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Errore INPS

Errore INPS su 270mila certificazioni uniche: cosa devono fare i pensionati coinvolti

Nuovo errore INPS sulle CU 2026: addizionali comunali trattenute ma non dichiarate. L’impatto economico è fortunatamente contenuto. Tra i coinvolti anche gli eredi dei pensionati deceduti nel 2025.

Un nuovo errore dell’INPS ha coinvolto questa volta i pensionati italiani. L’Istituto ha trattenuto regolarmente le addizionali comunali IRPEF sugli assegni pensionistici, omettendo però di riportare tali importi nella Certificazione unica necessaria per compilare la dichiarazione dei redditi. Sono circa 270mila le Certificazioni Uniche 2026 risultate incomplete. La notizia emerge in piena stagione dichiarativa, quando gran parte dei contribuenti sta già consultando o trasmettendo la propria precompilata.

L’intervento dell’Inps

L’Inps è tempestivamente intervenuta per porre rimedio all’anomalia verificatasi, trasmettendo i dati aggiornati all’Agenzia delle Entrate, che a sua volta dovrà adeguare le dichiarazioni precompilate incomplete. I contribuenti dovranno dunque, fare riferimento esclusivamente all’ultima CU resa disponibile.

Origine ed entità del problema

L’INPS ha dichiarato che si è trattato di un errore di natura informatica e che gli importi interessati risultano di entità estremamente contenuta: “Nella maggior parte dei casi, sono inferiori alla soglia di rilevanza fiscale, ovvero sotto i 12 euro“. L’impatto economico diretto è quindi circoscritto, ma le ricadute procedurali restano rilevanti per chi ha già inviato la dichiarazione, basandosi sulla CU errata.

I rischi per chi ha già trasmesso la dichiarazione in autonomia

A tal proposito è intervenuto anche il coordinamento dei CAF. “L’Inps sta inviando gli elenchi ai Caf, che nei prossimi giorni avviseranno i cittadini interessati”, spiega il coordinatore della Consulta dei Caf Giovanni Angileri, citato da Il Giornale. “La norma prevede che dal 19 maggio si può annullare il 730 una sola volta e ripresentarlo una seconda volta sino al 22 giugno, come Caf. Per chi invece avesse già aperto la precompilata con la Cu sbagliata e l’avesse individualmente trasmessa all’Agenzia delle Entrate, c’è la possibilità di apportare la modifica col modello Redditi, entro ottobre, perdendo tuttavia i benefici del 730. Invitiamo dunque gli interessati a rivolgersi ai Caf”, ha concluso Angileri.

Coinvolti gli eredi dei pensionati deceduti

L’errore informatico ha coinvolto anche i pensionati che sono deceduti nel 2025. In tali casi, le complicazioni burocratiche andranno a riflettersi direttamente sulle spalle di vedove, vedovi o eredi legittimi. Saranno infatti costoro a dover presentare la dichiarazione dei redditi per il parente scomparso e quindi gestire la discrepanza di dati. La questione potrebbe anche generare ritardi nella chiusura delle pratiche fiscali e di successione.

Gli errori precedenti

Non è l’unico errore che ha visto coinvolto l’INPS nel 2026. Come ricordato da Il Sole24ore, a inizio maggio oltre 2 milioni di Certificazioni Uniche sono risultate sbagliate: ciò ha messo a rischio la corretta applicazione di bonus e detrazioni per i percettori di NASpI, cassa integrazione e maternità. A fine marzo invece, è emerso che oltre 20mila pensionati avevano ricevuto assegni maggiorati fino a mille euro per l’applicazione indebita della nuova detrazione fiscale – prevista dalla legge di Bilancio – destinata ai soli lavoratori dipendenti con un reddito compreso tra 20mila e 40mila euro. Il recupero di tali somme è partito ad aprile per gli importi fino a 150 euro, mentre per le somme più alte la restituzione è stata frazionata fino a otto rate.

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