Gli sportelli bancari italiani sono diminuiti del 36,7% tra il 2015 e il 2025. Quasi 4,84 milioni di persone e oltre 310mila imprese vivono in comuni privi di filiali, con effetti rilevanti sull’accesso ai servizi e al credito.
Sportelli bancari ridotti del 36,7% in dieci anni
Gli sportelli bancari presenti in Italia sono passati da 30.258 nel 2015 a circa 19.140 nel 2025. In un decennio sono quindi scomparse oltre 11mila filiali, con una contrazione del 36,7%. I dati diffusi dalla Cna (Confederazione degli artigiani) mostrano come la progressiva riduzione della rete fisica abbia ampliato la distanza tra banche, cittadini e attività economiche, soprattutto nei territori di minori dimensioni.
Nel 2015 vivevano in comuni privi di una filiale circa 2,26 milioni di persone, pari al 3,8% della popolazione italiana. Nel 2025 il numero è salito a 4,84 milioni, pari all’8,2% degli italiani. La platea coinvolta è più che raddoppiata, con quasi 2,6 milioni di cittadini in più.
Nello stesso periodo, i comuni senza banca sono aumentati da 2.251 a circa 3.456, pari a quasi il 44% del totale nazionale. Il fenomeno interessa soprattutto i centri più piccoli. Oltre il 96% dei comuni privi di sportello conta meno di 5mila abitanti. Tra quelli con meno di mille residenti, nove su dieci non dispongono di una filiale.
La riduzione dei presìdi assume particolare rilievo per le fasce anagrafiche più esposte alle difficoltà di spostamento e alla minore diffusione delle competenze digitali. Nei comuni senza banca vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e oltre 643mila cittadini con più di 75 anni. Gli anziani costituiscono il 26,3% della popolazione interessata.
Accesso al credito: oltre 310mila imprese operano in comuni senza banca
La ritirata delle filiali non coinvolge soltanto le famiglie. Nei comuni che, al 31 dicembre 2025, risultavano privi di uno sportello erano attive 310.893 imprese, pari al 6% del totale nazionale, con circa 932.600 addetti. Nei soli 79 centri che hanno perso l’ultima filiale nel corso del 2025 si trovavano oltre 18mila unità locali e quasi 55mila lavoratori.
La Lombardia registra il maggior numero di imprese situate in comuni senza banca, circa 53.500. Seguono la Campania, con oltre 52mila attività, il Piemonte, con 48.300 attività, e la Calabria, con quasi 32.000 attività. Tra le province, Torino presenta il valore assoluto più elevato, con 19.706 imprese prive di un presidio bancario nel proprio comune. Caserta ne conta 16.474, Cosenza 12.398, Napoli 11.065 e Bergamo 11.037. L’incidenza sul sistema produttivo locale raggiunge il 42,2% a Vibo Valentia, il 38,7% a Isernia e il 32,2% ad Avellino.
Per una piccola impresa, il rapporto con la banca non coincide soltanto con l’esecuzione di pagamenti o con l’accesso a servizi digitali. Come sottolineato dal presidente della Cna, Dario Costantini occorrono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. La chiusura di una filiale può quindi allontanare un punto di riferimento utile anche nella relazione creditizia.
Desertificazione bancaria: forti divari tra regioni e province
La desertificazione bancaria, ossia la scomparsa degli sportelli da intere aree territoriali, presenta differenze marcate. In Molise è privo di una filiale l’83,8% dei comuni. Seguono la Calabria con il 74,5%, la Valle d’Aosta con il 74,3%, il Piemonte con il 65,8% e l’Abruzzo con il 61,3%.
In valore assoluto, la Campania registra il maggior numero di residenti in comuni senza banca, quasi 850mila persone. La Lombardia ne conta circa 788mila, il Piemonte 665mila e la Calabria 567mila. In provincia di Vibo Valentia il 52,6% della popolazione vive in territori privi di sportello, mentre a Isernia la quota raggiunge il 50,1%.
La presenza delle filiali resta invece concentrata nei principali poli urbani. Roma dispone di 848 sportelli, Milano di 572, Torino di 274, Napoli di 200 e Bologna di 190. Una densità elevata, tuttavia, non garantisce una distribuzione uniforme. Solo otto province conservano almeno una banca in ogni comune: Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Pisa, Grosseto, Brindisi, Ragusa e Barletta-Andria-Trani.
La digitalizzazione offre nuove possibilità di accesso ai servizi, ma, secondo la Cna, non può tradursi in una ritirata indiscriminata dai territori. La riduzione degli sportelli bancari incide infatti sulla prossimità del servizio, sulla relazione tra banca e impresa e sulla possibilità di accompagnare famiglie e attività economiche nelle rispettive esigenze finanziarie.
