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Credito al consumo: andamento positivo nel primo trimestre 2026

Nel primo trimestre 2026 cresce il credito al consumo grazie ai prestiti legati all’acquisto di auto e moto (+6,2%) e dalla cessione del quinto (+7,5%).

In base all’Osservatorio Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia pubblicato a giugno 2026, nel 2025 il credito retail mostra un andamento positivo: la domanda è stata sostenuta dalla dinamica favorevole del reddito disponibile e da un mercato del lavoro solido e si è concentrata principalmente sui prestiti legati ai progetti di vita più importanti delle famiglie (mutui immobiliari, prestiti personali e cessione del quinto). Le condizioni di costo più contenute rispetto al recente passato hanno inoltre dato una forte spinta alle surroghe, migliorando l’equilibrio dei bilanci familiari.

Nei primi mesi del 2026, pur in un contesto di incertezza legato al conflitto in Medio Oriente, il trend di crescita del credito al consumo si consolida, trainato dalla ripresa del finalizzato auto/moto, mentre rallenta la crescita dei mutui per l’acquisto di abitazioni e crollano le surroghe. Le politiche di concessione restano prudenti, anche in ragione delle tensioni geopolitiche e commerciali e del loro potenziale impatto sulla capacità di rimborso dei richiedenti.

Il credito al consumo conferma un trend espansivo

Nel 2025 le erogazioni di credito al consumo segnano un incremento (+2,4%) più contenuto rispetto a quello registrato nel 2024, in linea con l’evoluzione dei consumi di beni durevoli (+0,8%), quelli che più frequentemente vengono finanziati. La performance è stata guidata dal buon risultato dei prestiti personali (+9,3%) e dei prestiti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (+9,8%), mentre hanno segnato il passo le altre forme tecniche.

Nel primo trimestre 2026 l’accelerazione della crescita dei flussi erogati (+4,9%) è dovuta al recupero del credito finalizzato auto/moto (+6,2%), sostenuta anche dalla lunga onda degli incentivi per la mobilità verde rivolti ai privati. La cessione del quinto di stipendio/pensione (CQS/P) si conferma il segmento più dinamico (+7,5%), mentre la crescita dei prestiti personali (+4,1%) si fa più moderata. Evidenziano una ripresa anche gli altri finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (+5,5%) e, sebbene molto debole, le operazioni di rateizzazione con carta di credito (+0,7%).

Rallenta la crescita dei mutui per l’acquisto casa e crollano le surroghe

I flussi di mutui per l’acquisto dell’abitazione delle famiglie consumatricinei primi tre mesi del 2026 rallentano la crescita (+4%, dopo il +23% nel 2025), in un quadro di incremento delle compravendite immobiliari residenziali (+6,6% nel 2025, +4,4% nel primo trimestre 2026). La componente delle surroghe, che nel2025 segna ancora una buona performance (+28,7%), registra una marcata contrazione nel primo trimestre del 2026 (-66,8%) riflettendo il progressivo esaurimento dei contratti passibili di condizioni economiche migliorative.

Complessivamente, dopo il ritmo di crescita elevato del 2025 (+22,9%), nel primo trimestre 2026 i flussi di mutui alle famiglie consumatrici evidenziano una contrazione (-5,7%), segnati dalle pressioni inflazionistiche e dall’incertezza sull’evoluzione dei tassi di interesse. Le erogazioni a tasso fisso si confermano prevalenti (78% nei primi tre mesi del 2026), ma crescono le formule miste (14% dal 10% del 2025).

Avanza ancora il canale digitale e si rafforza il ruolo delle reti terze

Nel 2025 si registra un deciso avanzamento dei prestiti personali online, anche grazie agli investimenti in supporto e consulenza a distanza degli operatori, per accompagnare i clienti verso scelte consapevoli: la quota di volumi di prestiti personali collocati 100% online raggiunge il 19%. Resta invece stabile al 13% quella degli altri finanziamenti finalizzati per eCommerce.

Si conferma anche la crescente importanza delle reti terze: quella degli agenti e mediatori, in particolare per la CQS/P (il 79% delle erogazioni del comparto) e per i mutui immobiliari, dove raggiungono quasi la metà delle erogazioni, a scapito degli sportelli, senza trascurare i merchant convenzionati, protagonisti per il collocamento dei prestiti finalizzati.

