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Venture capital italiano: 813 milioni investiti in 145 round nel primo semestre 2026

Il venture capital italiano chiude il primo semestre 2026 con 813 milioni di euro raccolti in 145 operazioni. Crescono i round, mentre il capitale si concentra sulle startup più mature. Software, intelligenza artificiale, Smart City e FinTech guidano il mercato.

Venture capital italiano: 813 milioni investiti in 145 operazioni

Il venture capital italiano archivia il primo semestre del 2026 con 813 milioni di euro investiti in 145 round, ossia operazioni attraverso cui una startup raccoglie nuovi capitali. Il dato emerge dall’Osservatorio Trimestrale sul Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital con Italian Tech Alliance, e conferma un inizio d’anno positivo per l’ecosistema delle imprese innovative.

Nel secondo trimestre sono state concluse 76 operazioni, contro le 69 registrate nei primi tre mesi dell’anno. Il capitale investito tra aprile e giugno si è attestato a 402 milioni di euro, poco sotto i 411 milioni del primo trimestre. Al netto dei mega round, ossia delle operazioni di importo molto elevato, si tratta del secondo miglior trimestre di sempre.

La crescita del numero delle transazioni, insieme all’aumento dei valori medi e mediani, segnala una progressiva maturazione del mercato. Il quadro mostra una maggiore continuità nelle operazioni e una distribuzione del capitale capace di sostenere sia le realtà nelle fasi iniziali, sia le imprese già strutturate.

Le fasi Pre-seed e Seed, che riguardano i primi momenti di sviluppo di una startup, rappresentano il 59% dei round. La maggior parte delle operazioni continua quindi a concentrarsi sulle imprese più giovani, impegnate a consolidare il progetto, sviluppare il prodotto e verificare la tenuta del proprio modello di attività.

Startup italiane: Serie A e Serie B+ raccolgono il 68% dei capitali

Se il numero maggiore di operazioni riguarda le fasi iniziali, la quota principale delle risorse si concentra sulle startup che hanno già raggiunto un livello più avanzato. Le operazioni di Serie A e Serie B+ hanno raccolto 550 milioni di euro, pari al 68% degli investimenti complessivi, pur rappresentando solo il 21% delle transazioni.

Nel dettaglio, i round di Serie A hanno attirato 276 milioni di euro, mentre quelli di Serie B+ hanno raggiunto 274 milioni. La distribuzione indica che gli investitori destinano importi più elevati alle imprese che hanno già dimostrato capacità di crescita, presenza sul mercato e prospettive di sviluppo definite.

Il software resta il settore più dinamico, con il 25% dei round. In questa categoria rientrano anche l’intelligenza artificiale e il machine learning. Per capitale raccolto assumono rilievo anche Smart City e FinTech.

Tra le principali operazioni del secondo trimestre figurano WeRoad, con un round Serie C da 50 milioni di euro, Smartness, con 47 milioni in Serie B, e Lexroom, con 43 milioni sempre in Serie B. Questi investimenti contribuiscono a spiegare la concentrazione delle risorse nelle fasi più mature.

Venture capital europeo: 44 miliardi raccolti e AI al 60% degli investimenti

Il mercato italiano si inserisce in un quadro europeo in crescita. Nel primo semestre del 2026, il venture capital continentale ha raccolto 44 miliardi di euro in 5.330 round, raggiungendo il livello più alto dal 2022. L’intelligenza artificiale ha attirato il 60% dei capitali investiti, confermandosi il principale motore del settore.

I mega round hanno rappresentato soltanto l’1,3% delle operazioni, ma hanno concentrato il 64% delle risorse. Il dato evidenzia una forte polarizzazione: poche transazioni di grandi dimensioni incidono in misura decisiva sul valore totale del mercato.

Il Regno Unito si conferma il principale polo continentale, con 20 miliardi di euro raccolti, pari al 46% degli investimenti europei. Il valore supera quello raggiunto nel complesso da Francia, Germania, Svezia e Svizzera.

Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, individua nel secondo trimestre l’emergere di una nuova generazione di storie di successo, ma richiama la cautela della politica su temi strategici come gli incentivi fiscali destinati agli investimenti nelle startup. Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital, indica invece nell’intelligenza artificiale il principale motore del mercato.

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