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Banche italiane più solide 2026

Banche italiane più solide 2026: Credem in testa per Pillar 2 più favorevole

Tra le banche italiane più solide nel 2026 Credem registra il P2R più contenuto, seguita da Banca Mediolanum e Intesa Sanpaolo. Un valore inferiore esprime un giudizio di vigilanza più favorevole sul profilo di rischio.

Banche italiane più solide nel 2026: Credem guida la classifica con un P2R dell’1,25%

Tra le banche italiane più solide nel 2026, Credem presenta il Pillar 2 Requirement più favorevole tra i principali gruppi italiani sottoposti alla vigilanza diretta della Banca centrale europea. Il requisito applicabile nel 2026 è pari all’1,25%, seguito da Banca Mediolanum con l’1,50% e Intesa Sanpaolo con l’1,65%.

Il Pillar 2 Requirement, o P2R, è il capitale aggiuntivo che la BCE richiede a una banca quando i requisiti minimi comuni non sono sufficienti a coprirne tutti i rischi. La valutazione considera fattori come modello di business, gestione operativa, rischio di credito e adeguatezza patrimoniale.

Nel confronto basato su questo parametro, un P2R più basso rappresenta un segnale positivo, perché significa che la vigilanza ritiene necessario un minore capitale supplementare per fronteggiare i rischi specifici dell’istituto. Tuttavia, questo dato non costituisce da solo un valore assoluto della solidità bancaria e deve essere affiancato agli altri indicatori patrimoniali.

Credem conserva così il miglior posizionamento in Italia anche dopo l’aumento dall’1% all’1,25%. Inoltre, si colloca al terzo posto in Europa e al secondo posto tra le banche commerciali del Vecchi Continente.

Pillar 2 Requirement: migliorano Iccrea e Cassa Centrale

Le decisioni SREP, il processo con cui la BCE valuta periodicamente rischi, capitale, liquidità e organizzazione degli istituti vigilati, mostrano movimenti differenti. Iccrea e Cassa Centrale migliorano, con un P2R che scende per entrambe al 2,25%, rispettivamente di 27 e 25 punti base.

Monte dei Paschi di Siena conferma il 2,20%, dopo la riduzione di 55 punti base ottenuta l’anno precedente. BPER Banca, con il 2,40%, presenta invece il requisito più elevato tra i principali gruppi italiani e quindi, limitatamente a questo indicatore, la maggiore richiesta di capitale aggiuntivo da parte della BCE.

Il sistema europeo evidenzia nel complesso indicatori patrimoniali solidi. I requisiti e gli orientamenti complessivi applicabili nel 2026 corrispondono al 15,6% delle attività ponderate per il rischio, cioè prestiti e altre esposizioni valutati anche in base alla loro rischiosità.

Nel secondo trimestre 2025 il coefficiente di capitale primario di classe 1 era pari al 16,1%. Questo indicatore rapporta il capitale di qualità più elevata, destinato ad assorbire per primo eventuali perdite, alle attività ponderate per il rischio. Viceversa il coefficiente di capitale totale era al 20,2%, un indicatore che comprende invece una base patrimoniale più ampia, includendo ulteriori strumenti riconosciuti dalla normativa prudenziale.

Anche il punteggio SREP medio migliora a 2,5%, rispetto al 2,6% dell’anno precedente, segnando il risultato migliore dal 2016 sulle 105 banche esaminate. La graduatoria cambia inoltre per effetto delle aggregazioni. Mediobanca e Banca Popolare di Sondrio non figurano più autonomamente nell’elenco, dopo l’ingresso della prima nel gruppo MPS e la fusione della seconda in BPER.

Depositi bancari: cosa cambia oltre i 100mila euro

Per famiglie e imprese, la graduatoria assume un significato diverso in base alle somme depositate. Fino a 100mila euro per depositante e per banca, il Pillar 2 dell’istituto non modifica la tutela prevista dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Oltre questa soglia, il profilo patrimoniale della banca acquista maggiore rilievo. In caso di crisi, anche la parte dei depositi superiore ai 100mila euro può essere coinvolta nell’assorbimento delle perdite secondo l’ordine previsto dalla normativa, dopo azionisti e titolari degli strumenti di debito interessati. Per un’impresa con una tesoreria rilevante, il P2R rappresenta quindi un’informazione utile, purché venga letto insieme agli altri parametri.

La BCE rileva anche una posizione di liquidità robusta. L’indice di copertura della liquidità, che misura la capacità di affrontare esigenze finanziarie nel breve periodo, è al 158%. L’indice di finanziamento stabile netto, che verifica se le attività siano sostenute da fonti di finanziamento sufficientemente stabili, è invece pari al 127%. Infine, il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi, cioè la quota di prestiti con difficoltà di rimborso sul totale dei finanziamenti, si attesta al 2,2%.

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