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Inflazione in Italia: prezzi in salita e consumi sempre più prudenti

L’inflazione in Italia continua ad incidere sulle scelte delle famiglie. Ad agosto i prezzi sono cresciuti del 3,3% annuo, mentre gli italiani concentrano la spesa su beni essenziali, rinviano acquisti importanti e adottano comportamenti di consumo prudenti e selettivi.

Inflazione in Italia: prezzi in aumento del 3,3% ad agosto

L’inflazione in Italia torna a crescere. Secondo le stime preliminari dell’Istat, ad agosto 2026 i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,5% rispetto a luglio e del 3,3% su base annua, dopo un aumento del 2,9% registrato nel mese precedente. A causare la crescita sono soprattutto i beni energetici, mentre l’inflazione di fondo rallenta leggermente all’1,5%.

L’aumento dei prezzi si inserisce in un contesto nel quale i redditi faticano a tenere il passo e le famiglie rivedono le proprie priorità. È quanto emerge dall’indagine di Altroconsumo sui consumi degli italiani, condotta nell’agosto 2026 su un campione di 1.230 persone tra i 18 e i 74 anni e successivamente ripresa dal Rapporto Coop 2026. Il campione è stato ponderato per sesso, età, area geografica e titolo di studio.

Negli ultimi tre anni gli italiani hanno aumentato soprattutto le spese considerate necessarie, come cibo e salute, riducendo quelle destinate al tempo libero fuori casa, tra ristoranti, bar, eventi e spettacoli. Il fenomeno riguarda anche le decisioni di maggiore valore economico.

Tra coloro che avevano programmato l’acquisto di una casa, oltre la metà ha rinunciato o rinviato il progetto. Il 71% degli intervistati indica come causa principale i prezzi troppo elevati, mentre il 41% segnala una minore disponibilità economica. L’inflazione interviene quindi non solo sui consumi quotidiani, ma anche sulle scelte patrimoniali di lungo periodo.

Gli italiani riducono i consumi per scelta personale

Lo studio di Altroconsumo evidenzia come il ridimensionamento delle spese non coinvolga tutte le voci allo stesso modo. Alimentazione e salute continuano ad assorbire una parte rilevante del bilancio familiare, mentre gli acquisti meno urgenti vengono più spesso rinviati.

L’indagine evidenzia anche un cambiamento che va oltre la sola necessità economica. Una parte degli italiani dichiara di avere ridotto i consumi per scelta personale. L’83% degli intervistati vuole evitare acquisti inutili o impulsivi, il 63% punta a risparmiare per il futuro e la stessa quota preferisce acquistare meno, privilegiando la qualità. Il 38% presta maggiore attenzione all’ambiente e agli sprechi, mentre il 27% preferisce le esperienze all’acquisto di prodotti.

Anche il comportamento prima dell’acquisto diventa più ponderato. Nove italiani su dieci confrontano prodotti e servizi, mentre otto su dieci acquistano soprattutto quando esiste un bisogno concreto e preferiscono utilizzare più a lungo ciò che possiedono.

L’81% ha venduto, regalato o donato oggetti nell’ultimo anno e oltre due terzi ha fatto riparare almeno una volta un prodotto anziché sostituirlo. La condivisione resta invece poco diffusa. L’84% non ha mai preso in prestito o noleggiato un bene al posto di acquistarlo e il 52% non ha mai condiviso o prestato qualcosa.

Potere d’acquisto: cambiano le priorità degli italiani

Guardando ai prossimi cinque anni, gli intervistati ritengono che le decisioni di acquisto saranno sempre più legate all’utilità pratica e alla sostenibilità. Il consumo come espressione di status o identità personale appare invece destinato a perdere peso.

Le principali fonti di gratificazione si spostano verso relazioni ed esperienze. Stare con familiari e amici è indicato dal 55% degli intervistati, viaggiare dal 45% e dedicarsi agli hobby dal 38%. Uscire nei locali, ristoranti e bar si ferma invece al 9%. Tra gli acquisti che generano maggiore soddisfazione prevalgono viaggi e vacanze con il 42%, seguiti da cibo e bevande al 27% e consumi culturali al 26%.

Anche i criteri di scelta stanno cambiando. Il rapporto qualità-prezzo rimane centrale, ma rispetto al 2017 cresce l’attenzione verso caratteristiche, funzionalità e affidabilità dei prodotti. Nello specifico, per tecnologia ed elettrodomestici pesa soprattutto la fiducia nel marchio, mentre per abbigliamento e calzature incidono soprattutto gusto personale e qualità.

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