Il venture capital ha mostrato segnali di crescita nel 2025 in Italia, con un aumento del 46% degli investimenti. Il mercato italiano del capitale di rischio presenta però andamenti contrastati, con una raccolta in calo del 46% e una riduzione del 22% degli investimenti complessivi rispetto al 2024.
Venture capital in crescita con più operazioni e maggiori investimenti
Nel 2025 il venture capital si è distinto come uno dei segmenti più dinamici del mercato italiano del capitale di rischio. Secondo i dati AIFI, il numero di operazioni ha raggiunto quota 568, in aumento del 30% rispetto alle 437 del 2024, mentre l’ammontare investito è salito da 927 milioni a 1.349 milioni di euro, registrando una crescita del 46%.
Questo andamento si inserisce in un contesto complessivo più debole. Il totale degli investimenti in private equity, venture capital e infrastrutture si è attestato a 11.610 milioni di euro, in calo del 22% rispetto ai 14.903 milioni dell’anno precedente. La flessione è legata soprattutto al comparto infrastrutturale.
Il venture capital si conferma come il primo segmento per numero di operazioni e contribuisce in modo decisivo al totale di 887 investimenti realizzati nel 2025, in crescita del 21% rispetto ai 732 del 2024. Il dato evidenzia una maggiore vivacità del mercato, sostenuta anche da operazioni di dimensioni più contenute.
Raccolta in calo del 46% e minore disponibilità di capitali
A fronte della crescita degli investimenti nel venture capital, il 2025 ha registrato una forte contrazione della raccolta. Il totale dei capitali raccolti da operatori di private equity e venture capital si è attestato a 3.570 milioni di euro, in calo del 46% rispetto ai 6.673 milioni del 2024.
Gli operatori attivi nella raccolta sono stati 44, in lieve aumento rispetto ai 42 dell’anno precedente. La componente domestica ha rappresentato l’83% del totale, mentre quella estera si è fermata al 17%.
Tra le principali fonti, il settore pubblico ha contribuito per il 22%, seguito dagli investitori individuali e family office con il 21% e dai fondi pensione e casse di previdenza con il 19%.
Il calo della raccolta rappresenta un elemento di criticità, poiché riduce la disponibilità di risorse per sostenere nuove operazioni e limita la capacità degli operatori di accompagnare la crescita delle imprese.
Investimenti e disinvestimenti tra riduzione dei valori e aumento delle operazioni
Nel 2025 il mercato italiano ha mostrato andamenti differenziati tra i diversi segmenti. Stando alle analisi AIFI, i buy out si confermano al primo posto per ammontare, con 6.246 milioni di euro investiti, pari al 54% del totale, pur registrando una lieve contrazione del 4%. Il numero di operazioni in questo segmento è invece aumentato del 14%.
Il comparto infrastrutturale ha subito una riduzione significativa, con investimenti pari a 3.040 milioni di euro rispetto ai 6.162 milioni del 2024. Il segmento expansion ha invece registrato una crescita, raggiungendo 792 milioni di euro, in aumento del 14%.
Le operazioni di dimensioni inferiori ai 150 milioni di euro hanno attratto 6.456 milioni di euro, rappresentando il valore più elevato mai registrato. Il numero complessivo di operazioni è salito a 887, confermando una maggiore attività del mercato.
Sul fronte dei disinvestimenti, il numero delle operazioni è aumentato a 184, in crescita del 17% rispetto alle 157 del 2024. Il controvalore è invece sceso a 4.661 milioni di euro, in calo del 19%.







