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Bonus bebè 2026

Bonus bebè 2026: come richiedere i 1.000 euro e quale ISEE presentare

L’INPS ha aperto il canale per il bonus bebè 2026. Cambia l’ISEE richiesto – non più minorenni ma per prestazioni familiari – e si allarga la platea dei beneficiari. Ecco tutti i dettagli.

Via libera al nuovo bonus bebè: dal 14 aprile 2026, le famiglie possono presentare domanda all’INPS per il contributo una tantum da 1.000 euro per ogni nuovo nato, adottato o in affido preadottivo, nel corso del 2026. La misura viene confermata per l’anno in corso e diventa più strutturale con un plafond di 360 milioni di euro. Si affianca all’Assegno unico universale – con cui è pienamente cumulabile – contribuendo così ad aumentare il sostegno complessivo per i primi mesi di vita del bambino.

La principale novità, legata al nuovo bonus bebè, riguarda il parametro reddituale: da quest’anno non è più sufficiente l’ISEE minorenni, occorre il nuovo ISEE specifico per le prestazioni familiari, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.

L’INPS ha chiarito requisiti e modalità operative della misura nella circolare n. 45 del 10 aprile 2026.

Il nuovo ISEE per prestazioni familiari: cosa cambia

Il nuovo ISEE – detto anche ISEE inclusione sociale – si applica a cinque prestazioni specifiche: oltre al bonus nuovi nati, anche all’Assegno di inclusione, al Supporto per la formazione e il lavoro, all’Assegno unico universale e al bonus asilo nido. Rispetto all’ISEE ordinario, il nuovo indicatore prevede franchigie più alte (fino a 120.000 euro) sulla casa di proprietà e maggiorazioni rafforzate per famiglie con più figli.

Inoltre, dalla modalità di calcolo vengono esclusi gli importi percepiti con l’Assegno unico universale. Ciò comporta un potenziale allargamento della platea, che permette alle famiglie escluse nel 2025 per superamento della soglia, di rientrare nel perimetro dei beneficiari nel 2026.

Resta invece invariato il tetto ISEE a 40.000 euro. Per ottenere l’indicatore aggiornato è sufficiente presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) dopo la nascita del figlio, in modo tale che il nuovo componente sia incluso nel nucleo familiare. Se al momento della domanda l’ISEE specifico non è ancora stato elaborato, la richiesta può essere validamente inoltrata, purché sia già stata presentata la DSU per il calcolo dell’ISEE minorenni con il figlio presente.

Infine il bonus non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF e non incide su altre prestazioni collegate al reddito.

A chi spetta il bonus: tutti i requisiti aggiornati

I requisiti di base per poter beneficiare del bonus bebè 2026 non sono cambiati, tuttavia la circolare INPS ha chiarito nel dettaglio le specifiche categorie a cui spetta:


• cittadini italiani;
• cittadini di uno Stato dell’Unione europea o loro familiari con diritto di soggiorno o soggiorno permanente;
• cittadini extra UE con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
• titolari di permesso unico di lavoro o di permesso per motivi di ricerca con durata superiore a sei mesi;
• cittadini extra UE con permessi di soggiorno di durata non inferiore a un anno, anche se non espressamente indicati dalla norma;
• rifugiati politici, apolidi e titolari di protezione internazionale, equiparati ai cittadini italiani.

La residenza continuativa in Italia è un requisito fondamentale che deve essere rispettato dalla data dell’evento (nascita, adozione o affido), fino alla presentazione della domanda. Nel caso di adozione su territorio italiano vale la data di ingresso del minore nel nucleo familiare, mentre per le adozioni internazionali la data di riferimento è la trascrizione del provvedimento nei registri dello stato civile. Il contributo è riconosciuto anche per i minori deceduti prima della presentazione della domanda, purché prima del decesso sia stata presentata la DSU.

Dal punto di vista dell’erogazione, a differenza del precedente bonus bebè che prevedeva un pagamento mensile per più anni, assume una forma più semplice: un unico pagamento, pensato per offrire un supporto concreto e immediato alle famiglie nel momento in cui si trovano ad affrontare le prime spese.

Quando e come presentare la domanda per il bonus bebè

La domanda può essere presentata a partire dal 14 aprile 2026 attraverso il portale INPS con identità digitale SPID di livello 2 o superiore, CIE 3.0, CNS o eIDAS; tramite l’app INPS Mobile (funzione Bonus nuovi nati); tramite il Contact Center multicanale; oppure attraverso i patronati. La domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, da uno dei due genitori, o da quello convivente con il figlio in caso di separazione, entro 120 giorni dalla data dell’evento.

Per i nati nella prima parte del 2026, prima dell’apertura del servizio, il termine dei 120 giorni decorre dalla data di pubblicazione del messaggio INPS che annuncia l’operatività del portale, non quindi dalla data di nascita. In presenza di più figli, va presentata una domanda per ciascun figlio. Una volta inoltrata la richiesta, è possibile monitorarne lo stato di lavorazione e aggiornare le modalità di pagamento (accredito su IBAN o bonifico domiciliato) direttamente online, attraverso i canali dell’istituto.

Le domande verranno accolte in ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento dei fondi.

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