Il contante resta il mezzo di pagamento più accettato nei punti vendita dell’area euro e recupera terreno dopo la pandemia. Intanto cresce con forza il digitale, ormai accettato dal 68% delle aziende. Italia e Grecia guidano la classifica del cash.
Pagamenti in contante: accettati dal 92% dei punti vendita in Europa
La trasformazione digitale dei pagamenti non sembra destinata, almeno per ora, a mettere fuori gioco banconote e monete. Secondo l’ultima indagine della Banca centrale europea, nel 2026 il 92% delle aziende dell’Eurozona con punti vendita fisici accetta pagamenti in contante, in aumento rispetto al 90% del 2024.
Il sondaggio è stato condotto tra febbraio e aprile su un campione di 8.205 aziende in 21 Paesi dell’area euro e ha coinvolto attività del commercio al dettaglio, ristoranti e caffè, hotel, oltre ai settori dell’arte, dell’intrattenimento e del tempo libero. I risultati indicano una ripresa dell’accettazione del cash dopo la flessione osservata durante e dopo la pandemia, quando numerose attività avevano incoraggiato o imposto il ricorso a strumenti elettronici anche per ridurre il contatto fisico e rendere più rapide le operazioni alla cassa.
Nel complesso, il contante rimane il metodo di pagamento più diffuso tra le imprese con punti vendita fisici dell’area euro. Il primato spetta a Italia e Grecia, entrambe con un tasso di accettazione del 99%. All’estremo opposto si collocano il Belgio (81%) e Cipro (76%).
Pagamenti digitali quasi raddoppiati dal 2024 al 2026
Se il contante recupera terreno, la vera accelerazione riguarda però gli strumenti digitali. L’accettazione delle carte di pagamento è rimasta sostanzialmente stabile all’88% tra il 2024 e il 2026, confermandone il ruolo ormai consolidato nei punti vendita. In questa categoria rientrano carte di debito, carte di credito e prepagate, attraverso le quali l’importo viene addebitato su un conto o su una linea di credito.
Più marcato è il progresso degli altri pagamenti digitali, la cui accettazione è quasi raddoppiata in due anni, passando dal 36% del 2024 al 68% del 2026. Tra queste soluzioni figurano applicazioni di pagamento, portafogli digitali utilizzabili attraverso smartphone e smartwatch e altri strumenti che consentono di trasferire denaro senza ricorrere al contante o alla carta fisica.
La crescita è accompagnata da precise scelte organizzative delle imprese. Il 25% delle aziende dell’area euro dichiara infatti di avere adottato iniziative volte a promuovere i pagamenti digitali. Fra queste rientrano gli investimenti in casse che consentono esclusivamente pagamenti senza contante e la riduzione del numero di casse presso cui è possibile pagare in cash.
Secondo il quadro delineato dall’indagine, per le imprese gli strumenti elettronici e digitali possono offrire vantaggi legati alla gestione della cassa, alla tracciabilità delle transazioni e alla sicurezza. Al tempo stesso, la diffusione delle diverse modalità di pagamento amplia per i consumatori le possibilità di scelta al momento dell’acquisto.
I motivi per cui le aziende accettano i contanti
L’indagine della BCE approfondisce anche le ragioni che orientano le aziende nella scelta dei metodi da accettare. La considerazione indicata più spesso riguarda le preferenze dei consumatori, citate dal 26% delle imprese, seguita dalla sicurezza (22%), e dalla facilità d’uso (15%).
Rispetto alle alternative digitali, le aziende riconoscono inoltre al contante alcuni vantaggi specifici, fra cui privacy e affidabilità.
Il quadro cambia tra le imprese che non accettano banconote e monete. La motivazione citata con maggiore frequenza è lo scarso utilizzo da parte dei clienti, indicato dal 36% delle imprese. Il 35% considera invece scomodo o difficile depositare o prelevare denaro contante. Fra le criticità figurano anche il rischio di errori nel dare il resto (32%) e i problemi legati alla sicurezza del cash (29%).
La aziende che accettano il cash prevedono di accettarlo anche tra cinque anni
La presenza dei pagamenti in contante sembra destinata a proseguire anche nel medio periodo. Tra le imprese che oggi accettano cash nelle proprie sedi fisiche, il 92% ritiene che continuerà a farlo nei prossimi cinque anni. Solo il 6% prevede di interromperne l’accettazione, mentre il restante 2% non è ancora certo della scelta futura.
Nella maggior parte dei Paesi anche la grande maggioranza delle PMI dichiara di voler continuare ad accettare il contante. Esistono però alcune eccezioni. A Cipro, il 51% delle aziende interessate afferma che potrebbe smettere di farlo, quota che scende al 23% in Grecia e al 18% in Bulgaria.
La BCE richiama però l’attenzione su un altro fenomeno. Sebbene la maggior parte delle imprese continui ad accettare banconote e monete, i consumatori potrebbero percepire una minore disponibilità del servizio perché alcune aziende hanno reso meno agevole il pagamento in cash. Secondo l’analisi, occorre quindi evitare che la crescente automazione dei sistemi di pagamento finisca per ostacolare il contante come opzione utilizzabile.
È in questo scenario di coesistenza tra strumenti tradizionali e nuove soluzioni che si inserisce anche il progetto dell’euro digitale. Pietro Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e responsabile della task force dedicata al progetto, lo aveva definito un mese prima un’“opportunità di scelta”, sottolineando l’importanza di poter disporre di questa possibilità.
