Il private credit continua a crescere in Europa e le esposizioni delle grandi banche restano contenute. Secondo S&P Global Ratings, l’attenzione si concentra soprattutto sui prestiti alle società software, saliti da 8 a oltre 500 miliardi di dollari dal 2015 al 2025.
Private credit: esposizioni pari al 2% dei prestiti delle grandi banche europee
Per le principali banche europee il private credit rappresenta, almeno per ora, un rischio considerato gestibile. È quanto emerge dall’ultimo report di S&P Global Ratings, secondo cui le esposizioni dirette degli istituti verso il comparto restano contenute e lontane da uno scenario di rischio sistemico.
L’agenzia di rating stima che i sette maggiori gruppi bancari europei abbiano esposizioni complessive pari a circa 108 miliardi di euro, valore che rappresenta il 2% dei prestiti alla clientela. La quota più elevata appartiene a Deutsche Bank, con 25,9 miliardi di euro, pari al 5,4% del portafoglio prestiti. Seguono BNP Paribas con 22 miliardi (2,5%) e Barclays con 16 miliardi di sterline (3,6%). Più contenute le esposizioni di Société Générale, HSBC, Banco Santander e Crédit Agricole.
Secondo S&P, i dati risultano coerenti con le stime del Financial Stability Board, che di recente ha quantificato in circa 130 miliardi di dollari le esposizioni delle banche di Eurozona e Regno Unito verso il settore.
Le esposizioni risultano inoltre concentrate in un numero limitato di grandi istituti e sono assistite da garanzie, con livelli di loan-to-value moderati. Nel caso dei finanziamenti di portafoglio, il rapporto tra prestito e valore delle attività sottostanti si colloca in media tra il 50% e il 60%, elemento che contribuisce a mantenere basso il rischio di credito.
Società software e fondi privati al centro delle nuove criticità
Il quadro delineato da S&P resta prudente, pur evidenziando alcuni elementi di crescente vulnerabilità. Il principale fattore di attenzione riguarda la forte concentrazione dei prestiti concessi dai fondi di private credit alle società software.
Secondo le stime della Banca dei Regolamenti Internazionali, i prestiti globali concessi da fondi di credito privato alle aziende software sono passati da quasi 8 miliardi di dollari nel 2015 a oltre 500 miliardi a fine 2025, arrivando a rappresentare circa il 19% dei prestiti diretti complessivi del settore.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta infatti mettendo sotto pressione alcuni modelli di business tradizionali del settore software. Questo scenario ha iniziato a sollevare dubbi sulla qualità di parte dei portafogli finanziati attraverso il private credit, generando tassi di rimborso elevati in alcuni fondi.
S&P richiama inoltre due casi recenti che hanno coinvolto HSBC e Barclays. Nel primo trimestre 2026 HSBC ha registrato accantonamenti per 400 milioni di dollari legati al collasso di Market Financial Solutions, società britannica attiva nei finanziamenti immobiliari non bancari. Barclays ha invece comunicato accantonamenti pari a 228 milioni di sterline sulla stessa vicenda, riferiti a una distinta operazione di finanziamento.
Secondo l’agenzia, in un contesto macroeconomico meno favorevole, un numero crescente di operatori non bancari potrebbe registrare un deterioramento dei propri portafogli crediti. Le banche, pur occupando una posizione più protetta grazie alle garanzie ricevute, resterebbero comunque esposte a possibili effetti negativi.
Accantonamenti e controlli in aumento sul mercato del private credit
La rapida crescita del private credit negli ultimi anni è stata sostenuta anche dal finanziamento bancario ai fondi specializzati. In Europa gli asset gestiti dal settore sono passati da circa 300 miliardi di dollari a fine 2020 a circa 500 miliardi a fine 2025.
Le banche intervengono attraverso diverse forme di finanziamento. Tra queste figurano i finanziamenti garantiti dai portafogli di prestiti originati dai fondi e le subscription line, strumenti utilizzati come ponte temporaneo prima del richiamo dei capitali dagli investitori.
Nonostante le perdite storicamente contenute, il mercato sta entrando in una fase più delicata. Diverse grandi banche europee hanno annunciato una revisione dei portafogli esistenti e una minore propensione ad assumere nuove esposizioni nel comparto del finanziamento ai fondi.
Anche le autorità di regolamentazione stanno intensificando le verifiche sul settore. Secondo S&P, questo scenario potrebbe determinare nuovi accantonamenti nei prossimi trimestri, pur restando entro livelli considerati sostenibili.










