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Credito: l’approccio diverso di Synergy Key

Il mondo del credito, parte dell’enorme sistema economico-finanziario, è parecchio vasto, anche in nazioni che non brillano per essere alla testa dell’innovazione, come l’Italia, ma dove certamente questo mondo trova appieno la sua capacità di esplicitazione. 

Quest’ultima caratteristica è dovuta anche agli annosi problemi del debito pubblico (ma anche privato) italiano, ed a tutto ciò che si porta dietro, con i numerosi fallimenti bancari (ed aziendali, ahinoi…) dovute alle recenti crisi, in particolar modo quella finanziaria del 2008, quella dei debiti sovrani europei del 2011-2012 e quella pandemica del 2020.

All’interno di questo variegato mondo, vi sono però realtà che cercano di discostarsi dall’usuale operatività dei player del settore? Sicuramente sì. Ma quali?

Abbiamo fatto un’analisi dell’offerta presente sul credito italiano e, all’interno di una certa qual uniformità, abbiamo riscontrato una particolare eccezione. La società in questione si chiama Synergy Key.

Synergy Key è un’azienda nata dalla sintesi delle competenze e dell’esperienza acquisita nella gestione dei crediti aziendali del proprio team costituente; professionisti con competenze dedicate e specifiche, in grado di affrontare tutte le tematiche legate alla gestione dei crediti, e di supportare le aziende anche con un innovativo servizio di business intelligence.

E qual è l’aspetto esclusivo del modo di approcciarsi al mondo del credito di questa azienda? Per scoprirlo abbiamo deciso di intervistare il Dott. Andrea Bertola, CEO di Synergy Key.

Due parole su Synergy Key, per chi ancora non vi conoscesse…

Synergy Key gestisce il credito corporate da “zero” a “indeterminato” attraverso un sistema di intervento modulare e personalizzato, valorizzandone anche la fiscalità, quando necessario. 

Le nostre soluzioni sono pensate specificatamente per corporate, multinazionali ed enti pubblici, ma operiamo anche nel settore utilities, come punto di riferimento delle società operanti nel campo della erogazione di servizi quali acqua, energia elettrica e gas e, chiaramente, anche nel settore banking/NPL/UTP/NPE.

Inoltre, grazie alla licenza 134 TULPS, Synergy Key è in grado di aiutare i propri clienti attraverso informazioni commerciali a tutela del credito e a supporto dell’attività di recupero.

Ed in merito al credito, che poi è l’argomento principe che interessa chi ci legge?

La congiuntura economica attuale obbliga le aziende a una maggiore e puntuale attività di gestione del credito corrente sui clienti attivi. Tale attività richiede l’impiego di risorse specializzate di cui le aziende non sempre dispongono. Noi siamo un player in grado di supportare, discretamente e con alta professionalità, le aziende che intendono delegare queste attività di gestione del credito.

Possiamo essere il partner ideale per la gestione di tutte le attività di recupero credito, dalla fase stragiudiziale e giudiziale sino a quella del recupero IVA.

A quanto ne so, state diventando particolarmente attivi nell’ambito dei crediti ceduti, vero?

Esatto. La normativa italiana permette di alienare il credito ceduto a seguito di atto già perfezionato, oppure di invio della lettera-proposta irrevocabile di cessione (articolo 101, comma 5 TUIR).

Quali vantaggi ci sono?

Tale perdita, riportata a costo, abbatte la base imponibile del reddito di impresa generando un risparmio fiscale, oggi pari al 24% (attuale aliquota di impresa IRES), dell’importo ceduto.

Tale misura potrà risultare molto utile per “compensare” dei debiti con l’Erario attraverso la cessione dei crediti di difficile riscossione.

L’importo è deducibile fiscalmente già nell’anno di cessione del credito.

E qualora non fosse possibile usufruire integralmente dei benefici fiscali derivanti dalla cessione nell’anno di effettuazione della stessa, questi verranno persi oppure no?

Qualora i debiti dell’Azienda nei confronti dell’Erario nell’anno della cessione non fossero sufficienti a coprire integralmente oppure anche solo parzialmente il credito IRES maturato in forza della cessione, il credito eccedente rispetto al diritto maturato nell’anno della cessione potrà comunque essere goduto dall’Azienda anche degli anni successivi, in accordo a quanto previsto all’art. 84 TUIR. 

Ma c’è di più, vero?

Esatto. Soprattutto la cessione, eseguita nel pieno rispetto della normativa vigente, permetterà la cancellazione dei crediti dal bilancio dell’Azienda nella maniera corretta così come previsto dall’ordinamento in termini di obblighi della corretta gestione delle tenute contabili.

Qualora invece l’Azienda decida di alienare – parzialmente oppure in toto – il proprio credito incagliato e/o obsoleto attraverso un’operazione di messa a perdita gestita in proprio e nei limiti di importo previsti dalla normativa, potrà essere chiamata dagli Organi competenti a dimostrare di avere espletato tutti i necessari tentativi di recupero, tali da giustificare la messa a perdita stessa delle posizioni creditizie alienate.

Se l’ho seguita bene, quindi, non sbaglio quando dico che in questo modo si valorizza la cessione di un credito obsoleto od incagliato?

Assolutamente no, non sbaglia affatto. La cessione del credito, qualora adeguatamente utilizzata, può essere considerata come un valido strumento di valorizzazione del credito obsoleto/incagliato, e di mitigazione del rischio aziendale correlato al credito.

Venendo ora ad aspetti più pratici, ci può dare un’idea di come si svolge il processo che ci ha descritto?

Ovviamente la procedura dipende dalle scelte strategiche dell’azienda che detiene i crediti e dall’impostazione tecnica che si decide di dare all’operazione, valutata insieme ai propri professionisti di riferimento.

Per poter realizzare quanto sopra nel pieno rispetto della normativa vigente e al fine di massimizzare le possibilità di recupero, Synergy Key normalmente propone un progetto che si articola in due fasi distinte e consecutive: 

  1. Un’attività straordinaria di recupero stragiudiziale del credito incagliato/obsoleto che, nel pieno rispetto della normativa vigente e delle migliori pratiche etiche, non lascia nulla di intentato in ambito recuperatorio
  2. Al termine della prima fase, il cliente potrà esercitare un diritto di cessione, ad un prezzo precedentemente concordato, dei crediti non recuperati che sono stati oggetto dell’attività prima descritta.

Volendo dare una rappresentazione ancora più schematica, l’intero processo potrebbe essere sintetizzato come segue:

Però, da quanto ne sappiamo, questa gestione, a livello aziendale, non può essere fatta in autonomia, anche perché richiederebbe svariate persone, con i costi annessi…

Lei ha ragione. Si tratta di uno strumento tecnicamente complesso e multidisciplinare che, per essere maneggiato correttamente, richiede la collaborazione coordinata dei molteplici attori coinvolti: la Direzione Aziendale, il CDA, il CFO, il Credit Manager, il Commercialista, la Società di Revisione, il Service di Recupero, il Legale e il Cessionario.

E’ quindi auspicabile confrontarsi e avvalersi sempre di professionisti qualificati e ben coordinati tra di loro, che possano valutare al meglio le situazioni specifiche e che possano indicare la strada corretta da intraprendere, nell’interesse dell’Azienda e nel pieno rispetto della normativa vigente.

(Contenuto in collaborazione con Synergy Key)

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