di:  

Bonus fiscali 2027

Bonus fiscali 2027: detrazioni edilizie in calo e spesa ridotta di 40 miliardi entro il 2028

Dal 2027 il sistema delle agevolazioni fiscali entra in una nuova fase: diminuiscono le detrazioni edilizie e si riduce il costo complessivo dei bonus. Restano tutelate le misure sociali, mentre per i contribuenti diventa decisivo programmare con attenzione tempi e spese.

Bonus fiscali 2027: aliquota al 36% sulla prima casa e al 30% sugli altri immobili

I bonus fiscali 2027 rappresentano una fase di svolta nel processo di revisione delle agevolazioni tributarie. Per le spese sostenute nel corso dell’anno, la detrazione per gli interventi edilizi scenderà al 36% per l’abitazione principale, se il contribuente è titolare della proprietà o di un altro diritto reale di godimento. Per gli altri immobili, invece, l’aliquota sarà del 30%.

Il limite di spesa rimane fissato a 96.000 euro per unità immobiliare nel triennio 2025-2027. Dal 2028 al 2033, la detrazione sarà del 30% e il tetto scenderà a 48.000 euro. Dal 2034 l’aliquota tornerà al 36%, su un massimo di 48.000 euro.

La differenza incide su chi pianifica lavori tra il 2026 e il 2027. Per una ristrutturazione da 40.000 euro sull’abitazione principale, il beneficio passa da 20.000 euro nel 2026 a 14.400 euro nel 2027. Su un altro immobile, la detrazione scende da 14.400 a 12.000 euro. L’anno della spesa diventa centrale nella valutazione dell’intervento.

Bonus edilizi: costo da 37,9 miliardi nel 2026 a 12,4 miliardi nel 2028

La riduzione delle detrazioni si inserisce in un sistema fiscale caratterizzato da un numero elevato di agevolazioni. Secondo il Rapporto annuale sulle spese fiscali della Commissione tecnica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2026 lo Stato rinuncerà a 129,7 miliardi di euro di gettito per finanziare 573 misure.

Molte di queste hanno un impatto limitato: il 24,3% costa meno di 10 milioni l’anno e per circa un quarto non esiste una stima precisa. La spesa è però concentrata su poche voci: 23 agevolazioni, pari al 4% del totale, assorbono l’83% delle risorse.

Tra queste, il peso maggiore è rappresentato dai bonus edilizi, come superbonus, ecobonus, sismabonus e ristrutturazioni, che incidono per 53,24 miliardi di euro tra minori entrate Irpef e Ires.

Il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi riordina le disposizioni sul recupero edilizio. Tra il 2026 e il 2028, il costo delle agevolazioni è destinato a scendere da 129,7 a 87,6 miliardi, con una riduzione di 42,1 miliardi, pari al 32,4%. La componente Irpef dei bonus casa passerà da 37,9 miliardi nel 2026 a 27,4 miliardi nel 2027, fino a 12,4 miliardi nel 2028. Nello stesso anno, il costo del bonus facciate sarà azzerato.

Detrazioni fiscali: confermate le tutele per famiglie e redditi medio-bassi

La revisione non colpisce tutte le misure in modo uguale. L’impostazione descritta dal Governo tutela i redditi medio-bassi e il nucleo familiare. I benefici in busta paga ai lavoratori dipendenti restano invariati, così come l’assegno unico, che continua a non concorrere alla base imponibile Irpef.

Restano escluse dai tagli le pensioni di guerra, esenti per 3,9 miliardi di euro l’anno, e la detrazione del 19% sulle spese mediche, che costa 5 miliardi annui. Le detrazioni per i redditi medi valgono 8,5 miliardi, mentre il trattamento integrativo in busta paga pesa per circa 4 miliardi.

Il riordino comprende anche misure ambientali. È stato eliminato il precedente vantaggio sulle accise del gasolio rispetto alla benzina. L’Iva sullo smaltimento in discarica e sull’incenerimento senza recupero energetico sale dal 10% al 22%, con possibili effetti sulle tariffe dei rifiuti. Per i veicoli aziendali con emissioni più alte è prevista una tassazione maggiore.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO!