanzia statale sulle cartolarizzazioni, che sarà valida fino al 14 giugno 2022

Nel giugno scorso è arrivata la tanto attesa luce verde della Commissione europea alla terza proroga della Gacs (Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze). Lo schema, ideato dall’Italia, punta ad agevolare le cartolarizzazioni di crediti deteriorati tramite garanzia pubblica su titoli privilegiati emessi da veicoli impegnati nello smaltimento degli Npl.




La garanzia è concessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) sulle passività emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione (art. 1 l. 130/1999), a fronte della cessione da parte delle banche dei crediti in sofferenza a una società veicolo (spv). La Gacs – incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta – copre i detentori dei titoli senior nell’ipotesi di mancato pagamento delle somme dovute per capitale e interessi. Lo strumento è stato previsto per la prima volta con il decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, prorogato fino al 6 marzo 2019. Con il decreto-legge 25 marzo 2019 n. 22, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 marzo 2019 n. 71, e convertito dalla legge n. 41/2019, la Gacs è stata rinnovata.

Per la Gacs è istituito un fondo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (affidato in gestione a Consap spa con una dotazione 220 milioni di euro, ulteriormente alimentato dai corrispettivi annui delle garanzie di volta in volta concesse. Le analisi condotte dalla Commissione europea hanno evidenziato che le garanzie pubbliche continuano a essere remunerate a termini in linea con quelli di mercato. Su questa base, è stata concessa l’autorizzazione che sarà valida fino al 14 giugno 2022. La Commissione ha confermato infatti che la misure non rientra tra gli aiuti di Stato ai sensi delle norme dell’Ue.

La luce verde europea alla Gacs era attesa: lo scorso aprile l’agenzia di stampa britannica Reuters aveva riferito che il governo italiano, impegnato da inizio 2021 con colloqui con Bruxelles, era fiducioso in una proroga della garanzia di Stato da parte dell’Europa. La Gacs del resto si è rivelata molto utile per lo smaltimento degli Npl: secondo la società di consulenza Kpmg, la misura ha aiutato gli istituti di credito a chiudere 35 transazioni, liberando il settore da 87 miliardi di euro lordi di Npl, di cui 16 miliardi nel 2020. A fine dell’anno scorso, i debiti garantiti dalla Gacs ammontavano a 10,4 miliardi di euro. Le garanzie pubbliche, secondo il Market Watch di Banca Ifis del gennaio scorso, hanno contribuito al rialzo al 36% dal 27% del 2019 del prezzo medio delle operazioni su Npl secured. Più in generale, la garanzia statale ha trasformato l’Italia nel maggiore mercato europei dei crediti deteriorati.

Le banche si stanno ora preparando per una nuova ondata di insolvenze causate dalla pandemia di coronavirus. Il Governo italiano ha recentemente reintrodotto per il 2021 i benefici fiscali per le cessioni di crediti deteriorati che sono scaduti a dicembre. Gli istituti di credito italiani hanno più volte richiesto un’estensione delle Gacs anche agli Utp, ma finora il loro appello non è stato raccolto né dai legislatori europei, nè dal Ministero del Tesoro, che temono che gli Utp sarebbero trattati alla stregua degli Npl dalle agenzie di rating. L’estensione delle Gacs agli Utp pertanto non è stata oggetto di negoziazione tra Roma e Bruxelles. Ricordiamo che gli Utp sono inclusi nel programma Hercules della Grecia, che replica lo schema Gacs dell’Italia, ed è stato anch’esso estero, fino a ottobre 2022.

“Il mercato accoglie con favore il rinnovo dello schema Gacs, ma spera che l’Italia trovi un modo per ampliare le misure di garanzia statale per includere anche i prestiti Utp. Prevediamo vendite di crediti deteriorati sostenute da Gacs per un valore di circa 20 miliardi di euro entro la fine dell’anno, coinvolgendo sia le banche più grandi che gli operatori più piccoli che possono riunirsi in accordi multi-originator”, ha spiegato all’agenzia Reuters Dario Spoto, partner di Kpmg Corporate Finance in Italia.




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