Aumenta il credito retail a sostegno delle spese green delle famiglie

Hanno fornito un impulso determinante al mercato i finanziamenti a sostegno della transizione ecologica delle famiglie, in particolare i mutui per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica e per interventi di riqualificazione, che sono raddoppiati in volume nel 2025. Nel credito al consumo la quota di finanziamenti finalizzati destinati al miglioramento dell’efficienza energetica dell’abitazione (pannelli solari/pompe di calore etc.) sale al 21% sul valore totale dei finanziamenti in ambito casa e quella per la mobilità sostenibile degli operatori multiprodotto è pari al 22% sul totale finanziamenti auto/moto.

Stabile il rischio di credito

La rischiosità del credito alle famiglie rimane complessivamente molto contenuta (tasso di default 1,5% a marzo 2026).

Valori nel segno della stabilità per il comparto del credito al consumo (1,8%), con l’indice di rischio che rimane su livelli contenuti, soprattutto osservando in prospettiva storica. Non si rilevano infatti variazioni significative né per quanto riguarda il rischio relativo ai prestiti finalizzati né per i prestiti personali.

Con riferimento ai mutui immobiliari, il progressivo allentamento della politica monetaria – avviato nella seconda metà del 2024 e interrotto solo a giugno di quest’anno – ha contribuito a ridurre il costo del credito nella prima parte del 2025, con effetti positivi sulla sostenibilità delle rate e, più in generale, sull’equilibrio finanziario delle famiglie. In questo scenario, la qualità del credito dei mutui si conferma elevata e in ulteriore lieve miglioramento (0,4% a marzo).

Credito al consumo: le prospettive future

Nello scenario in cui la navigazione nello stretto di Hormuz riprendesse regolarmente entro l’estate, come atteso anche in base ai recenti negoziati, gli effetti sulla crescita italiana della maggiore inflazione saranno attenuati dalla prosecuzione degli investimenti del PNRR nel corso del 2026. Tuttavia, il progressivo esaurimento della spinta del PNRR e il limitato spazio di manovra della politica fiscale rendono centrale il tema della sostenibilità della crescita nel medio termine, in un quadro in cui la politica monetaria ha interrotto la fase più espansiva e si orienta verso condizioni meno accomodanti.

In questa cornice, le consistenze di credito alle famiglie continueranno a crescere a fine 2026 e nel prossimo biennio pur se a ritmi moderati. Dal 2027 la domanda delle famiglie potrà beneficiare del miglioramento del potere di acquisto, nonostante una fase di ridimensionamento degli incentivi fiscali (per ristrutturazioni e acquisto di beni per la casa) e di modesto aumento dei tassi d’interesse. Il comparto dei mutui immobiliari sarà sostenuto dai mutui di acquisto mentre è attesa in deciso calo la componente delle surroghe.

Il credito al consumo, che si appresta ad affrontare le trasformazioni indotte dall’applicazione della nuova Direttiva sul credito ai consumatori (CCD2), sarà sostenuto dal contributo dei prestiti personali e della cessione del quinto e dal graduale recupero dei finanziamenti finalizzati. In un contesto caratterizzato da maggiore incertezza macroeconomica e da requisiti regolamentari più stringenti, l’offerta di credito resterà improntata alla cautela. La rischiosità del credito si manterrà nel complesso su livelli molto contenuti, con un lieve aumento dei tassi di default a riflesso di uno scenario economico più fragile. Si delinea un quadro della rischiosità che resta sotto controllo a testimonianza della resilienza delle famiglie e delle attente politiche di offerta degli ultimi anni.

Gli investimenti in digitalizzazione e l’utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale continueranno a favorire efficienza e sviluppo dei modelli distributivi. Parallelamente, l’attuazione della CCD2 rafforzerà i requisiti di trasparenza e valutazione del merito creditizio, con possibili effetti sull’accesso al credito e sugli equilibri competitivi anche alla luce dell’estensione dell’ambito di applicazione ai pagamenti dilazionati. Restano buone opportunità dalla transizione energetica, che potrà sostenere la domanda di finanziamenti per l’efficientamento degli spazi abitativi.

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