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Bonus giovani under 35

Bonus giovani under 35: esonero fino a 500 euro al mese per le stabilizzazioni

Il bonus giovani under 35 sostiene il passaggio dai contratti a termine ai rapporti stabili. L’esonero contributivo può durare fino a 24 mesi, entro il limite di 500 euro mensili, ma richiede requisiti precisi per lavoratori, datori di lavoro e rapporti interessati.

Bonus giovani under 35: fino a 12mila euro annui per lavoratore

Il bonus giovani under 35 è rivolto ai datori di lavoro privati che trasformano un contratto a tempo determinato in un rapporto a tempo indeterminato. L’incentivo, introdotto dal D.L. n. 62 del 30 aprile 2026 e confermato dalla legge n. 112 del 25 giugno 2026, prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, mentre restano esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

Il bonus può essere riconosciuto per un massimo di 24 mesi, entro il limite di 500 euro al mese per dipendente. Il vantaggio può quindi raggiungere 12.000 euro l’anno e 24.000 euro nell’intero periodo, ma lo sconto non può superare l’ammontare complessivo dei contributi dovuti dall’impresa.

La misura non riguarda le nuove assunzioni, ma solo la trasformazione di rapporti già in corso. Sono ammesse le stabilizzazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, a condizione che il contratto a termine sia stato avviato entro il 30 aprile 2026. Il rapporto deve proseguire senza interruzioni e non può avere una durata complessiva superiore a dodici mesi.

Alla data della trasformazione, il lavoratore non deve aver compiuto 35 anni e non deve aver mai avuto un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’agevolazione è quindi destinata a favorire il primo accesso a un’occupazione stabile.

Esonero contributivo: ammessi operai, impiegati e quadri, escluse le PA

Possono accedere al bonus giovani under 35 tutti i datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo. Sono escluse dal novero dei beneficiari le Pubbliche Amministrazioni. L’incentivo si applica ai dipendenti con qualifica di operaio, impiegato o quadro, ma non al personale dirigente.

Sono esclusi anche i rapporti di lavoro domestico, i contratti di apprendistato e le trasformazioni dei rapporti intermittenti o a chiamata. Il bonus può invece essere riconosciuto nei rapporti a tempo parziale, con una riduzione proporzionale del limite mensile, e nelle trasformazioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.

L’accesso all’esonero richiede il rispetto di precisi obblighi. Il datore di lavoro deve essere in regola con i versamenti contributivi, come attestato dal DURC, il documento che certifica la correttezza della posizione dell’impresa. Deve inoltre osservare le norme sul lavoro e sulla sicurezza e applicare i trattamenti previsti dai contratti collettivi di riferimento.

Serve infine un incremento occupazionale netto. Il numero dei lavoratori impiegati deve risultare superiore alla media registrata nei dodici mesi precedenti, secondo i criteri stabiliti dalla disciplina dell’incentivo. Il beneficio non può quindi sostenere una semplice sostituzione di personale.

Lo sconto non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive. Può però essere utilizzato insieme alla maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione dalla legge di Bilancio 2025. Tale misura consente, nei casi previsti, di sottrarre una quota maggiore del costo sostenuto dal reddito sul quale vengono calcolate le imposte.

Domanda INPS: richiesta online dopo l’attivazione del modulo

La domanda potrà essere presentata solo per via telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni, già DiResCo, disponibile sul sito dell’INPS. La sezione indicata dall’Istituto è “Incentivi decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione”.

Il modulo non risulta ancora attivo. L’INPS ha chiarito che l’apertura della procedura e le istruzioni necessarie saranno comunicate con un successivo messaggio. Fino a quel momento, le imprese non potranno inoltrare la richiesta, ma potranno verificare la presenza dei requisiti.

Prima dell’avvio della procedura sarà utile controllare la data di assunzione, la durata del contratto, la continuità del rapporto e la storia lavorativa del dipendente. Dovranno essere esaminate anche la regolarità contributiva dell’impresa e la presenza dell’aumento occupazionale richiesto.

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