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Annual Unirec 2026 Milano

UNIREC: in gestione in Conto Terzi importi per 188 miliardi di euro pari all’8,3% del PIL italiano

Salgono a 22 miliardi di euro gli importi recuperati (+5%). La performance media sale al 12%, il valore più alto mai registrato dall’inizio dell’osservazione, e la produttività delle piattaforme di recupero sale al 15%.

Emerge una maggiore granularità dei crediti affidati: importi medi in riduzione e incremento delle posizioni nella fase iniziale del ciclo del credito.

Nel 2024, i ricavi delle Associate crescono del 9,4% rispetto ad una contrazione media del -3,9% degli altri operatori di mercato.

In occasione dell’Annual di UNIREC, l’Associazione di Confindustria Sit che rappresenta le aziende di gestione del credito.

L’incontro, aperto dal Presidente Cristian Bertilaccio, si è svolto presso l’Auditorium di Assolombarda e ha riunito circa 400 tra i principali operatori della filiera, rappresentanti delle istituzioni ed economisti per un confronto sul ruolo strategico della credit industry nel sostenere la crescita economica del Paese e per la presentazione dei dati del XVI Rapporto sul settore.

“Nel corso del 2025 il comparto ha registrato un significativo incremento della produttività con una crescita del 15% e delle performance medie, che salgono al 12%. Complessivamente, il valore dei crediti gestiti rappresenta l’8,3% del PIL, a conferma del ruolo delle società di gestione del credito quale attore fondamentale dell’infrastruttura economica del Paese. I dati evidenziano la capacità dell’Industry di poter accogliere nuove sfide estendendo auspicabilmente in futuro il proprio contributo anche alla gestione dei crediti erariali”, ha dichiarato Cristian Bertilaccio, Presidente di Unirec.

Il mercato della gestione del credito in Italia

La fotografia del settore restituita dal XVI Rapporto UNIREC realizzato con Nomisma, fa emergere come l’attività di recupero in Conto Terzi (C/III)[1] conferma nel 2025 il salto dimensionale già registrato nell’anno precedente, con un assestamento sui 188 miliardi di euro di crediti affidati (-1% rispetto al 2024) e 22 miliardi recuperati (+5%), che corrispondono rispettivamente all’8,3% e all’1% del PIL italiano a prezzi di mercato a valori correnti.

Più nel dettaglio, la dinamica congiunta tra crescita delle pratiche e leggera flessione del valore aggregato segnala un progressivo cambiamento dei portafogli affidati: le imprese del comparto intervengono in fasi più precoci del ciclo del credito su valori più contenuti. Questo fenomeno è coerente con l’evoluzione regolamentare degli ultimi anni, calendar provisioning, recepimento della direttiva NPL, focus della vigilanza sul controllo precoce delle posizioni deteriorate, che ha spinto i soggetti finanziari a esternalizzare anche attività un tempo gestite internamente.

Nel dettaglio, le attività in Conto Terzi si distinguono in due tipologie: C/III Cessionario, quando la gestione del credito viene svolta per conto di un soggetto terzo che ha acquistato il credito dall’originator, come ad esempio un fondo, e C/III Originator, quando il mandato è conferito direttamente dal soggetto che ha originato il credito.

Nel 2025 le pratiche affidate alle Associate in C/III Originator sono state 36,5 milioni (+7% rispetto al 2024) per un controvalore complessivo di 74,9 miliardi di euro (+3%), rappresentando il 40% dei casi gestiti, ma concentrando l’80% degli importi complessivamente recuperati.

Nel C/III Cessionario il fenomeno della maggiore granularità è più marcato: le Associate hanno gestito 15,3 milioni di pratiche (+27%) – per importi individuali più contenuti – pari a 113,3 miliardi di euro complessivi (-4% rispetto al 2024).

Per quanto riguarda il rapporto tra importi recuperati e affidati, nel 2025 si registra un ulteriore miglioramento della performance, che sale al 12%nuovo massimo del periodo di osservazione e in crescita rispetto all’11% del 2024 e al 10% del biennio 2022-2023.

Nel 2025 il ticket medio dei crediti affidati per il recupero scende a 3.635 euro, in calo del 12% rispetto ai 4.135 euro del 2024 e in continua flessione dal picco di 4.696 euro toccato nel 2023, in linea con la tendenza sempre più consolidata di intervenire in fasi più precoci del ciclo del credito.

