Il mercato italiano degli NPL sta diventando sempre più maturo, selettivo e orientato alla specializzazione. Ce ne ha parlato Domenico Martire, Head of Operations di Reinvest, in occasione della CreditWeek 2026.
Dopo anni caratterizzati dalla riduzione degli stock nei bilanci bancari, il settore si sta progressivamente spostando da una logica basata sui volumi a un approccio che privilegia la qualità dei dati, la segmentazione dei portafogli e la capacità dei servicer di adattare le strategie agli obiettivi degli investitori.
Martire ha evidenziato alcuni dei principali trend che stanno ridefinendo il mercato, tra cui la crescita del secondario e la maggiore focalizzazione su specifiche asset class, che richiedono competenze sempre più specialistiche. A questo si aggiunge il crescente impatto della regolamentazione, che, con l’introduzione della figura del gestore dei crediti in sofferenza, sta trasformando la gestione degli NPL in un’attività di valorizzazione degli asset, nella quale competenze operative, immobiliari e legali diventano elementi fondamentali per massimizzare i risultati.
Guardando alle prospettive future, Martire ha individuato nuove opportunità nei portafogli secured con sottostanti immobiliari, nelle operazioni single name e nello sviluppo del mercato degli UTP. In questo contesto, la tecnologia e gli strumenti di intelligenza artificiale svolgono un ruolo sempre più rilevante, supportando l’analisi dei dati e l’automazione dei processi. Il fattore umano e le competenze del gestore continuano, comunque, a rappresentare un elemento centrale, confermando come l’innovazione debba essere intesa come un acceleratore delle decisioni e non come un sostituto dell’esperienza professionale.
(Contenuto realizzato in collaborazione con Reinvest)
