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Quanto risparmiano al mese gli italiani?

Gli italiani accantonano in media 529 euro al mese, meno della media europea, ma dispongono di risparmi accumulati per 96.873 euro. Il Barometro di Crédit Agricole fotografa un Paese prudente, dinamico e più aperto alla gestione digitale del capitale.

Risparmio medio italiani: 529 euro al mese e 96.873 euro accumulati

Alla domanda “Quanto risparmiano al mese gli italiani?”, il Barometro europeo del risparmio di Crédit Agricole, realizzato in collaborazione con Occurrence-Ifop in Francia, Germania, Italia e Spagna, offre una risposta precisa. Il risparmio medio degli italiani si attesta a 529 euro al mese, un valore leggermente inferiore alla media europea. Il quadro cambia, però, se si osserva la ricchezza accumulata, che raggiunge in media quota 96.873 euro.

È questa distanza tra accantonamento mensile e patrimonio complessivo a rappresentare uno degli aspetti più rilevanti della ricerca. Gli italiani mettono da parte ogni mese meno rispetto alla media europea, ma nel tempo hanno costruito livelli di risparmio più elevati. Il dato descrive un mercato maturo, nel quale conta sempre di più il modo in cui il denaro viene conservato, impiegato e diversificato.

A confermare il dinamismo del mercato è anche il Savings Vitality Index, indicatore elaborato dal Crédit Agricole sulla base della mobilità del risparmio, della fiducia nelle piattaforme digitali e dell’apertura verso automazione e intelligenza artificiale. L’Italia raggiunge 54 punti su 100, collocandosi sopra la media europea.

Inoltre, negli ultimi dodici mesi, il 45% dei risparmiatori italiani ha preso almeno una decisione relativa a una parte dei propri risparmi. A orientare queste scelte sono soprattutto la ricerca di rendimenti migliori e la volontà di diversificare, calibrando bene i rischi.

Sicurezza e rendimento restano al centro delle scelte degli italiani

La prudenza continua a caratterizzare il comportamento finanziario degli italiani. Il 43% degli intervistati dichiara di cercare un equilibrio tra rischio e rendimento, segnale di un approccio che conserva una forte attenzione alla sicurezza e, insieme, guarda a soluzioni capaci di rendere più efficiente il capitale.

Tra gli strumenti maggiormente utilizzati prevalgono i fondi comuni, indicati dal 38% degli intervistati. Seguono i risparmi destinati alla previdenza e ai fondi pensione, scelti dal 35%, mentre il 33% indica i depositi a vista. Le preferenze restituiscono l’immagine di un risparmiatore attento alla protezione delle somme accumulate e interessato a strumenti differenti.

Rispetto alla motivazione del risparmio, il 38% degli italiani ha dichiarato che la ragione principale è costruire una rete di sicurezza finanziaria da utilizzare in caso di imprevisti. Un altro 23% dichiara di risparmiare per obiettivi di lungo periodo, tra cui la pensione, l’indipendenza finanziaria o il sostegno economico ai figli.

Cresce il digitale, ma trasparenza e controllo restano decisivi

Una quota rilevante di risparmiatori italiani mostra una forte apertura verso gli strumenti digitali. I Digital Wealth Mover, ossia risparmiatori particolarmente ricettivi verso il digitale, abituati a confrontare le offerte e a spostare più facilmente i propri capitali, rappresentano il 21,5% del totale, contro una quota europea di riferimento del 18,4%. Accantonano in media 612 euro al mese, più della media nazionale, e mostrano anche una maggiore apertura verso strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

A loro si affiancano i Digital Project Seeker, pari al 20,6% dei risparmiatori italiani. Con questa espressione lo studio identifica risparmiatori generalmente più giovani, caratterizzati da una maggiore mobilità finanziaria e orientati soprattutto a obiettivi di breve e medio periodo. Anche loro tendono a confrontare i prodotti disponibili e a spostare il denaro quando individuano opportunità considerate più interessanti. Insieme, i due gruppi rappresentano il 42,1% dei risparmiatori italiani, una quota che secondo lo studio rende il mercato particolarmente interessante per le piattaforme capaci di combinare rendimento, trasparenza e supporto umano.

La fiducia verso il digitale è cresciuta nel tempo. Il 66% degli intervistati dichiara di fidarsi delle piattaforme digitali, percentuale che sale all’89% tra chi le utilizza già. Per l’85%, però, il principale fattore di rassicurazione resta la trasparenza su costi, rischi e performance. Anche verso l’intelligenza artificiale emerge apertura. Il 49% ritiene che una guida automatizzata possa aiutare a scegliere e monitorare i risparmi, purché il funzionamento sia chiaro e trasparente.

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