Aumenta la produttività del settore che ha raggiunto un nuovo massimo storico, con una media di 4.615 pratiche gestite per addetto operativo, in crescita del 15% rispetto al 2024. Questo riflette il progressivo efficientamento dei processi, grazie alla digitalizzazione, all’automazione delle attività a minor valore aggiunto e a una più efficace segmentazione dei portafogli; richiama, tuttavia, l’attenzione sulla sostenibilità dei carichi di lavoro per le posizioni più complesse (crediti secured, posizioni con contenzioso in corso).

In termini di Committenza, si conferma e si rafforza la netta dominanza dei settori Bancario e Finanziario, che insieme superano l’80% del valore complessivo. Il restante 20% si distribuisce principalmente tra Utility/Tlco (9%), Leasing (4%), Commerciale (4%), Assicurativo e PA (1%).

Cambia il paradigma nel C/III Cessionario: il Finanziario sopravanza il Bancario sui valori affidati (54% contro il 38%) e recuperati (55% contro il 28%) segnalando la progressiva sostituzione del ciclo delle cessioni bancarie NPL con il nuovo ciclo delle cessioni di credito finanziario specializzato.

A livello di risorse umane gli addetti complessivi raggiungono le 16.112 unità, in crescita del 2%. Emerge, tuttavia, una contrazione della capacità operativa sulla Home Collection, unica piattaforma che registra un calo di addetti del 4%. La Phone Collection (attività di recupero a distanza e via telefono) si conferma dominante: 84% del numero delle pratiche (+1%) e 44% degli importi (+4%), mentre resta stabile il Master Legal (37%).

Nel 2025 le donne rappresentano in media il 62% degli addetti (+1%). Più contenuta ma in miglioramento la presenza femminile nelle posizioni apicali, con il 31% dei ruoli dirigenziali e dei membri del CDA (dal 28% del 2024, +3%).

La distribuzione geografica delle pratiche vede un divario tra il numero e il loro valore complessivo ed evidenzia caratteristiche differenti nelle diverse aree del Paese. La Campania si colloca al primo posto per numero, mentre la Lombardia mantiene la leadership in termini di valore. Questo conferma che nel Sud prevalgono posizioni granulari, più numerose ma di importo unitario contenuto, mentre nel Nord i portafogli risultano più concentrati e caratterizzati da esposizioni di maggiore entità. Il quadro regionale conferma una traiettoria di efficienza diffusa, con la sola eccezione della Sicilia che vede arretrare la performance sulle pratiche dal 37% al 34%.

Per quanto riguarda i portafogli in Conto Proprio –ovvero quando è l’impresa stessa che gestisce il credito che ne è anche proprietaria – in questo caso si assiste ad una sostanziale tenuta del valore nominale, a conferma di un riposizionamento verso crediti di maggiore taglio unitario e maggiore redditività attesa. Lo stock complessivo gestito è in solida espansione e vede una crescita sia in termini di numero di pratiche in portafoglio, che salgono a 10,7 milioni dagli 8,9 del 2024 (+20%), sia di valore nominale, che cresce del 18% raggiungendo i 34,9 miliardi di euro (dai 29,6 del 2024).

Sviluppo e andamento economico delle imprese

Il fatturato del settore risulta fortemente concentrato sull’attività caratteristica di recupero crediti, che nel 2024 rappresenta il 94% dei ricavi complessivi ed è pari ad oltre 2,6 miliardi di euro (+2,5%).

Emerge un progressivo allargamento del perimetro di attività delle Associate, che iniziano ad estendersi verso servizi complementari alla gestione del credito – dalla raccolta e fornitura di informazioni commerciali all’attività di due diligence, fino al supporto nella gestione di portafogli performing.

I processi di concentrazione all’interno del settore continuano e dal Rapporto emerge che le imprese con fatturato sopra i 20 milioni di euro, pur rappresentando il 16% delle associate, generano l’80% del fatturato totale rispetto al 77% del 2023.

Sul fronte della reddittività il Rapporto evidenzia come la provvigione media sugli importi recuperati per attività in conto terzi scende e si attesta al 3,1% rispetto al 3,9% del 2024, evidenziando una riduzione del 20%. Dal Rapporto si evince infine che la quota di ricavi riconducibile alle Associate Unirec passa dal 67% nel 2020 al 77% nel 2024, confermando una crescente concentrazione del fatturato nelle imprese aderenti all’Associazione. Nel 2024, i ricavi delle Associate crescono del 9,4% su base annua, mentre quelli delle imprese non associate registrano una contrazione (-3,9%), contribuendo ad ampliare ulteriormente il divario tra i due aggregati.


[1] Per C/III si intende un mandato conferito da un terzo committente esterno proprietario del credito.

(Fonte: comunicato stampa)

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